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10.02.2014 Diario Apistico

Foratura nidi

La settimana è iniziata lunedì mattina presto, approfittando di un po’ di calma ho iniziato a buttare giù il diario settimanale e dopo aver accompagnato la piccola all’asilo sono partito per Vallevò. Nel pomeriggio ho ripreso il lavoro sui nidi che avevo lasciato in sospeso la settimana prima, ero un po stanco e alla fine non ho fatto molto.

L’indomani mattina ho continuato a lavorare sui nidi in officina e poco prima di pranzo son andato dal fornitore di legnami per valutare e acquistare i materiali che avevo ordinato da diversi mesi, in particolare le tavole di abete per i nidi e il multistrato di pino per i cassettini del fondo.

Tavole legnoComprare i materiali non è come andare al supermercato e comprare la nutella, spesso non ci sono in magazzino e se quello che c’è non ti piace, devi aspettare che finisce prima che fanno un nuovo ordine, poi quando arriva qualcuno che lo acquista prima di te o è di qualità inferiore al precedente e siamo di nuovo al punto di partenza. Dopo un’estenuante attesa mi sono deciso ad ordinare direttamente un bancale di 120 tavole sincerandomi che arrivasse da una buona segheria. Le tavole mi sono state portate direttamente a casa è ho avuto uno sconto accettabile sul prezzo finale.

Mercoledì è stata una giornata in cui non ho trovato la forza per fare molte cose. Ho passato la mattinata realizzando una attrezzo per fare le scanalature ai nidi in maniera più precisa e in sicurezza e prima di pranzo mi sono divertito a filmare la mia httpvh://youtu.be/avr-4RFcsAk  migliore colonia su celle 4,9 con distanza interfavo 32 mm.

Creata a giugno 2013 da una sciame artificiale proveniente sempre da una colonia 4,9 e con carico di Varroa praticamente nullo, è riuscita sempre a tenere bassa la popolazione di acari anche introducendo una nuova regina a settembre e non trattandola mai. Durante l’inverno ho registrato una caduta media giornaliera di 0,4 Varroe.

 

Taglio porticinaGiovedì altra giornata di duro lavoro in officina per completare le lavorazioni dei nidi e dei fondi. In mattinata abbiamo completato le scanalature per i poggia telaini, gli incastri laterali e gli incastri con il fondo; nel pomeriggio abbiamo ritagliato le porticine e iniziato a tagliare i fogli di multistrato per i cassettini dei fondi. Sulla nostra pagina Facebook potete trovare le altre immagine sulle lavorazioni delle arnie.

Sempre in mattinata mi sono preso un’oretta per controllare gli apiari e sostituire il candito alle arnie che lo avevano finito, ho comunque avuto la sensazione che in questa settimana le api hanno mangiato poco forse per le belle giornate di sole.

Venerdì mattina mi sono rinchiuso in casa cercando di mettere a posto una volta per tutte la mia postazione multimediale, e dopo un bel po di fatica sono finalmente riuscito a connettermi ad internet dalla mia cucina. Nel pomeriggio una gran sfacchinata per potare qualche albero con edera che faceva troppa ombra sul’apiario.

Sabato, visto che ormai non avevo più scuse, ho cercato di buttare giù l’articolo sulla scelta della sega circolare ma alla fine non ho resistito e prima di riuscire a completarlo sono corso a vedere come stavano le api con la bella giornata di sole e l’edera tagliata che gli faceva ombra. Devo dire che il gran lavoro fatto si è visto subito perché l’apiario era un viavai di api.

Nel pomeriggio ho deciso di aprire due arnie, quella con covata calcificata, per verificare se la regina aveva deposto sul telaino di plastica e un’altra colonia molto forte, per vedere lo stato della covata. Ho iniziato da quella più forte e con grande stupore ho trovato tre bei telaini di covata, non piene ma uno era addirittura al secondo ciclo, la classica faccina che ride. Anche se quello che avevo visto non mi rallegrava molto perché voleva dire che non cera stato blocco di covata e che avrò seri problemi di Varroa, fa comunque sempre piacere vedere una colonia fortissima.

