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17.02.2014 Diario Apistico

Vassoio fondo in legnoCome spesso accade, il lunedì mattina sono stato impegnato nello scrivere l’articolo sul diario apistico della settimana precedente; e poi di corsa in officina a preparare i cassettini di legno per i fondi. Purtroppo il lavoro è rimasto incompleto perché abbiamo deciso di riconsegnare il banco sega che ci avevano prestato e rimettere a posto il nostro. Non è proprio il caso di ricomprare un attrezzo usato quando ne abbiamo uno noi che possiamo tranquillamente usare.

Arnia con telaini di plastica

Martedì appuntamento con Diego per fargli vedere un po’ di api da vicino. Abbiamo aperto le tre casse su celle grandi con caduta di Varroa giornaliera prossima a 10, lo spettacolo non è stato bellissimo, le api non erano tantissime, poca covata e poche scorte e alla fine abbiamo stretto, aggiunto un po di scorte e incrociato le dita. Dario è stato molto bravo, all’inizio ha confuso le celle con polline con quelle di covata però ha trovato subito le regine non marcate, la prossima volta voglio vedere se riconosce i fuchi. Alla fine per non fare brutte figure ho aperto una colonia bella forte su 4,9 prossima a diventare uno starter per la pappa reale.

Nel pomeriggio ho completato l’articolo un banco sega economico per costruire arnie, che vi avevo promesso già per la settimana precedente, e sul finire della giornata sono tornato in officina per tagliare le tavole da portare a piallare e farci quindi i nidi.

Arnia 39

Mercoledì prima visita approfondita di tutte le colonie del secondo apiario. Sinceramente pensavo peggio, ho trovato una colonia su celle grandi con pochissime api a cui ho tolto subito tutti i telaini, per evitare che venissero attaccati dalla tarma, e una colonia orfana su celle piccole; tutte le altre stanno più o meno bene, hanno in media tre rose di covata, scorte non troppo abbondanti e spero riescano a vedere la primavera.

Nel pomeriggio ho fatto qualche lavoretto in officine e sul tardi ho caricato il carrellino con le tavole da portare a piallare l’indomani.

Bottega di Lucio

Il Giovedì la mattinata inizia presto con la prenotazione della stanza all’Eurohotel di Piacenza per Apimell 2014 (ho risparmiato più del 25% prenotando tramite Booking.com) e poi di corsa da Lucio per piallare le tavole. Mentre piallavamo mi ha svelato qualche piccolo segreto del mestiere e dopo un buon caffè sono ripartito per portare qualche tavola ad un amico apicoltore che su mio consiglio ha iniziato anche lui a costruirsi le arnie.

Nel pomeriggio ho fatto il conteggio della Varroa caduta negli ultimi 15 giorni che restano pressoché stabili sotto le 5 cadute giornaliere tranne che per quelle su celle grandi già segnalate in precedenza e altre due colonie su celle piccole che hanno una caduta intorno alle 10 giornaliere.

httpvh://youtu.be/aNoB8BUPZE0 Venerdì ho voluto sperimentare un altro tipo di comunicazione realizzando un filmato sulla prima visita di una colonia su celle piccole, la colonia che al momento presenta il livello di infestazione più basso pur avendo cambiato regina. Con questo filmato ho voluto aprire una nuova sezione del blog dedicato alle celle piccole o 4,9 dove parlerò delle tecniche e dei risultati che sto ottenendo nella lotta alla Varroa.

Banco sega 3Nel pomeriggio ho completato qualche coperchio mentre mio fratello ha iniziato a sistemare il vecchio banco sega. Prima di tutto abbiamo tagliato un foglio di multistrato da 22 mm di spessore, che stava li pronto da più di un anno, poi abbiamo preso le misure per tagliare con il seghetto alternativo la fessura dove far passare il disco. Per evitare che il multistrato si pieghi abbiamo deciso di saldare delle staffe alla struttura del banco e ampliare la superficie di appoggio. Speriamo di averla pronta per la prossima settimana perché c’è ancora molto da fare in officina.

httpvh://youtu.be/BKXjVInwNMQ Sabato mattina sono finalmente riuscito a fare visita all’apiario di un carissimo amico apicoltore, Luigi quello delle tavole; le colonie per il momento sono pochine ma si lavora e si pianifica in sinergia per far crescere l’azienda e vivere di sola apicoltura. Approfittando di uno spiraglio di sole, abbiamo visitato una ad una tutte le colonie e  a parte una un po’ debole e a corto di scorte e un’altra purtroppo orfana, tutte le altre sono delle colonie ben popolate e già con tre telaini di covata.

Nel pomeriggio un lungo e meritato riposino in attesa della moglie e la piccola.

Domenica riposo.

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Un banco sega economico per costruire arnie

Un apicoltore che decide di costruirsi da se l’attrezzatura apistica deve organizzare la propria officina in modo da essere in grado di realizzare normalmente una 20ina di arnie per api, una 60ina di melari e almeno 800 telaini, e a seconda dei programmi di espansione questo numero dovrà ripetersi per 4/5 anni.

