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L’officina dell’apicoltore

Da quando ho iniziato a condividere le mie esperienze da apicoltore, l’officina e la costruzione delle arnie per api hanno suscitato sempre un grande interesse. Ogni volta che un apicoltore entra nell’officina fa un respiro profondo di liberazione e mi dice:

“E’ sempre un gran piacere entrare qui …”

Alla vista non è un granché, c’è un gran disordine ma gli odori sono unici. Segatura di abete, lino cotto, propoli e estratti di bucce d’arancio (limonene) danno al locale un odore inconfondibile. A parte questo però, credo che la cosa che li rende particolarmente felici è vedere realizzate arnie, melari, telaini e supporti per arnie e avere la possibilità di conoscere i segreti per auto costruirseli.

Anche sulla rete vedo che molti apicoltori sono interessati a questo tipo di informazioni e fanno fatica a reperirle. Con questo post voglio quindi dare inizio ad una serie di articoli per far entrare virtualmente anche voi nella mia officina e darvi la possibilità di scoprire i segreti per l’autocostruzione delle attrezzature apistiche.

Scarta di legnamePer prima cosa vi parlerò dei materiali che utilizzo normalmente nella costruzione delle attrezzature apistiche, quali sono le loro caratteristiche tecniche, le misure che uso normalmente, dove li acquisto e quanto costano.

imagePoi vi svelerò i segreti per scegliere un banco sega economico, indispensabile per tagliare le tavole di abete e realizzare il materiale apistico. Vi dirò quali sono le caratteristiche a cui dare la massima importanza e come realizzare un banco economico e funzionale come il mio.

imageA seguire vi intratterrò con la cesoia e la piegatrice, altri due strumento indispensabile per il taglio e la piegatura a scatola delle lamiere e la realizzazione dei coperchi delle arnie. Vi farò vedere come è possibile tagliare la lamiera come fosse cartoncino e come realizzarne una piegatrice con pochi euro per piegare facilmente la lamiera dei coperchi.

imageIn fine vi parlerò dell’assemblaggio delle varie parti. Come scegliere la chiodatrice, indispensabile per velocizzare le operazioni di unione delle varie parti, o l’avvitatore per avvitare le viti usare per accoppiare le parti delle arnie.

Questo è solo l’inizio, il minimo indispensabile per auto costruirsi un’arnia, e se pensate che debba aggiungere qualcosa fatemelo sapere.

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19.01.2014 Diario Apistico

httpv://youtu.be/1_LC-v6B9qY Lunedì è stata una giornata interamente dedicata alla burocrazia, una giornata persa per  richiedere l’ASPI e meno male che me lo sono fatto da solo via internet perché altrimenti avrei dovuto fare una decina di viaggi Vallevò – Roma, mi è subito venuto in mente Asterix e Obelix quando dovevano ottenere il lascia passare A 38. Ora mi resta solo da capire se riesco a riscattarla tutta diventando imprenditore agricolo.

Foratura dei fondi

Martedì è stata una giornata passata a fare conversazione. Ho iniziato cercando di convincere l’amministratore del gruppo Facebook Apicoltura che le mie condivisioni non erano spot al sito, ma link a contenuti attinenti e frutto della mia esperienza, e che avrebbero comunque creato interesse e dibattito come accaduto in precedenza; ma evidentemente una visione arcaica dei social network gli ha portato a rifiutare questo tipo di condivisione  perché fatto dal diretto interessato. Quindi se pensate che un mio post sia interessante e fate parte del gruppo Facebook Apicoltura condividetelo perché a me è stato vietato. Il resto della mattinata è passata facendo una dima per fare i buchi ai fondi.

httpvh://youtu.be/vC6si2Up-VA Mentre dall’officina tornavo a casa per pranzare, mi sono fermato a filmare il nocciolo fiorito con le api intente a raccogliere polline.

