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Diario apistico del 2014

28.04.2014 Diario Apistico

Questa settimana il tempo sembra essersi fermato, fra giorni di festa, tempo variabile, acacia che non fiorisce e api che non salgono a melario mi sembra di essere immobile sospeso ad un filo.

Acacia nuvole Lunedì è il primo giorno della settimana dedicato ai traslarvi per la produzione di celle reali e per non perdere il ritmo ho fatto quindi tre stecche da 14 prelevando le larve dalla migliore madre non trattata. Ora il prelievo delle larve va molto meglio, riesco a trovare larve di 12/24 e uso con più disinvoltura il picking ed effettivamente questa è la parte più semplice nel ciclo di allevamento delle api regine.

Nel pomeriggio siamo andati a fare un giro insieme a tutta la famiglia e lungo le strade si vedeva l’acacia fiorita mentre nel cielo iniziavano ad incombere nuvoloni neri.

Taglio erbaMartedì ho approfittato della bella giornata per tagliare le erbacce intorno all’apiario per la pappa reale in previsione di un ampliamento delle colonie dopo la raccolta dell’acacia. Le altre volte mi aveva aiutato mio fratello con il decespugliatore e ho notato che le api diventano nervose per il rumore. Non era possibile tagliare l’erba perché le api ci assalivano. Mi sono attrezzato e questa volta ho usato la classica falce svolgendo egregiamente il lavoro. Prima di pranzo ho fatto il giro dei cassettini per il conteggio della Varroa e ho controllato i due nuclei di fecondazione con telaini piccoli che ahimè non si possono ancora dividere.

Ho dedicato un paio di ore del pomeriggio a sistemare l’officine e iniziare a realizzare qualche porta stecche da melario.

Disegno SofiaMercoledì e giovedì non ho avuto molto tempo a disposizione per le attività apistiche, sia per il cattivo tempo sia perché la piccola Sofia vuole giocare. Ho continuato a lavorato in officina per realizzare i porta stecche e approfittando di un lieve miglioramento del tempo ho fatto i traslarvi del giovedì.

Venerdì ennesimo risveglio con problema sulle celle in incubatrice. Questa volta a creare problemi sono state le formiche che, nonostante avessi preso precauzioni, sono riuscite a farmi fuori tutte quelle appena nate. Morale della favola: è dal 13 marzo che faccio traslarvi e non ho ancora una regina vergine.

Sciroppo MelariSempre nella mattinata ho fatto la visita delle colonie nell’apiario per la produzione di regine e pappa reale e solo una presentava celle di sciamatura. Ho stretto su 6/7 telaini le famiglie che potevo e spruzzato i telaini da melario con sciroppo al 50% per agevolare la salita.

Sabato non è stata una bella giornata, sia per l’influenza sia per la gran fatica fatta fino ad ora senza grandi risultati. Ho deciso quindi di staccare un po la spina e passare un po’ di tempo con Milena e Sofia.

Escludi starterDomenica, approfittando della bellissima giornata di sole, ho controllato per l’ennesima volta se le api fossero salite a melario e con grande soddisfazione ho notato che lo sciroppo qualcosina l’ha fatto. Ho notato però che gli starter pur essendo più forti non erano ancora saliti, probabilmente per l’escludi regina orizzontale, ho quindi pensato di toglierlo e metterci uno spezzone solo nella parte dove si trova il porta stecche. Il vantaggio di avere una propria officina è che ti permette di realizzare qualsiasi soluzione uno voglia mettere in campo.

Nel pomeriggio è tornato ancora il cattivo tempo e pioggia e mi sono rinchiuso in casa a lavorare al PC.

La prossima settimana si saprà se quest’anno ho raccolto acacia.

Continuate a seguirci!

21.04.2014 Diario Apistico

Lunedì, insieme a mio fratello, abbiamo dato una controllatina agli sciami acquistati sabato e abbiamo notato che la più forte aveva già riempito di covata un telaino costruito inserito al momento dell’inarniamento. Abbiamo raccolto e messo in incubatrice le celle chiuse e scartate quelle ancora aperte; purtroppo qualche starter è ancora troppo debole per portare avanti tutte le celle.  Poi abbiamo verificato i due nuclei di fecondazione invernati lo scorso anno: ancora troppo presto per dividere. Ed in fine abbiamo fatto due stecche di traslarvi per la produzione di celle reali.

Nel pomeriggio sono stato in officina ad armare i telaini da melario con filo inox. Ormai gli sciami acquistati sono abbastanza forti per iniziare a costruire i melari, l’acacia  è alle porte e io non sono ancora pronto. Sul tardi ho caricato il carrello di tavole da portare a piallare visto che con la nostra non si riesce a lavorare.

Pioggia pre acacia

Martedi è arrivato il cattivo tempo, tutta pioggia che speriamo si trasformi in acacia nei prossimi giorni. In mattinata ho fatto appena in tempo a portare le tavola a piallare prima che si scatenasse il temporale. Mentre ero in falegnameria cera un estraneo che seguiva i lavori e alla fine ci ha aiutato anche a caricare il carrello. Mi sono chiesto chi fosse e cosa ci facesse li e alla fine l’ho scoperto: è il proprietario del terreno dove metterò la postazione M06 per l’allevamento dei fuchi. Nel pomeriggio abbiamo tagliato le tavole per fare i melari e la notte ho fatto fatica a dormire per i dolori alle braccia.

Melari con telaini da costruireMecoledì altra giornata di cattivo tempo, mare in burrasca e un vento che ti portava via. Ho lavorato un po al computer e poi di corsa in officina. Ho finito di tagliare i melari e ho iniziato a segnare i fori per l’assemblaggio ma poi sono tornato ad armare i telaini e montare i fogli cerei nella speranza che tornasse qualche spiraglio di sole. Si prevedeva ancora qualche giorno di maltempo e visto che le api sarebbero state senza fare niente almeno avrebbero costruito i telaini da melario. E così è stato quasi al tramonto sono riuscito a mettere i melari. Ho messo anche qualche telaino con fogli da fuco con la speranza che li costruiscano a breve.

Celle morte

Giovedì inizia proprio male, c’è ancora cattivo tempo e le celle in incubatrice sono morte. Solo dopo mi sono accorto che sbattendo la stecca per far cadere le api ho fatto cadere anche le larve sul fondo delle celle e per questo sono morte.