All’apertura della colonia con covata calcificata lo stupore: una regina con al massimo un centinaio di api. Con calma e sangue freddo ho riaperto la colonia fortissima, ho cercato la regina non marcata e non vista in precedenza, e ho trasferito due telaini di covata con api nella colonia debole e rimesso quelli di plastica in quella forte. Ho naturalmente stretto la colonia debole e ho notato che in pochi minuti le nuove api sono accorse a pulire i telaini con api morte. Nei prossimi giorni starò molto attento nel verificare lo stato di salute della colonia perché a forte rischio malattie.

Dopo il tramonto di nuovo in officina a tagliare i fogli MDF per i coperchi e fare un po di spazio in officina. La sera una bella pizza fatta in casa e via a dormire presto perché l’indomani ci sarebbe stato il corso AIAAR.

httpvh://youtu.be/gQ10zlDUFlA Domenica partenza alle 7 da Lanciano destinazione Teramo per il corso sull’allevamento delle api regine insieme a mio fratello Dante e altri due amici apicoltori Valerio e Davide. Mi aspetta una giornata di informazioni da dare e da ricevere.

E infatti la giornata non si smentisce: al momento della registrazione al corso, il presidente dello AIAAR Gabriele Milli si mette a parlare con me e mi fa i complimenti per il sito e il tipo di comunicazione che sto facendo e mi invita ad Apimel 2014. Vi lascio immaginare il mio stupore e la soddisfazione per un lavoro che porto avanti da diversi mesi e che poco centra con l’apicoltura.

Nella pausa caffè ho parlato con un valutatore della Zardi Deanna, azienda convenzionata con il CRA-API per la valutazione delle api regine inviate dagli allevatori iscritti all’albo nazionale. Una grande opportunità in vista delle valutazioni che dovrò fare sulle mie api per individuare le madri migliori.

Durante la pausa pranzo altri contatti. Inizialmente ho chiacchierato con due giovani apicoltori che avevano frequentato il corso di pappa reale con me ad Ercolano e mi hanno detto che sono riusciti a fare circa 4kg di pappa con una dozzina di arnie, regine da miele e stecche fai da te. Poi mi hanno parlato dei problemi che hanno avuto con la peste americana introdotta nei loro apiari dall’acquisto di sciami addirittura con certificati sanitari, cosa che mi ha fatto meditare molto.

Poi ho parlato con un appassionato Biologo interessato alla mia sperimentazione sulle celle piccole ed infine, mentre tornavamo nella sala per il corso, l’informazione pronta all’uso stecche da pappa a 0,80 € grazie alla dritta che mi ha dato Angelo.

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03.02.2014 Diario Apistico

Disco a 72 dentiLa mattinata di lunedì è passata scrivendo l’articolo sul diario apistico. Non avendo ancora sistemato la postazione multimediale mi ritrovo sempre a scrivere gli articoli all’ultimo momento. Nel pomeriggio sono andato in giro con mio fratello in cerca di un nuovo disco per la nostra sega circolare, quello che abbiamo comprato in tutta fretta lo scorso anno non si è rivelata all’altezza della situazione e in previsione dei tagli più precisi per il nido abbiamo deciso di acquistarne uno nuovo. Per i nostri lavori usiamo un disco a 72 denti perché dobbiamo tagliare sia tavole in abete che fogli di multistrato; l’ideale sarebbe averne anche uno da 48 denti per i tagli grossi e risparmiare quello da 72 ma per ora abbiamo deciso di aspettare.

Costruzione arnieMartedi mattina, dopo una settimana dal trasloco, mi sono accorto che per l’ennesima volta mi trovavo sommerso dagli scatoloni di cartone, mi sono quindi deciso a rimontare almeno l’armadio Ikea per fare spazio.

Nel pomeriggio abbiamo montato il nuovo disco da 72 denti e sotto a tagliare i nidi.