Nel pomeriggio ho ricevuto la visita di un altro apicoltore che vuole auto costruirsi le arnie. Ho iniziato facendogli vedere come costruivo i fondi, i coprifavi e i coperchi; poi gli ho fatto vedere i nuclei di fecondazione e le trappole da polline su nido, e infine i supporti autolivellanti.  Tra una chiacchiera e l’altra è arrivata l’ora di cena senza aver concluso molto.

httpvh://youtu.be/AW_2J8fDxk0 Mercoledì mattina mi sono alzato presto e ho iniziato a tagliare il legname per assemblare i coprifavi e appena dopo pranzo ho approfittato della comparsa del sole per visitare gli apiari e reintegrare il candito. Le colonie sono tutte vive  e guardando i cassettini sono cadute in media 5 Varroe al giorno, tranne un paio che sono oltre le 10. Niente male considerando che non ho fatto nessun trattamento. Nel ritorno ho filmato le api sull’acitosella.

CoprifaviGiovedì è stato l’ultimo giorno della settimana dedicato alle api pima di rientrare a Roma per il trasloco. In mattinata ho continuato a tagliare le tavole per i coprifavi mentre nel pomeriggio, poco prima di partire, altri apicoltori sono venuti a vedere la nostra officina. Mi sa che qui si chiacchiera e non si lavora.

Il giovedì è anche il giorno dedicato all’approfondimento tecnico e questa volta volevo parlare dell’officina dell’apicoltore: tutti gli attrezzi indispensabili per auto costruirsi le arnie. Purtroppo il trasloco e le condizioni precarie della postazione multimediale mi hanno costretto a rinviare l’uscita di una settimana.

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12.01.2014 Diario Apistico

La settimana apistica è iniziata di mercoledì con un piacevole incontro con un apicoltore di Teramo, tappa intermedia del viaggio di ritorno da Macerata a Vallevò. Inizialmente abbiamo parlato della mia scelta e dell’impulso che stavo dando a tutti coloro che vorrebbero diventare apicoltori professionisti, dei nostri inizi, delle motivazione che ci hanno portato a questa scelta e dei testi che più ci hanno aiutato nell’apicoltura finendo per parlare anche di Alessandro Pistoia e come contattarlo in rete. Poi abbiamo parlato delle varie tecniche di allevamento e della standardizzazione del materiale, ricevendo dall’esperienza di Carlo un monito sull’utilizzo dei doppi telaini da melario al posto del nido, da lui chiamata la divisibile, e il fantastico consiglio di coprire con tettoia le arnie per l’allevamento delle api regine e della pappa reale in modo da poter operare anche con la pioggia. Alla fine ci siamo lasciati con la promessa di rivederci il 9 febbraio in occasione del corso AIAAR.

Nel pomeriggio sono andato ad acquistare, da un rivenditore di materiale edile, i tavoloni in abete 4x25x400 per la realizzazione dei fondi, coperchi e coprifavi. Ne ho acquistati 34, praticamente tutti quelli che avevano in magazzino e ci sono dovuto tornare l’indomani per riuscire a portarli tutti a casa.

Tavole piallateGiovedì ho approfittato della disponibilità di Lucio per piallare 25 tavole 3x36x400 che uso per la realizzazione dei nidi. Questo è stato il primo giorno di lavoro senza G.R.A. e mi sentivo benissimo. Tutti i signori del paese incuriositi dal carrello entravano in falegnameria e mi sono ritrovato a parlare con persone che non vedevo da vent’anni; lo stress lo avevo lasciato a Roma. Sempre in mattinata, quando sono tornato a prendere l’altro carico di tavole dal rivenditore di materiale edile, sono stato avvicinato da un loro dipendente che mi ha chiesto se lo aiutavo a diventare apicoltore. Naturalmente gli ho dato il mio numero di cellulare e la massima disponibilità ad aiutarlo in questa avventura.

Verniciatura fondiNel pomeriggio ho continuato la verniciatura dei fondi in modo da dare il tempo all’olio di lino di asciugarsi e completare la verniciatura il prima possibile. Il metodo che ho deciso di adottare in azienda è improponibile: stendo prima due manini di propoli alcolica, poi una mano di lino e limonene al 50% e poi un’ultima mano di limonene con cera sciolta. In questo modo, per verniciare gli 80 fondi già assemblati con il pennello ci sarebbe voluto un mese di lavoro, abbiamo quindi pensato di riempire un coperchio con le vernici ed immergervi il fondo in modo da velocizzare le operazioni. Il blocco di cemento centrale serve a ridurre la vernice necessaria per mantenere il giusto livello.