La giornata è stata interamente dedicata alla lavorazione dei melari, chiuso in officina a mangiare segatura, dopo tre giorni di cattivo tempo senza poter vedere le api e con i nervi a fior di pelle.

Maniglia melarioVenerdì, con il riaffacciarsi di qualche raggio di sole, è tornato il buonumore. La mattina ho continuato a tagliare i melari e nel pomeriggio ha preparato e provato la dima per fare le maniglie ai melari.

Sul Sabato ho concentrato tutte le ansie fino al punto di posticipare i festeggiamenti per il compleanno della piccola Sofia. Dopo quattro giorni di maltempo e l’acacia alle porte non potevo rischiare che gran parte delle colonie volassero via con la prime giornate di sole visto che lo scorso anno sono comparse le prime celle da sciamatura il 17 aprile.

Fresa rotta

La mattina ho aspettato che salisse un po la temperatura e sono andato a visitare le colonie sopravvissute del primo apiario. Con gran piacere ho notato che non c’erano ancora celle reali e cosa molto più importante che il divario è sempre più netto fra quelle individuate come madri tolleranti e quelle a cui va sostituita la regina. Dopo la visita ho fatto dei traslarvi e riposto in incubatrice le celle innestate lunedì.

Nel pomeriggio ho completato i fori per le maniglie dei melari e iniziato a preparare i primi kit di melari smontati. Durante la fresatura però una tavola con un nodo grasso ha spaccato la fresa e ora mi tocca ricomprarne due una per me e una per Diego che è stato così carino da prestarmelo.

Buona Pasqua

La Domenica di Pasqua ho approfittato della mattinata per visitare il secondo apiario, quello dedicato all’allevamento delle regine e produzione della pappa reale. Mi sono subito accorto che le api non sono salite a melario e che se volevo che lo facessero dovevo stringere a sei telaini. Più passa il tempo e più mi convinco che sei telaini Dadant per il nido sono il numero ideale a patto di gestire sciamatura e scorte. Ho cercato di stringere quelle che potevo e le altre le ho lasciate senza melario. Celle reali neanche l’ombra non capisco se la stagione è anticipata o no e anche l’acacia stenta a fiorire. Per l’ora di pranzo sono arrivati la moglie non la piccola e siamo andati a festeggiare la Pasqua.

La sfida della  prossima settimana sarà proprio farle salire le api a melario. Continuate a seguirci anche sulla nostra pagina Facebook.

14.04.2014 Diario Apistico

Finalmente ci sono le api e si può iniziare la stagione !

Inizio 2014Lunedì ho iniziato la stagione apistica preparando i primi 3 starter per allevare le regine. Ho iniziato con calma, dopo aver fatto colazione con i cornetti potati da un amico apicoltore che voleva vedere come li preparavo e facevamo i traslarvi. Durante il travaso degli sciami e la preparazione degli starter, nonostante le api erano relativamente calme, sono stato battezzato con tre pizzichi. Poi siamo andati nel secondo apiario dove abbiamo preso le larve dalla madre che ha resistito meglio alla Varroa, almeno per ora, in modo da avere delle figlie per qualsiasi evenienza. Ed in fine abbiamo inserito le stecche negli starter.

Nel pomeriggio abbiamo sistemato due colonie, invernate con i telaini per i nuclei di fecondazione, perché ci siamo accorti che le regine deponeva solo da una parte. Può sembrarvi strano ma dopo un inverno passato in officina a preparare materiale, abbiamo comunque dovuto sistemare i materiale prima di poter andare in apiario.

Allevamento api regineMartedì altra giornata splendida. La mattina ho finito di inarniato le colonie che avevo nei porta sciami, ho verificato l’accettazione delle stecche fatte lunedì (solo 6, anche se l’importante è aver messo un segno + ) e ne ho rifatte altre con la migliore delle regine non trattate. Con me cera un altro amico aspirante apicoltore che per l’occasione è stato battezzato con il suo primo pizzico.

Nel pomeriggio ho visitato tutte le altre colonie sia per vedere se cera celle di sciamatura sia per registrare il numero di api e la covata. C’è da dire che su tutte quelle invernate, non trattate e sopravvissute sarà difficile trovarne una che andrà sull’acacia. L’arancio è ormai in fiore e tutte le api tornano gialle sporche di polline.

Pulizzia stecche

Mercoledì il tempo ha fatto un po’ i capricci. La mattina mi sono dato da fare per preparare altri quattro starter e mettere a pulire le stecche per la pappa reale arrivate il giorno prima. Tutto il materiale per l’allevamento di api regine va fatto ricoprire dalle api di una patina di propoli altrimenti le larve non vengono accettate. Ho verificato l’accettazione delle stecche fatte il giorno prima (ancora pochine, 4 celle ) e visto che cera spazio ho fatto un’altra stecca questa volta con la madre da pappa reale che è uscita meglio dall’inverno.

Nel pomeriggio, visto la pioggia, sono stato nell’officina per confezionare altri 30 kit di arnie smontate e poi sul tardi è arrivato un carissimo apicoltore con cui ho concluso la giornata.

Apiario pappa realeGiovedì è stato il primo giorno di prova per la produzione di pappa reale e devo dire che non è stato semplice. All’inizio ho preso un telaino appena costruito dove cerano abbastanza larve buone per il traslarvo ma quando ho iniziato a prendere le larve con il picking è stata un’impresa, non essendoci le esuvie della covata precedente il pennino rompeva la celletta. Ho cambiato telaino e alla fine sono riuscito a completare le 4 stecche per la pappa reale e una stecca per le celle reali.

Nel pomeriggio di corsa in officina a preparare i melari. Ho tagliato una 40ina di tavole con l’intenzione di realizzare 150 melari, ho fatto una prima prova di taglio e alla prova di piallatura sorge il problema: per piallare una tavola ci vogliono molte passate e questo non è fattibile. Bisogna riorganizzare tutta la lavorazione dei melari mentre l’acacia sta per fiorire.

Venerdì altra giornata movimentata. La mattina ho verificato i traslarvi per la pappa reale fatti il giorno prima ma niente ho sbagliato due cose: prima di tutto gli starter non sono ancora forti e poi non ho dato importanza alla temperatura che era appena al disopra di 20°C mentre deve essere fra i 25°C e i 30°C. Sono arrivato a questa conclusione perché lo starter che il giorno prima aveva accettato 9 celle ne aveva accettato solo 4 e il telaino da dove le avevo prese è stato completamente ripulito.