Facendo due conti ogni anno un apicoltore dovrà spendere almeno 2000€ + 22% di Iva per acquistare queste attrezzature apistiche, mentre costruendole da se riesce a risparmiare la metà circa, con cui può pagarsi il lavoro o acquistare altro materiale e macchinari per la propria officina. Quindi per far si che l’auto costruzione delle arnie sia conveniente sin dal primo anno abbiamo a disposizione meno di 1200€ per acquistare i macchinari per la nostra officina.

Banco sega portatile

Bosch PTS 10La macchina principale per costruire i materiale apistico è naturalmente la sega che serve per tagliare le tavole di abete e con cui si riesce a fare la maggior parte delle lavorazioni compreso gli incastri.

Scartati i seghetti alternativi o le seghe circolari a mano con cui si può fare veramente poco e male, all’inizio mi sono orientato verso un banco sega portatile tipo quello della BOSCH PTS 10, perché lo avevo provato e nella mia inesperienza mi sembrava che potesse andare. Mi ero deciso a comprarlo ma poi grazie all’insistenza di mio fratello ne ho ritardato l’acquisto.

Ero alle prime armi e completamente inesperto per poter scegliere obiettivamente la migliore sega per la mia officina e come spesso accade ho cercato di parlare con i migliori esperti del settore e farmi consigliare. Cercando sulla rete ho incontrato Kelly Melher autore del libro The Table Saw Book da cui ho imparato tutto quello che mi serviva.

The Table Saw Book

Ho imparato che i banchi sega portatili sono utile per le officine anguste o garage, e possono essere riposti facilmente. Possono tagliare tavole di abete con spessore di 2-3 cm e lunghe poco più di un metro o fogli di multistrato non troppo grandi. E’ possibile tagliare spessori più grandi ma sforziamo il motore compromettendolo.

Hanno la lama montata su un mandrino che lo collega direttamente all’albero del motore e sono molto rumorosi fino al punto di richiedere delle protezioni, inoltre il motore non è fatto per lavorare molto legname.

Non hanno in dotazione una base per poter lavorare comodamente e in sicurezza ma sono relativamente economici e vanno dalle 400€ alle 700€.

Banco sega da cantiere

Preso coscienza del fatto che una banco sega portatile non poteva andare bene, ho cominciato a cercare qualcosa di simile che avesse delle gambe su cui poggiare un piano di lavoro più ampio, un motore più potente e con trazione a cinghie che mi permettesse di lavorare silenziosamente anche spessori più grandi e che naturalmente costasse all’incirca lo stesso prezzo.

Banco segaLa scelta è caduta su un banco sega da cantiere che mio fratello aveva ormai dato per spacciato e su cui abbiamo appoggiato un foglio di multistrato preso da un vecchio bancale e cambiato il disco con uno da 72 denti comprato in una ferramenta.

Le prime volte non è stato un piacere tagliare, l’albero e i cuscinetti erano rovinati e ogni volta che si tagliava cera un rumore infernale e una nuvola di polvere di segatura. Dopo qualche settimana l’abbiamo portato da un tornitore per farlo rettificare e sostituire i cuscinetti. Tutta un’altra storia, non faceva più tutto questo rumore e non cera più di tanta polvere in giro.

Banco sega 2Dopo un bel po’ di tagli un condensatore è saltato e parlando con il tecnico ci ha detto che era meglio sostituirlo. Effettivamente anche se il motore andava ancora, aveva subito un allagamento ed era in corto, infatti lavoravamo senza messa a terra ma era pericolosissimo. Ne abbiamo comprato uno nuovo uguale da 2,8 CV che però dobbiamo ancora montare.

Banco sega 1In sostituzione abbiamo attrezzato un altro banco sega, simile a quello nella foto, prestatoci da un amico muratore che lo teneva buttato all’aperto. Cercando su internet ho visto che un banco simile, con motore da 3 CV, nuovo costa circa 550€.

Il pregio di questi banchi è che sono potenti e costano relativamente poco, hanno il minimo indispensabile ed il piano può essere ampliato con del multistrato da 22 mm e relativa struttura portante. Sono inoltre silenziosi, possono lavorare per ore e sono abbastanza pesanti per rendere preciso il taglio.

Il mio consiglio è di cercarne uno usato in buono stato , non esteticamente ma nel motore, nell’albero e nei cuscinetti; si riesce a risparmiare e si fa tranquillamente il lavoro.

Combinata

Taglio incastroMolti credono che acquistando una combinata si riesca a fare bene il lavoro, soprattutto per gli incastri e la piallatura delle tavole, ma secondo me non è sempre così. Prima di tutto si spendono molti più soldi per delle attrezzature che non verranno usate, inoltre non credo sia facile ampliare il piano di lavoro per tagliare comodamente delle tavole da 2 mt o fogli di multistrato, la pialla non è mai da 41 cm e quindi non risolve il problema della piallatura delle tavole per i nidi, gli incastri si possono fare anche solo con la sega circolare, e si può fare una sola lavorazione per volta.

Ovviamente se uno ha una combinata o riesce a procurarsela ad un buon prezzo è sempre una macchina di qualità superiore rispetto al banco sega da cantiere.

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10.02.2014 Diario Apistico

Foratura nidi

La settimana è iniziata lunedì mattina presto, approfittando di un po’ di calma ho iniziato a buttare giù il diario settimanale e dopo aver accompagnato la piccola all’asilo sono partito per Vallevò. Nel pomeriggio ho ripreso il lavoro sui nidi che avevo lasciato in sospeso la settimana prima, ero un po stanco e alla fine non ho fatto molto.

