Arnia3

24.02.2014 Diario Apistico

ApiarioLunedì sveglia di buon’ora per completare l’articolo per il diario apistico e cercare di capire come fare il fascicolo aziendale per dare inizio alle procedure di certificazione biologica. Ho iniziato il mio giro di telefonate da un numero preso su internet per arrivare dopo 4 rimbalzi ad un numero dove anche alle 10:00 del mattino non rispondeva nessuno e ho cominciato ad immaginare dove potesse trovarsi!? In riunione!? al ministero!? a giocare a golf!? no troppo presto e poi di lunedì è sicuramente al bar a fare colazione e pianificare il modo migliore per affrontare la settimana e chi se ne frega di quei poveri co…oni che devono fare il fascicolo aziendale. Ci rinuncio e vado a rilassarmi dalle mie api.

Nel pomeriggio la situazione non cambia: mi rendo conto che è in atto il saccheggio di una colonia, vedo delle api con ali deformi che scorrazzano in apiario provenienti da una colonia 5,3 e trovo una regina fucaiola nell’ultima colonia che mi mancava da visitare. Una pessima giornata dove si fa fatica a tenere i nervi saldi.

Martedì la ditta di trasporti mi ha annunciato l’arrivo del materiale apistico ordinato circa venti giorni prima e nell’attesa trasferisco la regina buona, che si trovava nella colonia con covata calcificata, in quella con la regina fucaiola dopo aver scrollato fuori tutte le api e per finire sopprimo la regina fucaiola.

Non è stato facile trovare il coraggio per farlo.

Merce

La merce è arrivata nel pomeriggio ed era la somma di un ordine mio e di altri due apicoltori che hanno deciso di costruirsi da soli le arnie.

L’ordine prevedeva 500 maniglie, 350 reti per fondi anti Varroa, 300 dischi 4 posizioni, 800 angolari, 200 porticine, 800 distanziatori, filo inox e un mantice di ricambio per un totale di 282 Kg di merce.

Rete fondo okMercoledì la giornata inizia praticamente con un infarto: mentre metto a posto la bolla della fornitura del giorno precedente vedo che le misure della rete dei fondi sono sbagliate. Vado di corsa in officina a verificare e con grande gioia constato che era tutto ok. E’ la prima volta che mi succede.

In mattinata ho continuato a controllare e dividere gli accessori per arnie e ho iniziato a vedere come poter confezionare i kit per arnie e ridurre al minimo lo spazio occupato nell’officina.

Nel pomeriggio sono venuti altri due amici apicoltori a ritirare la merce che abbiamo acquistato insieme.

FabbroGiovedì è stata la giornata dedicata alla realizzazione di una nuova piegatrice perché con quello che ho non riesco a realizzare coperchi per arnie da 12. La mattina sono andato dal fabbro per prendere i pezzi e nel pomeriggio mi sono fatto aiutare da mio fratello per saldarlo. Appena possibile farò un articolo per farvi vedere come costruirlo e potete trovare le foto ed il progetto sulla nostra pagina Facebook.

Dima avvitatura maniglieVenerdì mattina ho iniziato a confezionare i primi kit di arnie smontate e mentre facevo la selezione delle tavole migliori ho fatto dei segni dove avvitare le maniglie. Qui vedete la dima che ho usato per segnare le tavole; come potete notare uso dei chiodi tagliati su cui batto con il martello per lasciare un buchetto come segno sulla tavola, l’ho visto fare da qualche falegname ma non ricordo dove.

Nel pomeriggio visita da parte di un apicoltore con cuoi ho passato piacevolmente tutto il tempo.

Bancale kitSabato è stata una giornata faticosa e piena di soddisfazioni. La mattina ho continuato a realizzare i kit di arnie smontate, in modo da avere un po’ più di spazio in magazzino ed averle pronte per ogni evenienza. Sinceramente non credevo che fosse così faticoso e ci volesse così tanto tempo, ma dopo due mesi di duro lavoro è stato un piacere vedere i kit allineati sul bancale. Per ora ne ho montati una 40ina e me ne restano altri 200 fra nidi e nuclei di fecondazione. Ho lavorato bene in questi ultimi due mesi e sono riuscito a realizzare il doppio del materiale che avevo pianificato.