Aperitivo Sulmona

Verso mezzogiorno, pranzo veloce e via di corsa al casello di Lanciano per incontrare altri apicoltori e andare a Sulmona per il congresso organizzato dal FAI Abruzzo L’etichettatura dei prodotti dell’alveare nel rispetto della normativa vigente. Visto che sabato dovevamo andare a Carsoli a prendere gli sciami abbiamo deciso di pernottare a Sulmona e alzarci con comodo l’indomani mattina.

Il congresso è finito alle 18 e nell’attesa di andare a cena, con l’altro amico apicoltore, ci siamo presi un aperitivo nella piazza principale di Sulmona e dopo qualche mese ho riassaporato il mio amatissimo negroni. Nonostante fosse venerdì due agriturismi che ci avevano consigliati erano chiusi poi alla fine abbiamo trovato un ristorante dove si è mangiato molto bene.

Trasporto sciamiSabato giornata programmata da settembre per andare a prendere gli sciami, ho riunito le richieste di diversi apicoltori e siamo andati a prenderli con il carrello appena comprato dell’amico apicoltore. Abbiamo finito di caricare verso l’una e siamo arrivati a destinazione dopo tre ore e al momento di aprirle ci siamo accorti che una era soffocata. Nonostante la rete abbiamo lasciato i coperchi in polistirolo per paura che facesse freddo e alla fine abbiamo sbagliato.

Domenica è stata una giornata divisa fra la famiglia e la preparazione per l’acacia che inizia a fiorire. Ho prima di tutto inarniato le tre colonie prese sabato, poi ho fatto una rapida visita alle altre sette colonie acquistato domenica scorsa (Il segreto della scorsa settimana era proprio questo). Ho visto che le più forti hanno riempito di covata i due telaini costruiti aggiunti al momento del trasferimento in arnia e le ho lasciate con l’escludi regina verticale come starter per la produzione di celle reali, le altre quatto un po’ più deboli e preparate comunque per la pappa le ho di nuovo ristrette in previsione del’acacia.

Nel pomeriggio sono crollato dopo il classico pranzo domenicale e al risveglio di corsa in officina ad armare i telaini da melario perché bisogna mettere i melari. E’ inutile c’è sempre qualcosa che manca e si finisce sempre per correre all’ultimo momento.

Questa settimana abbiamo superato le 10.000 visualizzazioni sul sito, i 300 “Mi Piace” sulla pagina Facebook e ogni giorno c’è sempre qualcuno che ci manda una mail o ci fa una telefonata per avere informazioni sulla nostra azienda.

Grazie a tutti voi e continuate a seguirci.

07.04.2014 Diario Apistico

Riprendo il consueto appuntamento del diario dopo un paio di settimane di assenza. Non è semplice dedicare una giornata per scrivere l’articolo, soprattutto in questo periodo quando ci sono un sacco di cose da fare e si fa fatica a restare chiusi in casa. Così mi sono ripromesso di aggiornare il diario quotidianamente in modo da averlo già pronto all’inizio della settimana successiva.

La primavere è arrivata e metà delle colonie non c’è l’hanno fatta. Durante l’invernamento sembrava che tutto andasse per il verso giusto ma alla ripresa della deposizione le nuove api nate non c’è l’anno fatta a sopravvivere e sostituire le vecchie. L’unico rammarico è che dovevo trattare le colonie per la produzione della pappa reale visto che dovevano essere una fonte di reddito.

Dopo aver preso coscienza della forte perdita ho cercato di acquistare altre api in modo da rimpiazzare quelle morte ma niente, ormai era troppo tardi. Ho deciso quindi di usare le dieci colonie prenotate a settembre, e che mi arriveranno a metà aprile, per fare un po’ di acacia e cercare di produrre pappa reale nei melari.

Altro progetto saltato è la certificazione biologica perché non sono riuscito a trovare cera certificata, ad ogni modo il processo è stato avviato e non mi farò coglie impreparato per il prossimo anno.

SeppieLunedì è finalmente tornato il bel tempo e i campi sono pieni di api che bottinano borragine, rape e trifoglio giallo e aspettano con ansia la fioritura degli aranci. E’ ancora una giornata di riposo, visto che ci sono la moglie e la piccola, e per l’occasione è passato un amico pescatore a portarci le prime seppie della stagione.

Appena dopo pranzo si è scatenato un saccheggio in apiario che mi ha tenuto impegnato parte del pomeriggio e mi ha fatto fuori l’ultima colonia debole rimasta con un pugno di api. Per evitare che partano anche le altre due colonie su due telaini, ho lasciato un solo foro d’entrata.

Martedì ho iniziato la giornata richiamando tutti i numeri delle telefonate a cui non sono riuscito a rispondere il giorno prima. Prima telefonata al corriere che mi deve consegnare le stecche per la pappa reale, sono in giro per l’Italia da un paio di settimane ma non riescono ad arrivare a destinazione; a seguire le telefonate con i soliti amici apicoltori.

TrucioliIn tarda mattinata ho fatto il giro delle colonie più forti per aggiungere un telaino costruito e ho notato che la deposizione ha ripreso con vigore e che le famiglie sono più ordinate, fanno scorte di polline e hanno iniziato a immagazzinare miele.

Nel pomeriggio di nuovo in officina. Prima abbiamo provato la pialla che però non va ancora come dovrebbe, la superficie non è liscia e i trucioli sono strani, poi abbiamo iniziato a fare altre trenta nidi e concludere il primo blocco di 100 arnie come pianificato ad inizio anno negli obietti 2014.

Deposito legnoMercoledì mattina l’ho riservato per valutare i legnami di un nuovo fornitore in previsione di una fornitura per la realizzazione di 250 arnie, quelle che dovrei costruirmi quest’inverno. I prezzi sono molto simili e la qualità nettamente superiore. Ora mi manca solo di trovare un buon fornitore di lamiere zincate da 3/10 e il giro dei fornitori si chiude.