L’indomani mattina ho continuato a lavorare sui nidi in officina e poco prima di pranzo son andato dal fornitore di legnami per valutare e acquistare i materiali che avevo ordinato da diversi mesi, in particolare le tavole di abete per i nidi e il multistrato di pino per i cassettini del fondo.

Tavole legnoComprare i materiali non è come andare al supermercato e comprare la nutella, spesso non ci sono in magazzino e se quello che c’è non ti piace, devi aspettare che finisce prima che fanno un nuovo ordine, poi quando arriva qualcuno che lo acquista prima di te o è di qualità inferiore al precedente e siamo di nuovo al punto di partenza. Dopo un’estenuante attesa mi sono deciso ad ordinare direttamente un bancale di 120 tavole sincerandomi che arrivasse da una buona segheria. Le tavole mi sono state portate direttamente a casa è ho avuto uno sconto accettabile sul prezzo finale.

Mercoledì è stata una giornata in cui non ho trovato la forza per fare molte cose. Ho passato la mattinata realizzando una attrezzo per fare le scanalature ai nidi in maniera più precisa e in sicurezza e prima di pranzo mi sono divertito a filmare la mia httpvh://youtu.be/avr-4RFcsAk  migliore colonia su celle 4,9 con distanza interfavo 32 mm.

Creata a giugno 2013 da una sciame artificiale proveniente sempre da una colonia 4,9 e con carico di Varroa praticamente nullo, è riuscita sempre a tenere bassa la popolazione di acari anche introducendo una nuova regina a settembre e non trattandola mai. Durante l’inverno ho registrato una caduta media giornaliera di 0,4 Varroe.

 

Taglio porticinaGiovedì altra giornata di duro lavoro in officina per completare le lavorazioni dei nidi e dei fondi. In mattinata abbiamo completato le scanalature per i poggia telaini, gli incastri laterali e gli incastri con il fondo; nel pomeriggio abbiamo ritagliato le porticine e iniziato a tagliare i fogli di multistrato per i cassettini dei fondi. Sulla nostra pagina Facebook potete trovare le altre immagine sulle lavorazioni delle arnie.

Sempre in mattinata mi sono preso un’oretta per controllare gli apiari e sostituire il candito alle arnie che lo avevano finito, ho comunque avuto la sensazione che in questa settimana le api hanno mangiato poco forse per le belle giornate di sole.

Venerdì mattina mi sono rinchiuso in casa cercando di mettere a posto una volta per tutte la mia postazione multimediale, e dopo un bel po di fatica sono finalmente riuscito a connettermi ad internet dalla mia cucina. Nel pomeriggio una gran sfacchinata per potare qualche albero con edera che faceva troppa ombra sul’apiario.

Sabato, visto che ormai non avevo più scuse, ho cercato di buttare giù l’articolo sulla scelta della sega circolare ma alla fine non ho resistito e prima di riuscire a completarlo sono corso a vedere come stavano le api con la bella giornata di sole e l’edera tagliata che gli faceva ombra. Devo dire che il gran lavoro fatto si è visto subito perché l’apiario era un viavai di api.

Nel pomeriggio ho deciso di aprire due arnie, quella con covata calcificata, per verificare se la regina aveva deposto sul telaino di plastica e un’altra colonia molto forte, per vedere lo stato della covata. Ho iniziato da quella più forte e con grande stupore ho trovato tre bei telaini di covata, non piene ma uno era addirittura al secondo ciclo, la classica faccina che ride. Anche se quello che avevo visto non mi rallegrava molto perché voleva dire che non cera stato blocco di covata e che avrò seri problemi di Varroa, fa comunque sempre piacere vedere una colonia fortissima.

All’apertura della colonia con covata calcificata lo stupore: una regina con al massimo un centinaio di api. Con calma e sangue freddo ho riaperto la colonia fortissima, ho cercato la regina non marcata e non vista in precedenza, e ho trasferito due telaini di covata con api nella colonia debole e rimesso quelli di plastica in quella forte. Ho naturalmente stretto la colonia debole e ho notato che in pochi minuti le nuove api sono accorse a pulire i telaini con api morte. Nei prossimi giorni starò molto attento nel verificare lo stato di salute della colonia perché a forte rischio malattie.

Dopo il tramonto di nuovo in officina a tagliare i fogli MDF per i coperchi e fare un po di spazio in officina. La sera una bella pizza fatta in casa e via a dormire presto perché l’indomani ci sarebbe stato il corso AIAAR.

httpvh://youtu.be/gQ10zlDUFlA Domenica partenza alle 7 da Lanciano destinazione Teramo per il corso sull’allevamento delle api regine insieme a mio fratello Dante e altri due amici apicoltori Valerio e Davide. Mi aspetta una giornata di informazioni da dare e da ricevere.

E infatti la giornata non si smentisce: al momento della registrazione al corso, il presidente dello AIAAR Gabriele Milli si mette a parlare con me e mi fa i complimenti per il sito e il tipo di comunicazione che sto facendo e mi invita ad Apimel 2014. Vi lascio immaginare il mio stupore e la soddisfazione per un lavoro che porto avanti da diversi mesi e che poco centra con l’apicoltura.

