Compleanno Sofia

21.04.2014 Diario Apistico

Lunedì, insieme a mio fratello, abbiamo dato una controllatina agli sciami acquistati sabato e abbiamo notato che la più forte aveva già riempito di covata un telaino costruito inserito al momento dell’inarniamento. Abbiamo raccolto e messo in incubatrice le celle chiuse e scartate quelle ancora aperte; purtroppo qualche starter è ancora troppo debole per portare avanti tutte le celle.  Poi abbiamo verificato i due nuclei di fecondazione invernati lo scorso anno: ancora troppo presto per dividere. Ed in fine abbiamo fatto due stecche di traslarvi per la produzione di celle reali.

Nel pomeriggio sono stato in officina ad armare i telaini da melario con filo inox. Ormai gli sciami acquistati sono abbastanza forti per iniziare a costruire i melari, l’acacia  è alle porte e io non sono ancora pronto. Sul tardi ho caricato il carrello di tavole da portare a piallare visto che con la nostra non si riesce a lavorare.

Pioggia pre acacia

Martedi è arrivato il cattivo tempo, tutta pioggia che speriamo si trasformi in acacia nei prossimi giorni. In mattinata ho fatto appena in tempo a portare le tavola a piallare prima che si scatenasse il temporale. Mentre ero in falegnameria cera un estraneo che seguiva i lavori e alla fine ci ha aiutato anche a caricare il carrello. Mi sono chiesto chi fosse e cosa ci facesse li e alla fine l’ho scoperto: è il proprietario del terreno dove metterò la postazione M06 per l’allevamento dei fuchi. Nel pomeriggio abbiamo tagliato le tavole per fare i melari e la notte ho fatto fatica a dormire per i dolori alle braccia.

Melari con telaini da costruireMecoledì altra giornata di cattivo tempo, mare in burrasca e un vento che ti portava via. Ho lavorato un po al computer e poi di corsa in officina. Ho finito di tagliare i melari e ho iniziato a segnare i fori per l’assemblaggio ma poi sono tornato ad armare i telaini e montare i fogli cerei nella speranza che tornasse qualche spiraglio di sole. Si prevedeva ancora qualche giorno di maltempo e visto che le api sarebbero state senza fare niente almeno avrebbero costruito i telaini da melario. E così è stato quasi al tramonto sono riuscito a mettere i melari. Ho messo anche qualche telaino con fogli da fuco con la speranza che li costruiscano a breve.

Celle morte

Giovedì inizia proprio male, c’è ancora cattivo tempo e le celle in incubatrice sono morte. Solo dopo mi sono accorto che sbattendo la stecca per far cadere le api ho fatto cadere anche le larve sul fondo delle celle e per questo sono morte.

La giornata è stata interamente dedicata alla lavorazione dei melari, chiuso in officina a mangiare segatura, dopo tre giorni di cattivo tempo senza poter vedere le api e con i nervi a fior di pelle.

Maniglia melarioVenerdì, con il riaffacciarsi di qualche raggio di sole, è tornato il buonumore. La mattina ho continuato a tagliare i melari e nel pomeriggio ha preparato e provato la dima per fare le maniglie ai melari.

Sul Sabato ho concentrato tutte le ansie fino al punto di posticipare i festeggiamenti per il compleanno della piccola Sofia. Dopo quattro giorni di maltempo e l’acacia alle porte non potevo rischiare che gran parte delle colonie volassero via con la prime giornate di sole visto che lo scorso anno sono comparse le prime celle da sciamatura il 17 aprile.

Fresa rotta

La mattina ho aspettato che salisse un po la temperatura e sono andato a visitare le colonie sopravvissute del primo apiario. Con gran piacere ho notato che non c’erano ancora celle reali e cosa molto più importante che il divario è sempre più netto fra quelle individuate come madri tolleranti e quelle a cui va sostituita la regina. Dopo la visita ho fatto dei traslarvi e riposto in incubatrice le celle innestate lunedì.

Nel pomeriggio ho completato i fori per le maniglie dei melari e iniziato a preparare i primi kit di melari smontati. Durante la fresatura però una tavola con un nodo grasso ha spaccato la fresa e ora mi tocca ricomprarne due una per me e una per Diego che è stato così carino da prestarmelo.

Buona Pasqua

La Domenica di Pasqua ho approfittato della mattinata per visitare il secondo apiario, quello dedicato all’allevamento delle regine e produzione della pappa reale. Mi sono subito accorto che le api non sono salite a melario e che se volevo che lo facessero dovevo stringere a sei telaini. Più passa il tempo e più mi convinco che sei telaini Dadant per il nido sono il numero ideale a patto di gestire sciamatura e scorte. Ho cercato di stringere quelle che potevo e le altre le ho lasciate senza melario. Celle reali neanche l’ombra non capisco se la stagione è anticipata o no e anche l’acacia stenta a fiorire. Per l’ora di pranzo sono arrivati la moglie non la piccola e siamo andati a festeggiare la Pasqua.

La sfida della  prossima settimana sarà proprio farle salire le api a melario. Continuate a seguirci anche sulla nostra pagina Facebook.

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