Nel pomeriggio ho seguito le istruzioni per la messa a punto della pialla e dopo un paio di ore mi sono accorto che mettevo male la tavola da piallare e per questo la piallatura non veniva bene. Nel tardo pomeriggio, dopo essermi rilassato per lo scampato mal funzionamento della pialla, mi sono fatto un giro e sono andato a trovare un’amico apicoltore. Ormai frequento solo apicoltori e sinceramente li preferisco.

Fiori d'arancioGiovedì, giorno del mio 45imo compleanno, è iniziato all’insegna della serenità. Dopo aver fatto colazione sono andato a visitare le api che sono di strada per l’officina e, mentre vedevo i primi fiori d’arancio sbocciati, mi ha chiamato il mio amore Milena per farmi gli auguri, a seguire un carissimo amico di Roma e poi in officina a preparare altri nidi.

Anche se non ci tengo particolarmente, è comunque sempre un piacere ricevere gli auguri da qualcuno.

Nel pomeriggio altra telefonata di un carissimo amico Siciliano, che mi ha messo in testa l’idea di impiantare mandorli e poi di nuovo in officina. Non vedo l’ora di finire perché un po’ mi sono stufato.

In previsione del cattivo tempo, Venerdì mattina ho dato priorità all’ispezione dei cassettini per il conteggio quindicinale della Varroa caduta naturalmente. Faccio questo lavoro da novembre e, dopo il duro ritorno alla rDecessiealtà delle cose, il risveglio primaverile che esprime un giudizio inappellabile sul tuo anno apistico, ho imparato a capire come colpisce la Varroa con i suoi cicli riproduttivi e lo spopolamento delle colonie. Le colonie si svuotano perché le api che nascono, e devono sostituire le più anziane, sono debilitate, non riescono a volare e hanno una vita dimezzata. Se la colonia non riesce a tenere sotto controllo la crescita della Varroa i collassi sono periodici e ripetitivi.

Nel pomeriggio in officina e dopo cena leggendo su un forum i commenti fatti a un articolo che avevo tradotto precedentemente sulla selezione di api tolleranti alla Varroa, ho deciso di buttare le basi di un progetto per la selezione e lo scambio gratuito di api resistenti. Se siete interessati lasciate un commento su questa discussione oppure mandatemi una mail a info@apicolturaiezzi.it.

CassettinoSabato altra giornata un po’ freschina e quindi non si può aprire. Volevo controllare tutte le colonie sia per aggiungere telaini sia per controllare se si preparavano a sciamare iniziando a fare celle reali, ma niente bisogna rimandare tutto a Lunedì. Non potendo resistere ho comunque fatto un giro negli apiari e ho rivisto, dopo la fine di febbraio api giovani fare il volo di orientamento. Fatti due conti corrisponde proprio alla ripresa della deposizione dopo il cattivo tempo della settimana di Apimell. Ho controllato i cassettini per verificare le caduta giornaliera e come al solito quelle resistenti hanno caduta prossima allo zero mentre le altre che hanno resistito apparentemente fino ad ora si preparano al collasso con cadute superiori alla decina giornaliera.

Nel pomeriggio di nuovo in officina. Per fortuna che per ora ho finito a fare i nidi e mi manca solo di fare i kit da mettere sul bancale.

Anche Domenica è stata una giornata piena, interamente dedicata agli amici apicoltori e alle api, ma preferisco non raccontarvi perché altrimenti dovrei delle spiegazioni a qualcuno e sinceramente questa volta non mi va. Una piccola cosa non detta che deve rimanere tale.

Vi ringrazio per aver visitato il mio sito e mi scuso di nuovo per non avervi raccontato  le attività delle due settimane precedenti. Continuate a seguirmi perché la stagione entra nel vivo!

Speciale Apimell 2014 (Parte II)

Riprendo il racconto da dove mi ero fermato nella prima parte, e precisamente a metà del congresso organizzato da ANAI.

Il cambio di programma, la mancanza degli appunti e il riposo notturno hanno fatto si che in questo momento non ricordi l’ordine esatto degli interventi. Se non ricordo male ha parlato il professor  Carlo D’Ascenzi esponendo i lavori sul termine minimo di conservazione del miele.

Mi è rimasto impresso l’intervento del ragionier Raffaele Terruzzi, presidente dell’AIIPA Gruppo miele, che in maniera sintetica ha raccontato della tegola che stava per cadere in testa a tutti gli apicoltori europei riguardo al polline considerato ingrediente del miele e quindi potenzialmente OGM. In soldoni se non fossero intervenuti oggi avremmo dovuto fare le analisi OGM per ogni lotto di miele.

A seguire l’intervento di Anna Brandazzi che ha raccontato della sua esperienza da neo Apicoltrice e dell’azienda agricola Sant’Antonio.

Il bello inizia proprio sul finire del convegno, quando Giovanni Formato della IZSLT conclude il suo intervento dicendo:

“… e visto che i farmaci non sono più così efficaci non ci resta che selezionare un’ape tollerante alla Varro. Lascio quindi la parola a Pierlugi Pierantoni”.

Il vice presidente di ANAI, Pierluigi Pierantoni, ha parlato di un progetto finanziato dalla regione Marche per la tutela di una razza di api autoctona “Rotis di Matelica” trovata per caso in un casolare abbandonato e che sopravvive senza trattamenti dal 2009.

Non avrei mai pensato che potesse esistere un’associazione che sostiene la selezione di un’ape tollerante come lotta alla Varroa e che addirittura ha delle colonie resistenti da diversi anni. Probabilmente questa è la principale causa che ha portato dei vandali ad avvelenare le colonie di api nell’apiario del presidente Segio D’Agostino.

Dopo il congresso sono rimasto a parlare a lungo con Giovanni Formato, Sergio D’Agostino e  Pirluigi Pierantoni  per esporre il mio progetto di selezione di api tolleranti alla Varroa e ci siamo lasciati con la promessa di risentirci presto.

Domenica mattina abbiamo deciso di dividerci e mentre mio fratello seguiva il congresso del FAI io ho partecipato all’incontro organizzato dallo A.I.A.A.R. con il ricercatore del CRA-Api Antonio Nanetti e la ricercatrice indipendente Claudia Garrido della BeeSafe, un’ottima opportunità per conoscere lo stato della ricerca italiana sull’apicoltura.