Nella pausa caffè ho parlato con un valutatore della Zardi Deanna, azienda convenzionata con il CRA-API per la valutazione delle api regine inviate dagli allevatori iscritti all’albo nazionale. Una grande opportunità in vista delle valutazioni che dovrò fare sulle mie api per individuare le madri migliori.

Durante la pausa pranzo altri contatti. Inizialmente ho chiacchierato con due giovani apicoltori che avevano frequentato il corso di pappa reale con me ad Ercolano e mi hanno detto che sono riusciti a fare circa 4kg di pappa con una dozzina di arnie, regine da miele e stecche fai da te. Poi mi hanno parlato dei problemi che hanno avuto con la peste americana introdotta nei loro apiari dall’acquisto di sciami addirittura con certificati sanitari, cosa che mi ha fatto meditare molto.

Poi ho parlato con un appassionato Biologo interessato alla mia sperimentazione sulle celle piccole ed infine, mentre tornavamo nella sala per il corso, l’informazione pronta all’uso stecche da pappa a 0,80 € grazie alla dritta che mi ha dato Angelo.

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03.02.2014 Diario Apistico

Disco a 72 dentiLa mattinata di lunedì è passata scrivendo l’articolo sul diario apistico. Non avendo ancora sistemato la postazione multimediale mi ritrovo sempre a scrivere gli articoli all’ultimo momento. Nel pomeriggio sono andato in giro con mio fratello in cerca di un nuovo disco per la nostra sega circolare, quello che abbiamo comprato in tutta fretta lo scorso anno non si è rivelata all’altezza della situazione e in previsione dei tagli più precisi per il nido abbiamo deciso di acquistarne uno nuovo. Per i nostri lavori usiamo un disco a 72 denti perché dobbiamo tagliare sia tavole in abete che fogli di multistrato; l’ideale sarebbe averne anche uno da 48 denti per i tagli grossi e risparmiare quello da 72 ma per ora abbiamo deciso di aspettare.

Costruzione arnieMartedi mattina, dopo una settimana dal trasloco, mi sono accorto che per l’ennesima volta mi trovavo sommerso dagli scatoloni di cartone, mi sono quindi deciso a rimontare almeno l’armadio Ikea per fare spazio.

Nel pomeriggio abbiamo montato il nuovo disco da 72 denti e sotto a tagliare i nidi.

 

 

Mercoledì, sempre approfittando della bella giornata, ho fatto visita agli apiari. Ho rimesso il candito a quattro colonie che lo avevano finito e ho fatto il conteggio delle Varroe cadute negli ultimi 14 giorni. Ci sono 4 colonie, tutte a celle tradizionali, dove la caduta si aggira intorno ad una 10ina al giorno e la situazione è preoccupante, mentre nelle altre la caduta si mantiene sotto le 4 unità e addirittura in alcune è inferiore a 1.IMG_0657

Dopo un anno di sperimentazione con celle piccole e senza trattamenti per la Varroa, comincio a notare delle differenze sostanziali rispetto alle colonie con celle normali. E’ ancora presto per dirlo ma credo che la strada intrapresa possa portare a buoni risultati.

Osservando i cassettini ho notato che, dopo la settimana di freddo, le colonie hanno iniziato a toccare le scorte e in una ho trovato dei residui strani che non saprei decifrare, sembrano escrementi della tarma della cera ma sono rossi. Secondo voi cos’è?

La giornata di giovedì è passata cercando di sistemare la postazione multi mediale e scrivendo l’articolo su i materiali per costruire le arnie. Non pesavo che fosse così faticoso gestire un blog ma alla fine le visite e i commenti lo hanno ripagano ampiamente.

CuccioliVisto che ho deciso di cambiare lavoro per uno stile di vita migliore, venerdì sono partito per Macerata per incontrare il resto della famiglia e passare con loro il weekend. Prima di partire sono passato dal fioraio e in profumeria per prendere qualche regalino e via di corsa verso un weekend di giochi e coccole.

 

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I materiali per costruire un’arnia

Per costruire un’arnia per api non bastano una sega circolare e un progetto, servono anche tavole di Abete e fogli di lamiera zincata. Chi si avvicina per la prima volta al fai da te, cerca di arrangiarsi come può usando spezzoni di tavole e lamiere rimediati in giro, tavole di altra essenza come quercia o castagno, o addirittura cercando di smontare bancali dismessi.

Questo è possibile, ma alla fine il gioco non vale sempre la candela. Se pensate di fare dell’apicoltura una fonte di guadagno, non bastano le quattro arnie che riuscite a costruire con gli spezzoni o smontando bancali, e quelle costruite con altre essenze sono troppo pesanti e alla fine la vostra schiena ne risentirà. A questo punto è meglio comprarle, risparmiate tempo e fatica e la qualità è sicuramente superiore.

Quindi per partire con il piede giusto, e costruirsi delle ottime arnie, occorre avere un buon progetto, un’attrezzatura minima e riuscire a procurarsi i materiali appropriati. Inizio questa serie di articoli sull’officina dell’apicoltore, con i materiali perché è la domanda che mi viene posta più di frequente e non è difficile trovare su internet i progetti per la sua costruzione.