 

 

Mercoledì, sempre approfittando della bella giornata, ho fatto visita agli apiari. Ho rimesso il candito a quattro colonie che lo avevano finito e ho fatto il conteggio delle Varroe cadute negli ultimi 14 giorni. Ci sono 4 colonie, tutte a celle tradizionali, dove la caduta si aggira intorno ad una 10ina al giorno e la situazione è preoccupante, mentre nelle altre la caduta si mantiene sotto le 4 unità e addirittura in alcune è inferiore a 1.IMG_0657

Dopo un anno di sperimentazione con celle piccole e senza trattamenti per la Varroa, comincio a notare delle differenze sostanziali rispetto alle colonie con celle normali. E’ ancora presto per dirlo ma credo che la strada intrapresa possa portare a buoni risultati.

Osservando i cassettini ho notato che, dopo la settimana di freddo, le colonie hanno iniziato a toccare le scorte e in una ho trovato dei residui strani che non saprei decifrare, sembrano escrementi della tarma della cera ma sono rossi. Secondo voi cos’è?

La giornata di giovedì è passata cercando di sistemare la postazione multi mediale e scrivendo l’articolo su i materiali per costruire le arnie. Non pesavo che fosse così faticoso gestire un blog ma alla fine le visite e i commenti lo hanno ripagano ampiamente.

CuccioliVisto che ho deciso di cambiare lavoro per uno stile di vita migliore, venerdì sono partito per Macerata per incontrare il resto della famiglia e passare con loro il weekend. Prima di partire sono passato dal fioraio e in profumeria per prendere qualche regalino e via di corsa verso un weekend di giochi e coccole.

 

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27.01.2014 Diario Apistico

La settimana apistica inizia martedì, per il trasloco completato il giorno prima, con lavoretti leggeri perché ancora stressato dal weekend movimentato. In mattinata ho continuato a lavorare sui fondi e appena uscito un po’ di sole ne ho approfittato per rilassarmi e aprire una delle arnie con più Varroa.

Telaino di plasticaL’idea era quella di iniziare subito la conversione a celle piccole per evitare di perderla ed utilizzare uno degli ultimi cinque telaini di plastica ancora in magazzino . Appena aperto però una brutta sorpresa, la covata era irregolare e le larve erano morte probabilmente per un colpo di freddo. I telaini presentavano i classici sintomi della covata calcificata con covata irregolare, api morte e ammuffite nelle cellette e larve morte con la parte bassa color marrone. Dopo aver consultato il Contessi, ho capito che l’unica cosa che potevo fare era inserire un cassettino di compensato per aiutare la colonia a tenere alta la temperatura, una copertina isolante nel coprifavo e aspettare la primavera per sostituire la regina.

Mercoledì visita di routine negli apiari, dopo aver lavorato in mattinata sui fondi e sui coprifavi. Approfittando della bellissima giornata ho controllato esternamente tutte le colonie e sostituito il candito a nove colonie che lo avevano finito.

Primo decesso del 2014Nell’ultimo apiario, dove ho confinato gli sciami frutto dell’asportazione della covata ad inizio settembre, la spiacevole sorpresa: il primo decesso per Varroa della stagione 2014. Inizialmente me ne sono accorto perché ho trovato una quantità spropositata di residui d’opercolo sul cassettino e la conferma l’ho avuta aprendo l’arnia. Pochissime api morte, niente regina e scorte saccheggiate. Non nutrivo molte speranze sulla colonia anche perché era su celle classiche.

Nel pomeriggio di nuovo in officina per tagliare i coprifavi.

Giovedì e Venerdì sono stati due giorni passati in casa a sistemare il sito internet ed acquistare gli accessori ormai diventati indispensabili per il completamento delle arnie. In particolare ho usato questi due giorni per farmi fare offerte dai fornitori, intavolare una trattativa e cercare di inviare un ordine prima della fine della settimana e avere il materiale nella prossima . Ma niente da fare, ordini rinviati all’inizio della prossima settimana, e se considerate i tempi del bonifico e della spedizione se ne vanno altri 15 giorni.