Vecchio pascqualeVenerdì ho ripreso il mio vecchio pasquale, che non portavo più da vent’anni, e sono andato a fare un carico di fogli di multistrato per assemblare i coprifavi. Prima di partire ho tentennato un pochino perché cera un nebbione e un freddo bestiale ma alla fine mi sono fatto coraggio e sono partito. Ho caricato il materiale e mentre stavo pagando ecco che vedo entrare il magazziniere che dice “… perché qui c’è un altro apicoltore” e vedo entrare due signori e uno aveva il frontale di un nido in mano. Era successo che un signore del posto, che lavora l’inox e conosce gli apicoltori della zona, aveva accompagnato questo apicoltore di Frosinone per scegliere il legname per realizzare le proprie arnie. Dall’apicoltore non sono riuscito a ricevere informazioni interessanti mentre il signore che lavora l’inox mi ha promesso che mi farà visitare i vari laboratori di smielatura che ha realizzato e poi mi tornerà utilissimo per realizzare il disopercolatore manuale.

Banco sega in cortoNel pomeriggio insieme a mio fratello ci siamo concentrati sui tagli del materiale acquistato e proprio sugli ultimi tagli il banco sega è andato in corto. Ci siamo presi un gran spavento perché lo abbiamo preso in prestito da un carissimo amico e comprare un motore nuovo non bastano 200 €. Per fortuna che è andato in corto solo la scatola degli interruttori perché era stata rimontata male.

Lamiera zincataSabato, con la sega fuori uso, non mi restava che andare a comprare altro materiale per la costruzione delle arnie; 50 fogli di lamiera zincata da 3/10 alla modica cifra di 7,5€ l’uno. E’ evidente che la prima cosa da fare è trovare un nuovo fornitore di lamiere zincate.

Nel pomeriggio il tanto desiderato debutto presso la comunità di apicoltori in occasione dell’incontro “La nuova legge regionale: Apicoltori e Istituzioni a confronto” organizzato dal FAI Pescara. Mi sono iscritto all’associazione, ho sottoscritto l’abbonamento ad Apimondia Italia e Lapis e acquistato il libro Il ronzio delle api. Dopo il congresso aperitivo e cena con gli amici apicoltori.

Taglio fondiDomenica, grazie al supporto di mio fratello, la sega ha ripreso a funzionare. Ci siamo affrettati a tagliare il materiale per realizzare i fondi e nel pomeriggio ho fatto vedere a Luigi come si realizzano i coperchi in lamiera.

Settimana breve ma intensa dedicata principalmente all’acquisto dei materiali e alla costruzione dei fondi, e che mi ha riservato non poche piacevoli sorprese.

Restate sintonizzati e continuate a seguirmi!

 

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Gli obiettivi da Apicoltore per il 2014

Visto che vi ho promesso nel post iniziale di aggiornare settimanalmente il diario apistico, e sono ancora nella capitale con Milena e Sofia, ho pensato di condividere con voi gli obiettivi che mi piacerebbe raggiungere al termine di quest’anno apistico.

Ampliamento dell’allevamento di api

In questa stagione ho prima di tutto intenzione di ampliare l’allevamento di api in modo da avere una rendita accettabile per il 2015, e visto che nello scorso anno ho imparato che l’apicoltore raccoglie con le api invernate l’anno precedente, devo pianificare ed agire con un anno di anticipo.

Apiario pappa realePoiché la fonte principale di guadagno sarà la produzione di pappa reale fresca, pensavo di preparare almeno una 75ina di arnie in modo da averne per l’anno prossimo una 50ina per la produzione di pappa reale, una 15ina di riserva  (il 25% di quelle in produzione) per la sostituzione delle famiglie stressate e sperando di non perdere più di una 10ina di arnie dall’invernamento del 2014 (stimando una mortalità del 10% ).

Altro aspetto importante è la selezione delle api regine tolleranti alla Varroa e per farlo nel migliore dei modi dovrei avere almeno un 100aio di colonie da invernare e non è naturalmente possibile per questa stagione. Pensavo quindi di preparare un’altra 40ina di arnie per l’allevamento di api regine, allevamento fuchi e selezione api regine e di invernare una 50ina di arnie per nuclei di fecondazione che mi permetterebbero di avere un 100aio di mini colonie su 11 mezzi telaini da melario. L’invernamento dei mini nuclei mi darà anche la possibilità di avere qualche sciame di api su celle piccole da poter vendere ad aprile 2015.