Coperchio

Lamiera tagliataPartendo dal coperchio la prima cosa da procurarsi sono i fogli di lamiera zincata dello spessore di 3/10 (tre decimi, pari a 0,3 mm). Normalmente si trovano nelle ferramenta più fornite o rivenditori di profilati in metallo e vengono venduti in fogli 1×2 mt al prezzo di 7-8€. Non entrano nel bagagliaio di una utilitaria e con un foglio riuscite a farci due coperchi sani e uno rappezzato o se volete potete farci un coperchio per portasciami.

PalancheLa scatola in legno, da rivestire con la lamiera, la realizzo con listelli di abete dello spessore 17 mm. Listelli dello stesso spessore vengono utilizzati per realizzare i coprifavi e la cornice del fondo dove viene inchiodata la rete anti Varroa. A tale scopo ho deciso di utilizzare per comodità tavole di abete 40x250x4000 mm o palanche, che si trovano tranquillamente nei rivenditori di materiale edile al prezzo di circa 13,5€ . Faccio prima dei tagli longitudinali dell’ampiezza di 88mm, poi dei tagli trasversali della lunghezza appropriata, ed in fine divido lo spessore della tavola in due ( 38 ‘effettivi’ – 4 ‘lama circolare’) / 2 = 17mm. Normalmente con una palanca riesco a farci 10 coperchi e mi avanza legname per 10 coprifavi. Poiché le tavole sono lunghe 4 mt sono costretto a tagliarle per poterle portare con il carrellino.

Scatola coperchioUna volta realizzato il telaio del coperchio, chiudo la parte superiore con un foglio rettangolare 478×544 mm ritagliato da un foglio MDF da 4x2200x3050 mm che compro normalmente da un rivenditore di legnami a 15€ e divido in due per trasportarlo con il carrellino. Dal foglio ricavo 24 coperchi e fate attenzione perché ci sono anche fogli 4x2170x3050 dove ce ne farete di meno e lo scarto sarà superiore.

Coprifavo

CoprifavoIl coprifavo è molto simile al coperchio tranne che per la lamiera zincata e il coperchio realizzato con un foglio 500×433 mm ritagliato da un foglio più grande di multistrato di abete 9x1220x2440 mm che compro sempre dal rivenditore di legnami a circa 18€ e lo trasporto tranquillamente con il carrellino. Dal foglio ne ricavo dieci con un po’ di scarto. Per la scatola uso sempre la stessa tecnica del coperchio solo che in questo caso l’altezza è di 62mm.

Nido e Melario

Tavole nidoIl nido è la parte dell’arnia più importante e per la maggior parte degli apicoltori deve avere uno spessore di 25mm e ogni lato costituito da una tavola unica di abete. Non è facile trovare una tavola di questo tipo e per fortuna il rivenditore di legnami vicino casa vende una tavola di abete 30x360x4000 mm a 16€ con cui riesco a realizzare 4 nidi ogni 2 tavole e mi avanza un pezzo laterale del nido. Per trasportarle con il carrellino le devo tagliare in due e per realizzare i melari si può usare la stessa tavola divisa in due. Un gran vantaggio per gli standard di produzione.

Prima di poterla usare però, la tavola va piallata con una pialla a spessore per portarla a 25mm e un’ampiezza di 36 cm richiede un tipo di pialla professionale alimentata a 380V che scoraggia qualsiasi hobbista.

Per superare questo ostacolo ci sono due possibilità:

  • Trovare un falegname disposto a piallarle ad un prezzo accettabile che si aggira intorno ai 25€ l’ora incrementando di circa 2€ il costo di ogni tavola.
  • Usare una pialla da 21 e fare solo melari; una pialla da 21 è facile da trovare e si alimenta con 220V e per realizzare il nido si possono sovrapporre 2 melari. Se si cambia idea il lavoro ed il materiale non viene sprecato perché possono essere riusati ancora come melari.

PiallaPersonalmente adotto entrambe le soluzioni, per realizzare i nidi mi faccio aiutare da un falegname mentre per i melari uso la mia DeWalt 1150. In primavera ho intenzione di testare il doppio melario e in caso positivo eliminare i nidi e telaini da nido e passare definitivamente ai doppi melari con telaini da melario.

Fondo

FondoIl fondo viene realizzato con due muraletti 40x50x495 mm con sopra inchiodata una cornice di listelli dello spessore 17mm e ampiezza 42mm fatta eccezione per il predellino che è larga 62mm come i listelli del coprifavo (fatto appositamente per ridurre i tipi di taglio). I due muraletti della base sono spezzoni di un muraletto di abete 40x50x4000 mm che compro a blocchi di nove dal fornitore di legnami e li pago meno di 3€ l’uno e con ognuno di essi ci realizzo le basi per 4 fondi. I listelli per la cornice vengono sempre ricavati tagliando longitudinalmente le palanche e con una tavola ce ne realizzo circa 12.

Un discorso a parte va fatta per la rete da applicare al fondo anti Varroa. Dopo un’estenuante ricerca sono riuscito a capire che viene usata una rete zincata e stirata del tipo Q6 dello spessore di 0,8 mm ma non sono riuscito a trovare un rivenditore che vendesse la rete ad un prezzo conveniente rispetto a quello fatto pagare dai rivenditori di materiale apistico. Se ne trovate uno fatemelo sapere.