Sabato e arrivato il freddo e dopo tanto tempo ho risentito il rumore del mare in burrasca. Appena dopo aver fatto il filmato mi sono chiusa nella mia officina, che per fortuna oltre a essere spaziosa è anche riscaldata, e mi sono messo a fare i tagli per le scatole dei coperchi. httpvh://youtu.be/_Kak61Hy1sA

La cosa che veramente mi affascina di questo nuovo lavoro è che qualsia difficoltà incontro prima o poi parlo con qualcuno che mi aiuta a risolverlo. Ricordate il fabbro della scorsa settimana o l’apicoltore di Teramo? Tutti avevano da darmi un consiglio o una soluzione alle mie difficoltà e per questo ogni volta che incontro qualcuno cerco di capire quale informazione mi sta portando.

E per restare in tema sabato pomeriggio suono a casa di mio fratello e mi apre un signore che non conoscevo; era l’installatore dell’impianto di sicurezza. Forse sapete che voglio informatizzare l’apiario ed inserire un sistema di sicurezza e molto probabilmente non sapete che voglio realizzare uno stereoscopio usando una webcam e delle lenti con attacco M12 che usano nei sistemi di videosorveglianza. Mi fermo qui e non vado oltre.

Lavorazione lamieraDomenica è stata una giornata interamente dedicata alla realizzazione dei coperchi in lamiera. Sono riuscito a farne 50 e sulla nostra pagina Facebook trovate le alte foto sull’intero ciclo di lavorazione.

Non dimenticatevi di cliccare su “Mi piace”.

 

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19.01.2014 Diario Apistico

httpv://youtu.be/1_LC-v6B9qY Lunedì è stata una giornata interamente dedicata alla burocrazia, una giornata persa per  richiedere l’ASPI e meno male che me lo sono fatto da solo via internet perché altrimenti avrei dovuto fare una decina di viaggi Vallevò – Roma, mi è subito venuto in mente Asterix e Obelix quando dovevano ottenere il lascia passare A 38. Ora mi resta solo da capire se riesco a riscattarla tutta diventando imprenditore agricolo.

Foratura dei fondi

Martedì è stata una giornata passata a fare conversazione. Ho iniziato cercando di convincere l’amministratore del gruppo Facebook Apicoltura che le mie condivisioni non erano spot al sito, ma link a contenuti attinenti e frutto della mia esperienza, e che avrebbero comunque creato interesse e dibattito come accaduto in precedenza; ma evidentemente una visione arcaica dei social network gli ha portato a rifiutare questo tipo di condivisione  perché fatto dal diretto interessato. Quindi se pensate che un mio post sia interessante e fate parte del gruppo Facebook Apicoltura condividetelo perché a me è stato vietato. Il resto della mattinata è passata facendo una dima per fare i buchi ai fondi.

httpvh://youtu.be/vC6si2Up-VA Mentre dall’officina tornavo a casa per pranzare, mi sono fermato a filmare il nocciolo fiorito con le api intente a raccogliere polline.

Nel pomeriggio ho ricevuto la visita di un altro apicoltore che vuole auto costruirsi le arnie. Ho iniziato facendogli vedere come costruivo i fondi, i coprifavi e i coperchi; poi gli ho fatto vedere i nuclei di fecondazione e le trappole da polline su nido, e infine i supporti autolivellanti.  Tra una chiacchiera e l’altra è arrivata l’ora di cena senza aver concluso molto.

httpvh://youtu.be/AW_2J8fDxk0 Mercoledì mattina mi sono alzato presto e ho iniziato a tagliare il legname per assemblare i coprifavi e appena dopo pranzo ho approfittato della comparsa del sole per visitare gli apiari e reintegrare il candito. Le colonie sono tutte vive  e guardando i cassettini sono cadute in media 5 Varroe al giorno, tranne un paio che sono oltre le 10. Niente male considerando che non ho fatto nessun trattamento. Nel ritorno ho filmato le api sull’acitosella.

CoprifaviGiovedì è stato l’ultimo giorno della settimana dedicato alle api pima di rientrare a Roma per il trasloco. In mattinata ho continuato a tagliare le tavole per i coprifavi mentre nel pomeriggio, poco prima di partire, altri apicoltori sono venuti a vedere la nostra officina. Mi sa che qui si chiacchiera e non si lavora.