Allegro ma non troppoAntonio Nanetti inizia la sua presentazione citando il testo Allegro ma non troppo dove si parla della stupidità umana e,  avendo avuto modo di leggerlo nel ’98 su suggerimento del mio primo manager, ho subito percepito il tono scherzoso del suo lavoro. In sostanza ha paragonato l’apicoltore ad un Predone che per crearsi vantaggi crea danni alle api e che la razza apicoltore si sarebbe potuto elevare a quella di Apicoltore Intelligente solo seguendo rigidi protocolli che prevedono trattamenti sistematici per far stare bene le api.

Successivamente ha spiegato la crescita esponenziale della Varroa raccontando la classica leggenda sull’origine degli scacchi e dei chicchi di grano, e per finire ha dato un numero massimo di Varroe che una colonia di api può tollerare pari a 6000 acari. Il problema però è che non ha dato un metodo certo per misurarlo, visto che per lui il quello dello zucchero a velo non è attendibile, e non ha legato in alcun modo il dato alla popolazione di api.

A seguire Cluadia Garrido che ha esposto un suo lavoro sulla selezione delle api resistenti alla Varroa fatta in Germania tra il 2004 e il 2006. Lavoro molto interessante, in particolare i metodi adottati per la valutazione delle colonie e l’elaborazione dei dati, peccato che sono passati otto anni da quella ricerca e che gli altri ricercatori oggi sono arrivati a tutt’altre conclusioni. Quando mi sono permesso di evidenziare l’obsolescenza degli studi sono stato additato come provocatore.

Per fortuna che gli apicoltori si sono resi conto che la ricerca italiana sull’apicoltura è una barzelletta e alla fine ci si scherza su e si preferisce fare il lavoro da se con i propri capitali e condividere i risultati in occasioni come la fiera di Piacenza, magari con un buon bicchiere di vino e qualche fetta di salame.

 

Da questo evento portiamo a casa molto: dopo due anni di lavoro insieme, durante il viaggio di ritorno, mio fratello mi ha detto “… Ruggero, ora ho capito veramente cosa vuoi fare …”.

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Speciale Apimell 2014 (Parte I)

Sono da poco tornato a casa dalla tre-giorni di Piacenza e, nonostante la stanchezza del viaggio, mi metto subito a scrivere per raccontarvi le mie sensazioni sull’evento apistico più importante dell’anno: Apimell 2014 perché ho paura che il sonno possa cancellare qualche ricordo.

In questo articolo non voglio parlavi delle persone che abbiamo incontrato in fiera e degli acquisti che abbiamo fatto, ma piuttosto delle diverse anime dell’apicoltura che abbiamo avuto modo di incontrare ed ascoltare  fra gli stand e nell’auditorium della fiera.

Abbiamo riservato il venedì pomeriggio come giorno per fare gli acquisti, visitare gli stand e parlare con i fornitori e alla fine di questa giornata ci siamo divertiti ad assegnare un premio per ciascuno di loro.

AmiIl premio miglior comunicazione va allo stand degli ambasciatori del miele e la professionalità di Lucia Piana con il suo Team; un posto dove si impara a conoscere ed apprezzare il miele e si possono prendere nuovi spunti per promuovere il proprio miele. Ci siamo fermati ad assaggiare qualche buon miele e sentire Lucia Piana raccontare i profumi e i sapori dei nostri mieli italiani. Un incontro che consiglio a tutti specie se si è produttori di miele.

LegaSempre andando in giro per gli stand non era possibile non dare il premio chiesa al centro del villaggio allo stand di Lega. Come sempre materiale di ottima qualità e personale estremamente disponibile anche a dare informazioni su altri stand, per non parlare dei gadjet: doppio cappellino e calendario anche con un piccolo acquisto. Un punto di riferimento per l’apicoltura italiana.

GiordanIl premio innovazione tecnologica va alla ditta Giordan nel cui stand era possibile vedere da vicino una linea di smielatura semi automatica e una line di invasettamento automatico. Sicuramente il nostro giudizio non è imparziale sia perché non conosciamo lo stato dell’arte sulla meccanizzazione in apicoltura sia perché in precedenza da loro abbiamo comprato lo smielatore motorizzato da 20 telaini e Mister Giordan ci è sembrato molto disponibile e professionale.

QuartiIl premio qualità per gli accessori delle arnie va a Quarti. In fiera ho avuto modo di verificare anche dai suoi principali concorrenti e non ci sono paragoni, a parità di prezzo la qualità è nettamente superiore, inoltre credo che sia uno dei pochi in grado di soddisfare piccoli ordinativi per distanziatori fuori standard come quelli da 11 o da 12 che usiamo normalmente in apiario.

Il PungiglioneIl premio simpatia va a Il Pungiglione che nonostante ci abbia lasciato senza griglie per il polline, senza cera biologica e senza fogli da fuco proprio ad inizio stagione, alla fine siamo riusciti a scherzarci sopra e li ho lasciati sorridendo.

La cosa bella è che volevano regalare ai visitatori, dei pezzettini di foglio cereo da fuco fatti con la cioccolata ma non ce l’anno fatta a preparare neanche quelli.

LapecheridemilanoIl premio giovani promesse, riservato a chi non aveva uno stand,  va a L’ape che ride. Siamo rimasti a chiacchierare fino alla chiusura, nel bar della fiera. Abbiamo parlato principalmente della cera biologica e della cera pura d’opercolo che è praticamente introvabile in italia, e dei nuovi mezzi di comunicazione che internet metta a disposizione. Ci è sembra una ragazza molto in gamba e gli abbiamo dato la piena disponibilità nel supportarla gratuitamente per pubblicizzare i suoi prodotti.

La giornata di Sabato era riservata ai congressi delle associazioni di apicoltori.

In mattinata abbiamo seguito il congresso UNAAPI, anche se ho lasciato momentaneamente la sala durante il dibattito sulla vespa velutina per cercare del materiale che non avevo trovato venerdì.

apibioxal

Al mio rientro con gran soddisfazione ho potuto constatare che non mi ero perso molto visto che alle 11:00 avevano appena iniziato a parlare della campagna Beelife; una campagna di sensibilizzazione che ha come obiettivo la raccolta di 80.000€ per pagare lo stipendio a due persone che ci rappresenteranno al parlamento europeo in occasione delle leggi sull’uso dei pesticidi in europa. E’ vergognoso che in Italia ci si debba sempre rivolgere ai singoli cittadini per finanziare qualcosa di buono quando ci dovrebbero esse le istituzioni a fare tutto questo.