Conclusioni

Come potete immaginare non è stato facile reperire questo tipo di informazioni, ed in particolare riuscire ad utilizzare al meglio le misure standard disponibili sul mercato senza spreco eccessivo dei materiali. Spero, con questo post di aver risposto alla maggior parte delle vostre domande e di avervi suggerito le giuste parole chiavi per chiedere ai vostri fornitori. Ho cercato di darvi anche un riferimento economico in modo da valutare correttamente i vostri acquisti, anche se i prezzi che vi ho segnalato hanno uno sconto falegname che mi applica il mio fornitore.

Mi piacerebbe avere anche uno sconto lattoniere ma per il momento non sono ancora riuscito a trovare il giusto fornitore e se qualcuno di voi vuole aiutarmi ben venga.

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27.01.2014 Diario Apistico

La settimana apistica inizia martedì, per il trasloco completato il giorno prima, con lavoretti leggeri perché ancora stressato dal weekend movimentato. In mattinata ho continuato a lavorare sui fondi e appena uscito un po’ di sole ne ho approfittato per rilassarmi e aprire una delle arnie con più Varroa.

Telaino di plasticaL’idea era quella di iniziare subito la conversione a celle piccole per evitare di perderla ed utilizzare uno degli ultimi cinque telaini di plastica ancora in magazzino . Appena aperto però una brutta sorpresa, la covata era irregolare e le larve erano morte probabilmente per un colpo di freddo. I telaini presentavano i classici sintomi della covata calcificata con covata irregolare, api morte e ammuffite nelle cellette e larve morte con la parte bassa color marrone. Dopo aver consultato il Contessi, ho capito che l’unica cosa che potevo fare era inserire un cassettino di compensato per aiutare la colonia a tenere alta la temperatura, una copertina isolante nel coprifavo e aspettare la primavera per sostituire la regina.

Mercoledì visita di routine negli apiari, dopo aver lavorato in mattinata sui fondi e sui coprifavi. Approfittando della bellissima giornata ho controllato esternamente tutte le colonie e sostituito il candito a nove colonie che lo avevano finito.

Primo decesso del 2014Nell’ultimo apiario, dove ho confinato gli sciami frutto dell’asportazione della covata ad inizio settembre, la spiacevole sorpresa: il primo decesso per Varroa della stagione 2014. Inizialmente me ne sono accorto perché ho trovato una quantità spropositata di residui d’opercolo sul cassettino e la conferma l’ho avuta aprendo l’arnia. Pochissime api morte, niente regina e scorte saccheggiate. Non nutrivo molte speranze sulla colonia anche perché era su celle classiche.

Nel pomeriggio di nuovo in officina per tagliare i coprifavi.

Giovedì e Venerdì sono stati due giorni passati in casa a sistemare il sito internet ed acquistare gli accessori ormai diventati indispensabili per il completamento delle arnie. In particolare ho usato questi due giorni per farmi fare offerte dai fornitori, intavolare una trattativa e cercare di inviare un ordine prima della fine della settimana e avere il materiale nella prossima . Ma niente da fare, ordini rinviati all’inizio della prossima settimana, e se considerate i tempi del bonifico e della spedizione se ne vanno altri 15 giorni.

Sabato e arrivato il freddo e dopo tanto tempo ho risentito il rumore del mare in burrasca. Appena dopo aver fatto il filmato mi sono chiusa nella mia officina, che per fortuna oltre a essere spaziosa è anche riscaldata, e mi sono messo a fare i tagli per le scatole dei coperchi. httpvh://youtu.be/_Kak61Hy1sA

La cosa che veramente mi affascina di questo nuovo lavoro è che qualsia difficoltà incontro prima o poi parlo con qualcuno che mi aiuta a risolverlo. Ricordate il fabbro della scorsa settimana o l’apicoltore di Teramo? Tutti avevano da darmi un consiglio o una soluzione alle mie difficoltà e per questo ogni volta che incontro qualcuno cerco di capire quale informazione mi sta portando.

E per restare in tema sabato pomeriggio suono a casa di mio fratello e mi apre un signore che non conoscevo; era l’installatore dell’impianto di sicurezza. Forse sapete che voglio informatizzare l’apiario ed inserire un sistema di sicurezza e molto probabilmente non sapete che voglio realizzare uno stereoscopio usando una webcam e delle lenti con attacco M12 che usano nei sistemi di videosorveglianza. Mi fermo qui e non vado oltre.

Lavorazione lamieraDomenica è stata una giornata interamente dedicata alla realizzazione dei coperchi in lamiera. Sono riuscito a farne 50 e sulla nostra pagina Facebook trovate le alte foto sull’intero ciclo di lavorazione.

Non dimenticatevi di cliccare su “Mi piace”.

 

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L’officina dell’apicoltore

Da quando ho iniziato a condividere le mie esperienze da apicoltore, l’officina e la costruzione delle arnie per api hanno suscitato sempre un grande interesse. Ogni volta che un apicoltore entra nell’officina fa un respiro profondo di liberazione e mi dice:

“E’ sempre un gran piacere entrare qui …”

Alla vista non è un granché, c’è un gran disordine ma gli odori sono unici. Segatura di abete, lino cotto, propoli e estratti di bucce d’arancio (limonene) danno al locale un odore inconfondibile. A parte questo però, credo che la cosa che li rende particolarmente felici è vedere realizzate arnie, melari, telaini e supporti per arnie e avere la possibilità di conoscere i segreti per auto costruirseli.