Il giovedì è anche il giorno dedicato all’approfondimento tecnico e questa volta volevo parlare dell’officina dell’apicoltore: tutti gli attrezzi indispensabili per auto costruirsi le arnie. Purtroppo il trasloco e le condizioni precarie della postazione multimediale mi hanno costretto a rinviare l’uscita di una settimana.

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12.01.2014 Diario Apistico

La settimana apistica è iniziata di mercoledì con un piacevole incontro con un apicoltore di Teramo, tappa intermedia del viaggio di ritorno da Macerata a Vallevò. Inizialmente abbiamo parlato della mia scelta e dell’impulso che stavo dando a tutti coloro che vorrebbero diventare apicoltori professionisti, dei nostri inizi, delle motivazione che ci hanno portato a questa scelta e dei testi che più ci hanno aiutato nell’apicoltura finendo per parlare anche di Alessandro Pistoia e come contattarlo in rete. Poi abbiamo parlato delle varie tecniche di allevamento e della standardizzazione del materiale, ricevendo dall’esperienza di Carlo un monito sull’utilizzo dei doppi telaini da melario al posto del nido, da lui chiamata la divisibile, e il fantastico consiglio di coprire con tettoia le arnie per l’allevamento delle api regine e della pappa reale in modo da poter operare anche con la pioggia. Alla fine ci siamo lasciati con la promessa di rivederci il 9 febbraio in occasione del corso AIAAR.

Nel pomeriggio sono andato ad acquistare, da un rivenditore di materiale edile, i tavoloni in abete 4x25x400 per la realizzazione dei fondi, coperchi e coprifavi. Ne ho acquistati 34, praticamente tutti quelli che avevano in magazzino e ci sono dovuto tornare l’indomani per riuscire a portarli tutti a casa.

Tavole piallateGiovedì ho approfittato della disponibilità di Lucio per piallare 25 tavole 3x36x400 che uso per la realizzazione dei nidi. Questo è stato il primo giorno di lavoro senza G.R.A. e mi sentivo benissimo. Tutti i signori del paese incuriositi dal carrello entravano in falegnameria e mi sono ritrovato a parlare con persone che non vedevo da vent’anni; lo stress lo avevo lasciato a Roma. Sempre in mattinata, quando sono tornato a prendere l’altro carico di tavole dal rivenditore di materiale edile, sono stato avvicinato da un loro dipendente che mi ha chiesto se lo aiutavo a diventare apicoltore. Naturalmente gli ho dato il mio numero di cellulare e la massima disponibilità ad aiutarlo in questa avventura.

Verniciatura fondiNel pomeriggio ho continuato la verniciatura dei fondi in modo da dare il tempo all’olio di lino di asciugarsi e completare la verniciatura il prima possibile. Il metodo che ho deciso di adottare in azienda è improponibile: stendo prima due manini di propoli alcolica, poi una mano di lino e limonene al 50% e poi un’ultima mano di limonene con cera sciolta. In questo modo, per verniciare gli 80 fondi già assemblati con il pennello ci sarebbe voluto un mese di lavoro, abbiamo quindi pensato di riempire un coperchio con le vernici ed immergervi il fondo in modo da velocizzare le operazioni. Il blocco di cemento centrale serve a ridurre la vernice necessaria per mantenere il giusto livello.

Vecchio pascqualeVenerdì ho ripreso il mio vecchio pasquale, che non portavo più da vent’anni, e sono andato a fare un carico di fogli di multistrato per assemblare i coprifavi. Prima di partire ho tentennato un pochino perché cera un nebbione e un freddo bestiale ma alla fine mi sono fatto coraggio e sono partito. Ho caricato il materiale e mentre stavo pagando ecco che vedo entrare il magazziniere che dice “… perché qui c’è un altro apicoltore” e vedo entrare due signori e uno aveva il frontale di un nido in mano. Era successo che un signore del posto, che lavora l’inox e conosce gli apicoltori della zona, aveva accompagnato questo apicoltore di Frosinone per scegliere il legname per realizzare le proprie arnie. Dall’apicoltore non sono riuscito a ricevere informazioni interessanti mentre il signore che lavora l’inox mi ha promesso che mi farà visitare i vari laboratori di smielatura che ha realizzato e poi mi tornerà utilissimo per realizzare il disopercolatore manuale.