A seguire i classici studi sull’inefficacia dei singoli prodotti per i trattamenti contro la Varroa, al di là dell’apibioxal naturalmente; studi sul loro uso combinato e nuove pallottole d’argento da usare contro il vampiro Varroa; e per l’occasione è stata ribadita l’impossibilità di selezionare un’ape tollerante alla Varroa.

Nel pomeriggio il convegno A.N.A.I. A dire il vero non è che ero particolarmente interessato, non li conoscevo e il programma prevedeva anche la presenza di qualche politico, ma avevo finito di visitare gli stand che mi interessavano, ero stanco e avevo bisogno di una comoda poltrona dove riposarmi. Le premesse non erano affatto buone, e per giunta i lavori tardavano ad iniziare per il classico ritardo di un politico.

Massimo Ilari_smallerLa fortuna ha voluto che a moderare il convegno ci fosse Massimo Ilari, il Direttore editoriale di Apitalia, un “Romanaccio de Roma” che con il suo accento marcato mi ha fatto ricordare la gente con cui ho vissuto fino a qualche mese fa. Avevo avuto modo di vederlo nei filmati Youtube realizzati per l’anticipazione dei numeri di Apitalia e mi erano piaciuto molto.

sergio-dagostinoIl primo intervento è stato riservato, come da protocollo, al presidente Sergio D’Agostino dove con poche parole e con la voce rotta ha accennato all’atto vandalico subito nel suo apiario e ha dato inizio ai lavori.

Immagino che non sia facile per un apicoltore, superare la perdita di gran parte delle colonie per un atto vandalico.

Karl-Rainer KochA seguire un fuori programma, parla Karl-Rainer KOCH membro direttivo della EPBA che invita pubblicamente l’associazione ANAI a far parte dell’associazione europea per rappresentare l’Italia ancora assente. Subito mi sono chiesto perché, visto che era in fiera, non fosse presente anche nel congresso UNAAPI invitato dagli organizzatori della campagna Beelife che ha in fondo gli stessi fini!?

Mario AndreiniDurante l’intervento di Mario Andreini, presidente dell’associazione Toscana miele, il mio stato d’animo comincia a cambiare, forse per il ricordo dell’accento toscano dove ho vissuto per diversi anni durante il periodo universitario, forse per l’ingresso di Aldo Metalore che ho preso come riferimento sin dall’inizio, fatto sta che mi sono sentito a mio agio in mezzo ad un banchetto festoso fra apicoltori, quelli veri che fanno il loro lavoro con passione. Non solo, finalmente avevo capito chi contestava la circolare ministeriale in base alla quale i servizi veterinari erano invitati a vigilare sull’efficacia dei trattamenti contro la Varroa. Non ci potevo creder, qualcuno era stato invitato a dire pubblicamente che i trattamenti contro la Varroa non sono e non devo essere obbligatori.

Debhora BergaminiSuccessivamente mi sono accorto che non è poi così vero che in europa non c’è nessuno che ci rappresenti. L’Onorevole Debhora Bergamini e partita da bruxel proprio per essere presente in questo convegno e il vice presidente Europeo Antonio Tajani si scusa di non essere presente perché dirottato in Cile per sostituire Manuel Barroso.

L’onorevole, con un linguaggio semplice e pragmatico si è impegnato nel cercare un accordo fra forze politiche e proporre una mozione parlamentare in modo da ottenere un decreto legge a favore dell’apicoltura italiana.

Mi fermo qui perché si è fatto troppo tardi e ci sono ancora molte cose interessanti che vi voglio raccontare nella prossima puntata.

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3.03.2014 Diario Apistico

Costa dei trabocchiLunedì e Martedì sono stati due giorni lontani dal mondo apistico. Prima di tutto ho messo a posto un po’ la mia stanza, e su ordine di mia moglie ho rimontando l’armadio per mettendo a posto qualche scatolone. Il giorno successivo ho approfittato del bel tempo per passare qualche ora con la piccola e la moglie e visitare i trabocchi di due amici Trabocco Punta Tufano e Trabocco Sasso della Cajana.

Piegatrice assemblataMercoledì mattina è stato difficile riprendere il ritmo di lavoro, anche perché ogni volta che torna la piccola, vuole dormire nel lettone e puntualmente io non riesco a riposare bene.

La mattinata è passata scrivendo l’articolo per il diario settimanale e nel pomeriggio ho finito di assemblare la piegatrice e ho iniziato a calcolare le misure per realizzare dei coperchi da 12 per un amico apicoltore.

Il giovedì mattina sono stato al computer per sbrigare un po’ di burocrazia e lavorare al progetto delle nuove trappole da polline. Nel pomeriggio conteggio delle Varroe cadute negli ultimi 15 giorni insieme a Massimiliano, aspirante apicoltore.

Caduta varroa inverno 2013

Nella foto potete vedere l’andamento delle cadute di Varroa misurate ad intervalli di 15 giorni circa. Le colonie con la casella rossa sono su 5,3 e quelle con contorni viola sono regine da pappa reale mentre le altre sono su 4,9 con regine mie. Da questa tabella si può vedere l’andamento della Varroa ma resta poco significativo se non lo incrociamo con lo stato della colonia. La caduta può essere diminuita perché la colonia è collassata.


Venerdì
, approfittando della bella giornata prima del cattivo tempo, ho visitato tutte le colonie del primo apiario cercando di fare una stima sul numero di api e la covata chiusa.

Ripresa primaverile

Per ogni telaino vedo la percentuale ricoperta da api e la percentuale contenente covata chiusa, faccio la somma delle percentuale e alla fine ho una stima delle api nate e di quelle che dovranno nascere nei prossimi 12 giorni.

Dalla visita sono tornato rincuorato perché ora so di avere delle madri non trattate che hanno anche una buona ripresa primaverile, aspettiamo di valutare la sciamatura e poi potranno essere usate per l’allevamento delle regine.

Nel pomeriggio è arrivata la bozza dei bigliettini da visita in previsione della fiera dell’apicoltura di Piacenza.

CingoliSabato e Domenica di nuovo riposo e a spasso per le marche con moglie e piccola in previsione di una settimana faticosa con la fiera dell’apicoltura a Piacenza.