Anche sulla rete vedo che molti apicoltori sono interessati a questo tipo di informazioni e fanno fatica a reperirle. Con questo post voglio quindi dare inizio ad una serie di articoli per far entrare virtualmente anche voi nella mia officina e darvi la possibilità di scoprire i segreti per l’autocostruzione delle attrezzature apistiche.

Scarta di legnamePer prima cosa vi parlerò dei materiali che utilizzo normalmente nella costruzione delle attrezzature apistiche, quali sono le loro caratteristiche tecniche, le misure che uso normalmente, dove li acquisto e quanto costano.

imagePoi vi svelerò i segreti per scegliere un banco sega economico, indispensabile per tagliare le tavole di abete e realizzare il materiale apistico. Vi dirò quali sono le caratteristiche a cui dare la massima importanza e come realizzare un banco economico e funzionale come il mio.

imageA seguire vi intratterrò con la cesoia e la piegatrice, altri due strumento indispensabile per il taglio e la piegatura a scatola delle lamiere e la realizzazione dei coperchi delle arnie. Vi farò vedere come è possibile tagliare la lamiera come fosse cartoncino e come realizzarne una piegatrice con pochi euro per piegare facilmente la lamiera dei coperchi.

imageIn fine vi parlerò dell’assemblaggio delle varie parti. Come scegliere la chiodatrice, indispensabile per velocizzare le operazioni di unione delle varie parti, o l’avvitatore per avvitare le viti usare per accoppiare le parti delle arnie.

Questo è solo l’inizio, il minimo indispensabile per auto costruirsi un’arnia, e se pensate che debba aggiungere qualcosa fatemelo sapere.

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19.01.2014 Diario Apistico

httpv://youtu.be/1_LC-v6B9qY Lunedì è stata una giornata interamente dedicata alla burocrazia, una giornata persa per  richiedere l’ASPI e meno male che me lo sono fatto da solo via internet perché altrimenti avrei dovuto fare una decina di viaggi Vallevò – Roma, mi è subito venuto in mente Asterix e Obelix quando dovevano ottenere il lascia passare A 38. Ora mi resta solo da capire se riesco a riscattarla tutta diventando imprenditore agricolo.

Foratura dei fondi

Martedì è stata una giornata passata a fare conversazione. Ho iniziato cercando di convincere l’amministratore del gruppo Facebook Apicoltura che le mie condivisioni non erano spot al sito, ma link a contenuti attinenti e frutto della mia esperienza, e che avrebbero comunque creato interesse e dibattito come accaduto in precedenza; ma evidentemente una visione arcaica dei social network gli ha portato a rifiutare questo tipo di condivisione  perché fatto dal diretto interessato. Quindi se pensate che un mio post sia interessante e fate parte del gruppo Facebook Apicoltura condividetelo perché a me è stato vietato. Il resto della mattinata è passata facendo una dima per fare i buchi ai fondi.

httpvh://youtu.be/vC6si2Up-VA Mentre dall’officina tornavo a casa per pranzare, mi sono fermato a filmare il nocciolo fiorito con le api intente a raccogliere polline.

Nel pomeriggio ho ricevuto la visita di un altro apicoltore che vuole auto costruirsi le arnie. Ho iniziato facendogli vedere come costruivo i fondi, i coprifavi e i coperchi; poi gli ho fatto vedere i nuclei di fecondazione e le trappole da polline su nido, e infine i supporti autolivellanti.  Tra una chiacchiera e l’altra è arrivata l’ora di cena senza aver concluso molto.

httpvh://youtu.be/AW_2J8fDxk0 Mercoledì mattina mi sono alzato presto e ho iniziato a tagliare il legname per assemblare i coprifavi e appena dopo pranzo ho approfittato della comparsa del sole per visitare gli apiari e reintegrare il candito. Le colonie sono tutte vive  e guardando i cassettini sono cadute in media 5 Varroe al giorno, tranne un paio che sono oltre le 10. Niente male considerando che non ho fatto nessun trattamento. Nel ritorno ho filmato le api sull’acitosella.

CoprifaviGiovedì è stato l’ultimo giorno della settimana dedicato alle api pima di rientrare a Roma per il trasloco. In mattinata ho continuato a tagliare le tavole per i coprifavi mentre nel pomeriggio, poco prima di partire, altri apicoltori sono venuti a vedere la nostra officina. Mi sa che qui si chiacchiera e non si lavora.

Il giovedì è anche il giorno dedicato all’approfondimento tecnico e questa volta volevo parlare dell’officina dell’apicoltore: tutti gli attrezzi indispensabili per auto costruirsi le arnie. Purtroppo il trasloco e le condizioni precarie della postazione multimediale mi hanno costretto a rinviare l’uscita di una settimana.