Banco sega in cortoNel pomeriggio insieme a mio fratello ci siamo concentrati sui tagli del materiale acquistato e proprio sugli ultimi tagli il banco sega è andato in corto. Ci siamo presi un gran spavento perché lo abbiamo preso in prestito da un carissimo amico e comprare un motore nuovo non bastano 200 €. Per fortuna che è andato in corto solo la scatola degli interruttori perché era stata rimontata male.

Lamiera zincataSabato, con la sega fuori uso, non mi restava che andare a comprare altro materiale per la costruzione delle arnie; 50 fogli di lamiera zincata da 3/10 alla modica cifra di 7,5€ l’uno. E’ evidente che la prima cosa da fare è trovare un nuovo fornitore di lamiere zincate.

Nel pomeriggio il tanto desiderato debutto presso la comunità di apicoltori in occasione dell’incontro “La nuova legge regionale: Apicoltori e Istituzioni a confronto” organizzato dal FAI Pescara. Mi sono iscritto all’associazione, ho sottoscritto l’abbonamento ad Apimondia Italia e Lapis e acquistato il libro Il ronzio delle api. Dopo il congresso aperitivo e cena con gli amici apicoltori.

Taglio fondiDomenica, grazie al supporto di mio fratello, la sega ha ripreso a funzionare. Ci siamo affrettati a tagliare il materiale per realizzare i fondi e nel pomeriggio ho fatto vedere a Luigi come si realizzano i coperchi in lamiera.

Settimana breve ma intensa dedicata principalmente all’acquisto dei materiali e alla costruzione dei fondi, e che mi ha riservato non poche piacevoli sorprese.

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Gli obiettivi da Apicoltore per il 2014

Visto che vi ho promesso nel post iniziale di aggiornare settimanalmente il diario apistico, e sono ancora nella capitale con Milena e Sofia, ho pensato di condividere con voi gli obiettivi che mi piacerebbe raggiungere al termine di quest’anno apistico.

Ampliamento dell’allevamento di api

In questa stagione ho prima di tutto intenzione di ampliare l’allevamento di api in modo da avere una rendita accettabile per il 2015, e visto che nello scorso anno ho imparato che l’apicoltore raccoglie con le api invernate l’anno precedente, devo pianificare ed agire con un anno di anticipo.

Apiario pappa realePoiché la fonte principale di guadagno sarà la produzione di pappa reale fresca, pensavo di preparare almeno una 75ina di arnie in modo da averne per l’anno prossimo una 50ina per la produzione di pappa reale, una 15ina di riserva  (il 25% di quelle in produzione) per la sostituzione delle famiglie stressate e sperando di non perdere più di una 10ina di arnie dall’invernamento del 2014 (stimando una mortalità del 10% ).

Altro aspetto importante è la selezione delle api regine tolleranti alla Varroa e per farlo nel migliore dei modi dovrei avere almeno un 100aio di colonie da invernare e non è naturalmente possibile per questa stagione. Pensavo quindi di preparare un’altra 40ina di arnie per l’allevamento di api regine, allevamento fuchi e selezione api regine e di invernare una 50ina di arnie per nuclei di fecondazione che mi permetterebbero di avere un 100aio di mini colonie su 11 mezzi telaini da melario. L’invernamento dei mini nuclei mi darà anche la possibilità di avere qualche sciame di api su celle piccole da poter vendere ad aprile 2015.

Scarta di legnameNon volendo ripetere lo stesso errore della passata stagione, quando mi sono trovato a fare coperchi per arnie a settembre, ho deciso di farmi una bella scorta di legname per realizzare, prima dell’inizio della stagione, un 100aio di arnie complete e una 50ina di arnie con nuclei di fecondazione. A questo devo aggiungere qualche melario e le trappole da polline per le 10 arnie con regine da pappa reale.

Considerando che la stagione passata ho invernato 34 colonie e che ho ordinato sei sciami di api per aprile, l’impresa non sarà semplice e molto probabilmente dovrò acquistare altri sciami.