La regina che ti serviva

Lo scorso anno ho fatto un nuovo apiario con tre colonie formate dall’asportazione di covata delle colonie più infestate. La prima su 5,3 è deceduta ad inizio febbraio, mentre per le altre due mi ha portato la brutta notizia mio padre che non vedeva volo. Da tempo dovevo andare per riprendere i telaini costruiti ma c’era sempre una scusa per non andare.

Sabato pomeriggio dopo pranzo mi sono sentito la solita forza che mi scuote e mi diceva che se non lo avessi fatto subito poteva succedere qualcosa di peggio e sono andato. Appena arrivo trovo un paio di api sul predellino di una, tolgo il coperchio e vedo le api nel candito “ecco le becchime che si attaccano anche al candito …” Tolgo il candito per scuoterlo dalle api e guardate un po’ cosa trovo: la regina che mi serviva per la colonia orfana. Non ho perso tempo per metterla subito a dimora.

Sempre nel pomeriggio sono andato a vedere e valutare la postazione di un aspirante apicoltore. Ho visitato un posto bellissimo a pochi chilometri da casa mia che non avevo ma visto prima: La costa di Ripari di Giobbe.

Lanciano 25_02_14Domenica giornata di studio e aggiornamento professionale organizzato dall’Associazione Apicoltori Professionisti d’Abruzzo. Fin da subito ho capito che gli organizzatori della conferenza non erano degli sprovveduti; allestito in una sala del Polo Museale Santo Spirito, registrazione e cartellina come in tutti in congressi che si rispettino e sedie con poggia note fondamentale per chi deve prendere appunti.

OLYMPUS DIGITAL CAMERADopo l’apertura dei lavori da parte del presidente dell’associazione Luigi Iacovanelli apre i lavori Hans Beer apicoltore e divulgatore tedesco. All’inizio ha raccontato di Padre Adam e dei lavori di L. Armbruster e successivamente della selezione di api regine in base al colore e alle macchioline sul dorso, stavo per alzarmi ed andarmene quando ha cominciato a parlare di cose molto interessanti. Prima di tutto ha parlato della temperatura all’interno dell’alveare e dei lavori di Jurgen Tauz autore di “Il ronzio delle api“. Hans Beer gestisce le sue colonie su sette telaini distanti 7mm e usa celle 5,1 mm tutto per garantire una temperatura migliore all’interno della colonia, inoltre stringe le colonie anche in primavera per garantire una ripresa migliore. Successivamente ha affermato che i telaini di polline non sono una cosa buona  facendo riferimento agli studi di Thomas D Seeley, e ha suggerito di lasciare un telaino vuoto se si vuole aumentare la produzione di polline.

Dopo il buffe è stato il turno di Pierantonio Belletti dell’università di Udine e Presidente del Consorzio Apicoltori della Provincia di Gorizia,  che ha parlato di nutrizione e lotta alla Varroa. Sarà stato per l’ora infelice, per lo stile accademico della presentazione o per l’ansia che aveva di pubblicizzare e introdurre in Italia nuovi prodotti  per la lotta alla Varroa, che il suo intervento non mi ha esaltato più di tanto.

Nino ScacchiChi invece mi ha affascinato è stato Nino Scacchi che con molta semplicità ha raccontato la sua storia di apicoltore partito da una colonia di api raccolta nell’aeroporto dove lavorava è arrivato ad avere oggi 4000 colonie e 13 dipendenti che lavorano nella sua azienda Apicoltura Apostolo. La cosa che mi ha colpito durante le domande di rito è che secondo Scacchi fino ad oggi non ha mai avuto la fortuna di incontrare un buon selezionatore di api regine di razza Ligustica.

Sono felice di aver costatato che il movimento apistico abruzzese non ha nulla da invidiare a quelle delle altre regioni italiane.

Scusatemi per il ritardo nella pubblicazione dell’articolo e continuate a seguirmi.

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