Scarta di legnameNon volendo ripetere lo stesso errore della passata stagione, quando mi sono trovato a fare coperchi per arnie a settembre, ho deciso di farmi una bella scorta di legname per realizzare, prima dell’inizio della stagione, un 100aio di arnie complete e una 50ina di arnie con nuclei di fecondazione. A questo devo aggiungere qualche melario e le trappole da polline per le 10 arnie con regine da pappa reale.

Considerando che la stagione passata ho invernato 34 colonie e che ho ordinato sei sciami di api per aprile, l’impresa non sarà semplice e molto probabilmente dovrò acquistare altri sciami.

Burocrazia e certificazioni per l’Azienda apistica

Il prima possibile dovrò sbrigare le pratiche per diventare imprenditore agricolo e poter vendere tranquillamente i prodotti apistici. Al momento il vero problema da risolvere e’ il laboratorio di smielatura che non so ancora dove realizzarlo.

Altri aspetti altrettanto importante, su cui voglio concentrarmi, sono la certificazione biologica, l’iscrizione all’albo allevatori api regine e un riconoscimento nazionale sulla qualità del miele.

logo-prodotti-biologici-certificatiQuanto a certificazione biologica per la produzione di pappa reale fresca e miele non penso ci siano particolari problemi, dovrò solo convertire le colonie non ancora convertite su cera biologica e per l’inizio del 2015 conto di riuscire ad averla. In ogni modo, la prossima settimana, in occasione dell’evento organizzato dal FAI di Pescara sul tema  La nuova legge regionale: Apicoltori e Istituzioni a confronto, incontrerò anche un tecnico valutatore dell’ICEA.

Albo nazionale allevatori api italianeL’iscrizione all’albo nazionale allevatori api italiane è cosa molto più difficile e occorre aspettare tre anni, almeno così ho letto sul loro sito. In ogni modo proverò a contattarli per capire meglio le procedure di iscrizione all’albo.

TREGOCCEDORO2013E dopo tutta questa fatica mi piacerebbe ricevere una goccia doro per il miele che produrrò questa stagione, ma credo che sarà la certificazione più difficile da ottenere perché fare del buon miele non è semplice.

Previsioni per la produzione 2014

Grazie alla copertura finanziaria raggiunta con un accordo con il precedente datore di lavoro, non devo preoccuparmi più di tanto di fare produzione e quello che guadagno lo posso reinvestire tranquillamente per ampliare l’attività.

Con le 10 colonie con api regine selezionate per la pappa reale spero di riuscire a produrre una 20ina di chilogrammi di pappa reale fresca e con le restanti colonie allevare circa 500 api regine e produrre un 5 quintali di miele fra acacia e melata di Metcalfa.

Comunicazione e marketing

Un altro aspetto sicuramente determinante per la buona riuscita dell’azienda è la comunicazione e il marketing. A tal fine ho intenzione di ampliare i contenuti del sito web e di utilizzare i social media per pubblicizzare l’azienda. Già riuscire a scrivere due articoli alla settimana sarebbe una bella impresa.

Al fine di facilitare le operazioni di prenotazione e vendita della pappa reale fresca, delle api regine e del miele, sto realizzando il modulo di commercio elettronico con la piattaforma WooCommerce e spero di metterlo online prima dell’inizio della stagione apistica.

Non ho intenzione di fare campagne pubblicitarie su web e media tradizionali, anche se non si può dire mai l’ultima parola.

Innovazioni tecnologiche ed informatizzazione

Questa parte, anche se di vitale importanza rischia di rimanere in dietro visto l’approssimarsi della stagione. Ad ogni modo, la prima cosa che mi preme realizzare e’ uno strumento per l’inseminazione strumentale delle api regine. Ho in mente una soluzione economica e semplice, il vero problema è riuscire a realizzare uno stereoscopio usando una vecchia webcam.