Burocrazia e certificazioni per l’Azienda apistica

Il prima possibile dovrò sbrigare le pratiche per diventare imprenditore agricolo e poter vendere tranquillamente i prodotti apistici. Al momento il vero problema da risolvere e’ il laboratorio di smielatura che non so ancora dove realizzarlo.

Altri aspetti altrettanto importante, su cui voglio concentrarmi, sono la certificazione biologica, l’iscrizione all’albo allevatori api regine e un riconoscimento nazionale sulla qualità del miele.

logo-prodotti-biologici-certificatiQuanto a certificazione biologica per la produzione di pappa reale fresca e miele non penso ci siano particolari problemi, dovrò solo convertire le colonie non ancora convertite su cera biologica e per l’inizio del 2015 conto di riuscire ad averla. In ogni modo, la prossima settimana, in occasione dell’evento organizzato dal FAI di Pescara sul tema  La nuova legge regionale: Apicoltori e Istituzioni a confronto, incontrerò anche un tecnico valutatore dell’ICEA.

Albo nazionale allevatori api italianeL’iscrizione all’albo nazionale allevatori api italiane è cosa molto più difficile e occorre aspettare tre anni, almeno così ho letto sul loro sito. In ogni modo proverò a contattarli per capire meglio le procedure di iscrizione all’albo.

TREGOCCEDORO2013E dopo tutta questa fatica mi piacerebbe ricevere una goccia doro per il miele che produrrò questa stagione, ma credo che sarà la certificazione più difficile da ottenere perché fare del buon miele non è semplice.

Previsioni per la produzione 2014

Grazie alla copertura finanziaria raggiunta con un accordo con il precedente datore di lavoro, non devo preoccuparmi più di tanto di fare produzione e quello che guadagno lo posso reinvestire tranquillamente per ampliare l’attività.

Con le 10 colonie con api regine selezionate per la pappa reale spero di riuscire a produrre una 20ina di chilogrammi di pappa reale fresca e con le restanti colonie allevare circa 500 api regine e produrre un 5 quintali di miele fra acacia e melata di Metcalfa.

Comunicazione e marketing

Un altro aspetto sicuramente determinante per la buona riuscita dell’azienda è la comunicazione e il marketing. A tal fine ho intenzione di ampliare i contenuti del sito web e di utilizzare i social media per pubblicizzare l’azienda. Già riuscire a scrivere due articoli alla settimana sarebbe una bella impresa.

Al fine di facilitare le operazioni di prenotazione e vendita della pappa reale fresca, delle api regine e del miele, sto realizzando il modulo di commercio elettronico con la piattaforma WooCommerce e spero di metterlo online prima dell’inizio della stagione apistica.

Non ho intenzione di fare campagne pubblicitarie su web e media tradizionali, anche se non si può dire mai l’ultima parola.

Innovazioni tecnologiche ed informatizzazione

Questa parte, anche se di vitale importanza rischia di rimanere in dietro visto l’approssimarsi della stagione. Ad ogni modo, la prima cosa che mi preme realizzare e’ uno strumento per l’inseminazione strumentale delle api regine. Ho in mente una soluzione economica e semplice, il vero problema è riuscire a realizzare uno stereoscopio usando una vecchia webcam.

Il discorso informatizzazione è un vero problema, chissà  perché ma finisco sempre a lavorare con i fogli Excel. Come si dice il calzolaio gira sempre con le scarpe rotte. Ad ogni modo devo assolutamente realizzare un software per la registrazione dei dati per la selezione delle api regine, configurare un gestionale integrato con il sito di e-commerce e realizzare un modulo per la tracciabilità delle api regine.  Una mole di lavoro impressionante e non sarà semplice trovare la voglia e il tempo per farlo.

Dimenticavo l’apiario informatizzato …

Conclusioni

Naturalmente gli obiettivi sono molti e non sarà facile raggiungerli e mi riterrò soddisfatto se alla fine dell’anno riuscirò a raggiungerne anche solo la metà.

Continuate a seguirmi, e ditemi cosa ne pensate.