Luca Bonizzoni

Speciale Apimell 2014 (Parte II)

Riprendo il racconto da dove mi ero fermato nella prima parte, e precisamente a metà del congresso organizzato da ANAI.

Il cambio di programma, la mancanza degli appunti e il riposo notturno hanno fatto si che in questo momento non ricordi l’ordine esatto degli interventi. Se non ricordo male ha parlato il professor  Carlo D’Ascenzi esponendo i lavori sul termine minimo di conservazione del miele.

Mi è rimasto impresso l’intervento del ragionier Raffaele Terruzzi, presidente dell’AIIPA Gruppo miele, che in maniera sintetica ha raccontato della tegola che stava per cadere in testa a tutti gli apicoltori europei riguardo al polline considerato ingrediente del miele e quindi potenzialmente OGM. In soldoni se non fossero intervenuti oggi avremmo dovuto fare le analisi OGM per ogni lotto di miele.

A seguire l’intervento di Anna Brandazzi che ha raccontato della sua esperienza da neo Apicoltrice e dell’azienda agricola Sant’Antonio.

Il bello inizia proprio sul finire del convegno, quando Giovanni Formato della IZSLT conclude il suo intervento dicendo:

“… e visto che i farmaci non sono più così efficaci non ci resta che selezionare un’ape tollerante alla Varro. Lascio quindi la parola a Pierlugi Pierantoni”.

Il vice presidente di ANAI, Pierluigi Pierantoni, ha parlato di un progetto finanziato dalla regione Marche per la tutela di una razza di api autoctona “Rotis di Matelica” trovata per caso in un casolare abbandonato e che sopravvive senza trattamenti dal 2009.

Non avrei mai pensato che potesse esistere un’associazione che sostiene la selezione di un’ape tollerante come lotta alla Varroa e che addirittura ha delle colonie resistenti da diversi anni. Probabilmente questa è la principale causa che ha portato dei vandali ad avvelenare le colonie di api nell’apiario del presidente Segio D’Agostino.

Dopo il congresso sono rimasto a parlare a lungo con Giovanni Formato, Sergio D’Agostino e  Pirluigi Pierantoni  per esporre il mio progetto di selezione di api tolleranti alla Varroa e ci siamo lasciati con la promessa di risentirci presto.

Domenica mattina abbiamo deciso di dividerci e mentre mio fratello seguiva il congresso del FAI io ho partecipato all’incontro organizzato dallo A.I.A.A.R. con il ricercatore del CRA-Api Antonio Nanetti e la ricercatrice indipendente Claudia Garrido della BeeSafe, un’ottima opportunità per conoscere lo stato della ricerca italiana sull’apicoltura.

Allegro ma non troppoAntonio Nanetti inizia la sua presentazione citando il testo Allegro ma non troppo dove si parla della stupidità umana e,  avendo avuto modo di leggerlo nel ’98 su suggerimento del mio primo manager, ho subito percepito il tono scherzoso del suo lavoro. In sostanza ha paragonato l’apicoltore ad un Predone che per crearsi vantaggi crea danni alle api e che la razza apicoltore si sarebbe potuto elevare a quella di Apicoltore Intelligente solo seguendo rigidi protocolli che prevedono trattamenti sistematici per far stare bene le api.

Successivamente ha spiegato la crescita esponenziale della Varroa raccontando la classica leggenda sull’origine degli scacchi e dei chicchi di grano, e per finire ha dato un numero massimo di Varroe che una colonia di api può tollerare pari a 6000 acari. Il problema però è che non ha dato un metodo certo per misurarlo, visto che per lui il quello dello zucchero a velo non è attendibile, e non ha legato in alcun modo il dato alla popolazione di api.

A seguire Cluadia Garrido che ha esposto un suo lavoro sulla selezione delle api resistenti alla Varroa fatta in Germania tra il 2004 e il 2006. Lavoro molto interessante, in particolare i metodi adottati per la valutazione delle colonie e l’elaborazione dei dati, peccato che sono passati otto anni da quella ricerca e che gli altri ricercatori oggi sono arrivati a tutt’altre conclusioni. Quando mi sono permesso di evidenziare l’obsolescenza degli studi sono stato additato come provocatore.

Per fortuna che gli apicoltori si sono resi conto che la ricerca italiana sull’apicoltura è una barzelletta e alla fine ci si scherza su e si preferisce fare il lavoro da se con i propri capitali e condividere i risultati in occasioni come la fiera di Piacenza, magari con un buon bicchiere di vino e qualche fetta di salame.

 

Da questo evento portiamo a casa molto: dopo due anni di lavoro insieme, durante il viaggio di ritorno, mio fratello mi ha detto “… Ruggero, ora ho capito veramente cosa vuoi fare …”.

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3 pensieri su “Speciale Apimell 2014 (Parte II)

  1. Salve,ho letto l articolo,e volevo saperne di più’ ‘ su questo proggetto …fatto sta’ che ho letto,di un tentativo di procedere con delle analisi ogm che poi nn si e’ più’ fatto,capendo che e’ stato meglio che per lei nn si sia fatto! Mi viene una domanda da porle,signor.Iezzi, a oggi l’ OGM in Italia e’ entrato nelle culture italiane? Sul progetto delle api cosa volete fare?? Manipolate la natura ,selezionando cosa?Come il caso delle api africanizzate,sa’ cosa e’ successo? Quelle api scoperte in quel casolare lasciatele stare,nn avete il diritto di alzare le mani su di loro! Io il miele nn lo compro ai supermercati ,ma preferisco prenderli agli apicoltori di zonaa effettivamente leggendo l articolo..penso che se nn ci sono antibiotici ,comunque negli alveari sicuramente mettiate altra roba tossica..Caro apicoltore,le api fanno da sole,e quello che le api minuziosamente mettono dentro le cellette,cioè’ il miele e’ di x se un potente anti fungine e antibatterico..nn serve che voi uomini mettiate chi sa che’ ,la natura fa’ da sola! Seconda cosa,smettetela dico smettila di manipolare la natura,smettetela di avvelenarci!! La frutta la verdura nn da’ più’ di niente,le api muoiono ,la terra e’ avvelenata!! Vi credete furbi? Vi ceedete inteliggenti,la natura dei vostri progetti nn da’ che farsene!! Adesso leggendo l articolo nn sono nemmeno più’ sicura di andare da apicoltori locali! E le analisi ogm se fosse x me le farei meticolosamente ! Perché’ a tirato un sospiro di sollievo,x le analisi ogm nn effettuate? Perché a detto che se le avrebbero fatte sarebbe caduto un tetto in testa a tutti gli agricoltori italiani? Io so’ che l ogm e’ vietato in Italia ..x favore mi risponda !

    1. Marianna non è semplice dare una risposta per ogni argomento trattato dal suo commento. Posso solo darle un consiglio: spenga la TV, chiuda il giornale che sta leggendo e venga a trovarmi. Io mangio frutta dagli alberi e raccolgo verdura dal mio orto e non uso pesticidi. Per quanto riguarda le api prima di poterne parlare deve riprendersi la sua vita e fare pace con il pianeta :)
      Buona vita Marianna.

  2. Polline considerato come ingrediente del miele considerato potenzialmente Ogm ,che significa? Progetto per selezione api tolleranti alla Varroa? Cose’ la Vorrea?

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