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24.02.2014 Diario Apistico

ApiarioLunedì sveglia di buon’ora per completare l’articolo per il diario apistico e cercare di capire come fare il fascicolo aziendale per dare inizio alle procedure di certificazione biologica. Ho iniziato il mio giro di telefonate da un numero preso su internet per arrivare dopo 4 rimbalzi ad un numero dove anche alle 10:00 del mattino non rispondeva nessuno e ho cominciato ad immaginare dove potesse trovarsi!? In riunione!? al ministero!? a giocare a golf!? no troppo presto e poi di lunedì è sicuramente al bar a fare colazione e pianificare il modo migliore per affrontare la settimana e chi se ne frega di quei poveri co…oni che devono fare il fascicolo aziendale. Ci rinuncio e vado a rilassarmi dalle mie api.

Nel pomeriggio la situazione non cambia: mi rendo conto che è in atto il saccheggio di una colonia, vedo delle api con ali deformi che scorrazzano in apiario provenienti da una colonia 5,3 e trovo una regina fucaiola nell’ultima colonia che mi mancava da visitare. Una pessima giornata dove si fa fatica a tenere i nervi saldi.

Martedì la ditta di trasporti mi ha annunciato l’arrivo del materiale apistico ordinato circa venti giorni prima e nell’attesa trasferisco la regina buona, che si trovava nella colonia con covata calcificata, in quella con la regina fucaiola dopo aver scrollato fuori tutte le api e per finire sopprimo la regina fucaiola.

Non è stato facile trovare il coraggio per farlo.

Merce

La merce è arrivata nel pomeriggio ed era la somma di un ordine mio e di altri due apicoltori che hanno deciso di costruirsi da soli le arnie.

L’ordine prevedeva 500 maniglie, 350 reti per fondi anti Varroa, 300 dischi 4 posizioni, 800 angolari, 200 porticine, 800 distanziatori, filo inox e un mantice di ricambio per un totale di 282 Kg di merce.

Rete fondo okMercoledì la giornata inizia praticamente con un infarto: mentre metto a posto la bolla della fornitura del giorno precedente vedo che le misure della rete dei fondi sono sbagliate. Vado di corsa in officina a verificare e con grande gioia constato che era tutto ok. E’ la prima volta che mi succede.

In mattinata ho continuato a controllare e dividere gli accessori per arnie e ho iniziato a vedere come poter confezionare i kit per arnie e ridurre al minimo lo spazio occupato nell’officina.

Nel pomeriggio sono venuti altri due amici apicoltori a ritirare la merce che abbiamo acquistato insieme.

FabbroGiovedì è stata la giornata dedicata alla realizzazione di una nuova piegatrice perché con quello che ho non riesco a realizzare coperchi per arnie da 12. La mattina sono andato dal fabbro per prendere i pezzi e nel pomeriggio mi sono fatto aiutare da mio fratello per saldarlo. Appena possibile farò un articolo per farvi vedere come costruirlo e potete trovare le foto ed il progetto sulla nostra pagina Facebook.

Dima avvitatura maniglieVenerdì mattina ho iniziato a confezionare i primi kit di arnie smontate e mentre facevo la selezione delle tavole migliori ho fatto dei segni dove avvitare le maniglie. Qui vedete la dima che ho usato per segnare le tavole; come potete notare uso dei chiodi tagliati su cui batto con il martello per lasciare un buchetto come segno sulla tavola, l’ho visto fare da qualche falegname ma non ricordo dove.

Nel pomeriggio visita da parte di un apicoltore con cuoi ho passato piacevolmente tutto il tempo.

Bancale kitSabato è stata una giornata faticosa e piena di soddisfazioni. La mattina ho continuato a realizzare i kit di arnie smontate, in modo da avere un po’ più di spazio in magazzino ed averle pronte per ogni evenienza. Sinceramente non credevo che fosse così faticoso e ci volesse così tanto tempo, ma dopo due mesi di duro lavoro è stato un piacere vedere i kit allineati sul bancale. Per ora ne ho montati una 40ina e me ne restano altri 200 fra nidi e nuclei di fecondazione. Ho lavorato bene in questi ultimi due mesi e sono riuscito a realizzare il doppio del materiale che avevo pianificato.

La regina che ti serviva

Lo scorso anno ho fatto un nuovo apiario con tre colonie formate dall’asportazione di covata delle colonie più infestate. La prima su 5,3 è deceduta ad inizio febbraio, mentre per le altre due mi ha portato la brutta notizia mio padre che non vedeva volo. Da tempo dovevo andare per riprendere i telaini costruiti ma c’era sempre una scusa per non andare.

Sabato pomeriggio dopo pranzo mi sono sentito la solita forza che mi scuote e mi diceva che se non lo avessi fatto subito poteva succedere qualcosa di peggio e sono andato. Appena arrivo trovo un paio di api sul predellino di una, tolgo il coperchio e vedo le api nel candito “ecco le becchime che si attaccano anche al candito …” Tolgo il candito per scuoterlo dalle api e guardate un po’ cosa trovo: la regina che mi serviva per la colonia orfana. Non ho perso tempo per metterla subito a dimora.

Sempre nel pomeriggio sono andato a vedere e valutare la postazione di un aspirante apicoltore. Ho visitato un posto bellissimo a pochi chilometri da casa mia che non avevo ma visto prima: La costa di Ripari di Giobbe.

Lanciano 25_02_14Domenica giornata di studio e aggiornamento professionale organizzato dall’Associazione Apicoltori Professionisti d’Abruzzo. Fin da subito ho capito che gli organizzatori della conferenza non erano degli sprovveduti; allestito in una sala del Polo Museale Santo Spirito, registrazione e cartellina come in tutti in congressi che si rispettino e sedie con poggia note fondamentale per chi deve prendere appunti.

OLYMPUS DIGITAL CAMERADopo l’apertura dei lavori da parte del presidente dell’associazione Luigi Iacovanelli apre i lavori Hans Beer apicoltore e divulgatore tedesco. All’inizio ha raccontato di Padre Adam e dei lavori di L. Armbruster e successivamente della selezione di api regine in base al colore e alle macchioline sul dorso, stavo per alzarmi ed andarmene quando ha cominciato a parlare di cose molto interessanti. Prima di tutto ha parlato della temperatura all’interno dell’alveare e dei lavori di Jurgen Tauz autore di “Il ronzio delle api“. Hans Beer gestisce le sue colonie su sette telaini distanti 7mm e usa celle 5,1 mm tutto per garantire una temperatura migliore all’interno della colonia, inoltre stringe le colonie anche in primavera per garantire una ripresa migliore. Successivamente ha affermato che i telaini di polline non sono una cosa buona  facendo riferimento agli studi di Thomas D Seeley, e ha suggerito di lasciare un telaino vuoto se si vuole aumentare la produzione di polline.