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12.01.2014 Diario Apistico

La settimana apistica è iniziata di mercoledì con un piacevole incontro con un apicoltore di Teramo, tappa intermedia del viaggio di ritorno da Macerata a Vallevò. Inizialmente abbiamo parlato della mia scelta e dell’impulso che stavo dando a tutti coloro che vorrebbero diventare apicoltori professionisti, dei nostri inizi, delle motivazione che ci hanno portato a questa scelta e dei testi che più ci hanno aiutato nell’apicoltura finendo per parlare anche di Alessandro Pistoia e come contattarlo in rete. Poi abbiamo parlato delle varie tecniche di allevamento e della standardizzazione del materiale, ricevendo dall’esperienza di Carlo un monito sull’utilizzo dei doppi telaini da melario al posto del nido, da lui chiamata la divisibile, e il fantastico consiglio di coprire con tettoia le arnie per l’allevamento delle api regine e della pappa reale in modo da poter operare anche con la pioggia. Alla fine ci siamo lasciati con la promessa di rivederci il 9 febbraio in occasione del corso AIAAR.

Nel pomeriggio sono andato ad acquistare, da un rivenditore di materiale edile, i tavoloni in abete 4x25x400 per la realizzazione dei fondi, coperchi e coprifavi. Ne ho acquistati 34, praticamente tutti quelli che avevano in magazzino e ci sono dovuto tornare l’indomani per riuscire a portarli tutti a casa.

Tavole piallateGiovedì ho approfittato della disponibilità di Lucio per piallare 25 tavole 3x36x400 che uso per la realizzazione dei nidi. Questo è stato il primo giorno di lavoro senza G.R.A. e mi sentivo benissimo. Tutti i signori del paese incuriositi dal carrello entravano in falegnameria e mi sono ritrovato a parlare con persone che non vedevo da vent’anni; lo stress lo avevo lasciato a Roma. Sempre in mattinata, quando sono tornato a prendere l’altro carico di tavole dal rivenditore di materiale edile, sono stato avvicinato da un loro dipendente che mi ha chiesto se lo aiutavo a diventare apicoltore. Naturalmente gli ho dato il mio numero di cellulare e la massima disponibilità ad aiutarlo in questa avventura.

Verniciatura fondiNel pomeriggio ho continuato la verniciatura dei fondi in modo da dare il tempo all’olio di lino di asciugarsi e completare la verniciatura il prima possibile. Il metodo che ho deciso di adottare in azienda è improponibile: stendo prima due manini di propoli alcolica, poi una mano di lino e limonene al 50% e poi un’ultima mano di limonene con cera sciolta. In questo modo, per verniciare gli 80 fondi già assemblati con il pennello ci sarebbe voluto un mese di lavoro, abbiamo quindi pensato di riempire un coperchio con le vernici ed immergervi il fondo in modo da velocizzare le operazioni. Il blocco di cemento centrale serve a ridurre la vernice necessaria per mantenere il giusto livello.

Vecchio pascqualeVenerdì ho ripreso il mio vecchio pasquale, che non portavo più da vent’anni, e sono andato a fare un carico di fogli di multistrato per assemblare i coprifavi. Prima di partire ho tentennato un pochino perché cera un nebbione e un freddo bestiale ma alla fine mi sono fatto coraggio e sono partito. Ho caricato il materiale e mentre stavo pagando ecco che vedo entrare il magazziniere che dice “… perché qui c’è un altro apicoltore” e vedo entrare due signori e uno aveva il frontale di un nido in mano. Era successo che un signore del posto, che lavora l’inox e conosce gli apicoltori della zona, aveva accompagnato questo apicoltore di Frosinone per scegliere il legname per realizzare le proprie arnie. Dall’apicoltore non sono riuscito a ricevere informazioni interessanti mentre il signore che lavora l’inox mi ha promesso che mi farà visitare i vari laboratori di smielatura che ha realizzato e poi mi tornerà utilissimo per realizzare il disopercolatore manuale.

Banco sega in cortoNel pomeriggio insieme a mio fratello ci siamo concentrati sui tagli del materiale acquistato e proprio sugli ultimi tagli il banco sega è andato in corto. Ci siamo presi un gran spavento perché lo abbiamo preso in prestito da un carissimo amico e comprare un motore nuovo non bastano 200 €. Per fortuna che è andato in corto solo la scatola degli interruttori perché era stata rimontata male.

Lamiera zincataSabato, con la sega fuori uso, non mi restava che andare a comprare altro materiale per la costruzione delle arnie; 50 fogli di lamiera zincata da 3/10 alla modica cifra di 7,5€ l’uno. E’ evidente che la prima cosa da fare è trovare un nuovo fornitore di lamiere zincate.

Nel pomeriggio il tanto desiderato debutto presso la comunità di apicoltori in occasione dell’incontro “La nuova legge regionale: Apicoltori e Istituzioni a confronto” organizzato dal FAI Pescara. Mi sono iscritto all’associazione, ho sottoscritto l’abbonamento ad Apimondia Italia e Lapis e acquistato il libro Il ronzio delle api. Dopo il congresso aperitivo e cena con gli amici apicoltori.

Taglio fondiDomenica, grazie al supporto di mio fratello, la sega ha ripreso a funzionare. Ci siamo affrettati a tagliare il materiale per realizzare i fondi e nel pomeriggio ho fatto vedere a Luigi come si realizzano i coperchi in lamiera.

Settimana breve ma intensa dedicata principalmente all’acquisto dei materiali e alla costruzione dei fondi, e che mi ha riservato non poche piacevoli sorprese.

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