Il discorso informatizzazione è un vero problema, chissà  perché ma finisco sempre a lavorare con i fogli Excel. Come si dice il calzolaio gira sempre con le scarpe rotte. Ad ogni modo devo assolutamente realizzare un software per la registrazione dei dati per la selezione delle api regine, configurare un gestionale integrato con il sito di e-commerce e realizzare un modulo per la tracciabilità delle api regine.  Una mole di lavoro impressionante e non sarà semplice trovare la voglia e il tempo per farlo.

Dimenticavo l’apiario informatizzato …

Conclusioni

Naturalmente gli obiettivi sono molti e non sarà facile raggiungerli e mi riterrò soddisfatto se alla fine dell’anno riuscirò a raggiungerne anche solo la metà.

Continuate a seguirmi, e ditemi cosa ne pensate.

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L’Apicoltore

Mi scuso subito per la situazione precaria del sito e la mancanza di alcuni contenuti fondamentali, ma la fine di questo anno mi ha praticamente costretto a pubblicare questo primo post. Posticipare ulteriormente l’inizio di questo diario voleva dire perdere l’inizio di un anno apistico denso di attività interessanti come avrete modo di conoscere a breve.

Chi sono

Sono un ingegnere informatico che dovendo cambiare lavoro ha deciso di fare un mestiere che potesse fare bene a questo pianeta, e ho deciso di fare l’apicoltore. Ho acquistato i mie primi 6 sciami ad agosto 2012 e ho deciso di affrontare in maniera radicale il problema della Varroa convertendo subito gli sciami su celle piccole e di sperimentare la validità di questa tecnica. Oggi ho un’officina dove costruisco, arnie, supporti e quant’altro mi possa servire per allevare in maniera naturale le mie api.

Prima di acquistare gli sciamai mi sono documentato leggendo sui vari forum e consultando alcuni libri. Ho seguito un corso Copait sulla produzione di pappa reale perché sarà la produzione principale, e un corso sull’analisi sensoriale del miele per impare a riconoscere i monofora. Nella stagione apistica appena passata, ho invertano una trentina di coloni e ho imparato ad allevare api regine insieme a mio fratello. In quella che verrà spero di avere una rendita accettabile producendo pappa reale e vendendo api regine.

Di cosa parlerò 

Parlerò ovviamente di apicoltura e delle problematiche che mi troverò ad affrontare e risolvere durante le mie attività di apicoltore, con l’occhio di un manager professionista e senza una tradizione alle spalle da rispettare. Aspettatevi quindi soluzioni innovative,  posizioni impopolari e luoghi comuni sfatati, come pure argomenti mai letti prima come il marketing online e soluzioni informatiche applicate all’apicoltura. Naturalmente non prendete tutto come oro colato e fate sempre le vostre verifiche perché di esperienza ne ho veramente poca. In ogni modo cercherò di dare informazioni utili a chi come me vuole fare dell’apicoltura la propria professione e a quelli già affermati in cerca di soluzioni innovative.

Frequenza dei post

Cercherò di aggiornare settimanalmente il diario apistico e pubblicare un articolo di approfondimento sulle varie problematiche incontrate.

Quali sono gli obiettivi del blog

Gli obiettivi del blog sono sostanzialmente di condividere le esperienze maturate, di facilitare il vostro lavoro ed evitare di ripetere errori già commessi.

Perché qualcuno dovrebbe leggere questo blog

Qui ci sono 5 buone ragioni per seguire questo blog molto personale

  1. Ogni settimana potrete imparare qualcosa di nuovo su come fare apicoltura.
  2. Sono sempre in cerca delle ultime informazioni sul mondo dell’apicoltura così non dovete farlo voi.
  3. Tutto quello che leggerete sarà un prodotto distillato di tutte le conoscenze accumulate nel corso del tempo.
  4. I miei articoli forniranno un sacco di idee pratiche che qualsiasi apicoltore può utilizzare.
  5. Se qualche informazione non la troverò su internet, la cercherò e scriverò per voi.
  6. Ed ecco una ragione in più. E’ gratuito!

Come interagirò con i lettori?

Potrete interagire con me lasciando dei commenti sui vari articoli o inviandomi un’email a info@apicolturaiezzi.it

Continuate a seguirmi!