Dopo il buffe è stato il turno di Pierantonio Belletti dell’università di Udine e Presidente del Consorzio Apicoltori della Provincia di Gorizia,  che ha parlato di nutrizione e lotta alla Varroa. Sarà stato per l’ora infelice, per lo stile accademico della presentazione o per l’ansia che aveva di pubblicizzare e introdurre in Italia nuovi prodotti  per la lotta alla Varroa, che il suo intervento non mi ha esaltato più di tanto.

Nino ScacchiChi invece mi ha affascinato è stato Nino Scacchi che con molta semplicità ha raccontato la sua storia di apicoltore partito da una colonia di api raccolta nell’aeroporto dove lavorava è arrivato ad avere oggi 4000 colonie e 13 dipendenti che lavorano nella sua azienda Apicoltura Apostolo. La cosa che mi ha colpito durante le domande di rito è che secondo Scacchi fino ad oggi non ha mai avuto la fortuna di incontrare un buon selezionatore di api regine di razza Ligustica.

Sono felice di aver costatato che il movimento apistico abruzzese non ha nulla da invidiare a quelle delle altre regioni italiane.

Scusatemi per il ritardo nella pubblicazione dell’articolo e continuate a seguirmi.

17.02.2014 Diario Apistico

Vassoio fondo in legnoCome spesso accade, il lunedì mattina sono stato impegnato nello scrivere l’articolo sul diario apistico della settimana precedente; e poi di corsa in officina a preparare i cassettini di legno per i fondi. Purtroppo il lavoro è rimasto incompleto perché abbiamo deciso di riconsegnare il banco sega che ci avevano prestato e rimettere a posto il nostro. Non è proprio il caso di ricomprare un attrezzo usato quando ne abbiamo uno noi che possiamo tranquillamente usare.

Arnia con telaini di plastica

Martedì appuntamento con Diego per fargli vedere un po’ di api da vicino. Abbiamo aperto le tre casse su celle grandi con caduta di Varroa giornaliera prossima a 10, lo spettacolo non è stato bellissimo, le api non erano tantissime, poca covata e poche scorte e alla fine abbiamo stretto, aggiunto un po di scorte e incrociato le dita. Dario è stato molto bravo, all’inizio ha confuso le celle con polline con quelle di covata però ha trovato subito le regine non marcate, la prossima volta voglio vedere se riconosce i fuchi. Alla fine per non fare brutte figure ho aperto una colonia bella forte su 4,9 prossima a diventare uno starter per la pappa reale.

Nel pomeriggio ho completato l’articolo un banco sega economico per costruire arnie, che vi avevo promesso già per la settimana precedente, e sul finire della giornata sono tornato in officina per tagliare le tavole da portare a piallare e farci quindi i nidi.

Arnia 39

Mercoledì prima visita approfondita di tutte le colonie del secondo apiario. Sinceramente pensavo peggio, ho trovato una colonia su celle grandi con pochissime api a cui ho tolto subito tutti i telaini, per evitare che venissero attaccati dalla tarma, e una colonia orfana su celle piccole; tutte le altre stanno più o meno bene, hanno in media tre rose di covata, scorte non troppo abbondanti e spero riescano a vedere la primavera.

Nel pomeriggio ho fatto qualche lavoretto in officine e sul tardi ho caricato il carrellino con le tavole da portare a piallare l’indomani.

Bottega di Lucio

Il Giovedì la mattinata inizia presto con la prenotazione della stanza all’Eurohotel di Piacenza per Apimell 2014 (ho risparmiato più del 25% prenotando tramite Booking.com) e poi di corsa da Lucio per piallare le tavole. Mentre piallavamo mi ha svelato qualche piccolo segreto del mestiere e dopo un buon caffè sono ripartito per portare qualche tavola ad un amico apicoltore che su mio consiglio ha iniziato anche lui a costruirsi le arnie.

Nel pomeriggio ho fatto il conteggio della Varroa caduta negli ultimi 15 giorni che restano pressoché stabili sotto le 5 cadute giornaliere tranne che per quelle su celle grandi già segnalate in precedenza e altre due colonie su celle piccole che hanno una caduta intorno alle 10 giornaliere.

 Venerdì ho voluto sperimentare un altro tipo di comunicazione realizzando un filmato sulla prima visita di una colonia su celle piccole, la colonia che al momento presenta il livello di infestazione più basso pur avendo cambiato regina. Con questo filmato ho voluto aprire una nuova sezione del blog dedicato alle celle piccole o 4,9 dove parlerò delle tecniche e dei risultati che sto ottenendo nella lotta alla Varroa.

Banco sega 3Nel pomeriggio ho completato qualche coperchio mentre mio fratello ha iniziato a sistemare il vecchio banco sega. Prima di tutto abbiamo tagliato un foglio di multistrato da 22 mm di spessore, che stava li pronto da più di un anno, poi abbiamo preso le misure per tagliare con il seghetto alternativo la fessura dove far passare il disco. Per evitare che il multistrato si pieghi abbiamo deciso di saldare delle staffe alla struttura del banco e ampliare la superficie di appoggio. Speriamo di averla pronta per la prossima settimana perché c’è ancora molto da fare in officina.

 Sabato mattina sono finalmente riuscito a fare visita all’apiario di un carissimo amico apicoltore, Luigi quello delle tavole; le colonie per il momento sono pochine ma si lavora e si pianifica in sinergia per far crescere l’azienda e vivere di sola apicoltura. Approfittando di uno spiraglio di sole, abbiamo visitato una ad una tutte le colonie e  a parte una un po’ debole e a corto di scorte e un’altra purtroppo orfana, tutte le altre sono delle colonie ben popolate e già con tre telaini di covata.

Nel pomeriggio un lungo e meritato riposino in attesa della moglie e la piccola.

Domenica riposo.

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