Archivio mensile:febbraio 2014

24.02.2014 Diario Apistico

ApiarioLunedì sveglia di buon’ora per completare l’articolo per il diario apistico e cercare di capire come fare il fascicolo aziendale per dare inizio alle procedure di certificazione biologica. Ho iniziato il mio giro di telefonate da un numero preso su internet per arrivare dopo 4 rimbalzi ad un numero dove anche alle 10:00 del mattino non rispondeva nessuno e ho cominciato ad immaginare dove potesse trovarsi!? In riunione!? al ministero!? a giocare a golf!? no troppo presto e poi di lunedì è sicuramente al bar a fare colazione e pianificare il modo migliore per affrontare la settimana e chi se ne frega di quei poveri co…oni che devono fare il fascicolo aziendale. Ci rinuncio e vado a rilassarmi dalle mie api.

Nel pomeriggio la situazione non cambia: mi rendo conto che è in atto il saccheggio di una colonia, vedo delle api con ali deformi che scorrazzano in apiario provenienti da una colonia 5,3 e trovo una regina fucaiola nell’ultima colonia che mi mancava da visitare. Una pessima giornata dove si fa fatica a tenere i nervi saldi.

Martedì la ditta di trasporti mi ha annunciato l’arrivo del materiale apistico ordinato circa venti giorni prima e nell’attesa trasferisco la regina buona, che si trovava nella colonia con covata calcificata, in quella con la regina fucaiola dopo aver scrollato fuori tutte le api e per finire sopprimo la regina fucaiola.

Non è stato facile trovare il coraggio per farlo.

Merce

La merce è arrivata nel pomeriggio ed era la somma di un ordine mio e di altri due apicoltori che hanno deciso di costruirsi da soli le arnie.

L’ordine prevedeva 500 maniglie, 350 reti per fondi anti Varroa, 300 dischi 4 posizioni, 800 angolari, 200 porticine, 800 distanziatori, filo inox e un mantice di ricambio per un totale di 282 Kg di merce.

Rete fondo okMercoledì la giornata inizia praticamente con un infarto: mentre metto a posto la bolla della fornitura del giorno precedente vedo che le misure della rete dei fondi sono sbagliate. Vado di corsa in officina a verificare e con grande gioia constato che era tutto ok. E’ la prima volta che mi succede.

In mattinata ho continuato a controllare e dividere gli accessori per arnie e ho iniziato a vedere come poter confezionare i kit per arnie e ridurre al minimo lo spazio occupato nell’officina.

Nel pomeriggio sono venuti altri due amici apicoltori a ritirare la merce che abbiamo acquistato insieme.

FabbroGiovedì è stata la giornata dedicata alla realizzazione di una nuova piegatrice perché con quello che ho non riesco a realizzare coperchi per arnie da 12. La mattina sono andato dal fabbro per prendere i pezzi e nel pomeriggio mi sono fatto aiutare da mio fratello per saldarlo. Appena possibile farò un articolo per farvi vedere come costruirlo e potete trovare le foto ed il progetto sulla nostra pagina Facebook.

Dima avvitatura maniglieVenerdì mattina ho iniziato a confezionare i primi kit di arnie smontate e mentre facevo la selezione delle tavole migliori ho fatto dei segni dove avvitare le maniglie. Qui vedete la dima che ho usato per segnare le tavole; come potete notare uso dei chiodi tagliati su cui batto con il martello per lasciare un buchetto come segno sulla tavola, l’ho visto fare da qualche falegname ma non ricordo dove.

Nel pomeriggio visita da parte di un apicoltore con cuoi ho passato piacevolmente tutto il tempo.

Bancale kitSabato è stata una giornata faticosa e piena di soddisfazioni. La mattina ho continuato a realizzare i kit di arnie smontate, in modo da avere un po’ più di spazio in magazzino ed averle pronte per ogni evenienza. Sinceramente non credevo che fosse così faticoso e ci volesse così tanto tempo, ma dopo due mesi di duro lavoro è stato un piacere vedere i kit allineati sul bancale. Per ora ne ho montati una 40ina e me ne restano altri 200 fra nidi e nuclei di fecondazione. Ho lavorato bene in questi ultimi due mesi e sono riuscito a realizzare il doppio del materiale che avevo pianificato.

La regina che ti serviva

Lo scorso anno ho fatto un nuovo apiario con tre colonie formate dall’asportazione di covata delle colonie più infestate. La prima su 5,3 è deceduta ad inizio febbraio, mentre per le altre due mi ha portato la brutta notizia mio padre che non vedeva volo. Da tempo dovevo andare per riprendere i telaini costruiti ma c’era sempre una scusa per non andare.

Sabato pomeriggio dopo pranzo mi sono sentito la solita forza che mi scuote e mi diceva che se non lo avessi fatto subito poteva succedere qualcosa di peggio e sono andato. Appena arrivo trovo un paio di api sul predellino di una, tolgo il coperchio e vedo le api nel candito “ecco le becchime che si attaccano anche al candito …” Tolgo il candito per scuoterlo dalle api e guardate un po’ cosa trovo: la regina che mi serviva per la colonia orfana. Non ho perso tempo per metterla subito a dimora.

Sempre nel pomeriggio sono andato a vedere e valutare la postazione di un aspirante apicoltore. Ho visitato un posto bellissimo a pochi chilometri da casa mia che non avevo ma visto prima: La costa di Ripari di Giobbe.

Lanciano 25_02_14Domenica giornata di studio e aggiornamento professionale organizzato dall’Associazione Apicoltori Professionisti d’Abruzzo. Fin da subito ho capito che gli organizzatori della conferenza non erano degli sprovveduti; allestito in una sala del Polo Museale Santo Spirito, registrazione e cartellina come in tutti in congressi che si rispettino e sedie con poggia note fondamentale per chi deve prendere appunti.

OLYMPUS DIGITAL CAMERADopo l’apertura dei lavori da parte del presidente dell’associazione Luigi Iacovanelli apre i lavori Hans Beer apicoltore e divulgatore tedesco. All’inizio ha raccontato di Padre Adam e dei lavori di L. Armbruster e successivamente della selezione di api regine in base al colore e alle macchioline sul dorso, stavo per alzarmi ed andarmene quando ha cominciato a parlare di cose molto interessanti. Prima di tutto ha parlato della temperatura all’interno dell’alveare e dei lavori di Jurgen Tauz autore di “Il ronzio delle api“. Hans Beer gestisce le sue colonie su sette telaini distanti 7mm e usa celle 5,1 mm tutto per garantire una temperatura migliore all’interno della colonia, inoltre stringe le colonie anche in primavera per garantire una ripresa migliore. Successivamente ha affermato che i telaini di polline non sono una cosa buona  facendo riferimento agli studi di Thomas D Seeley, e ha suggerito di lasciare un telaino vuoto se si vuole aumentare la produzione di polline.

Dopo il buffe è stato il turno di Pierantonio Belletti dell’università di Udine e Presidente del Consorzio Apicoltori della Provincia di Gorizia,  che ha parlato di nutrizione e lotta alla Varroa. Sarà stato per l’ora infelice, per lo stile accademico della presentazione o per l’ansia che aveva di pubblicizzare e introdurre in Italia nuovi prodotti  per la lotta alla Varroa, che il suo intervento non mi ha esaltato più di tanto.

Nino ScacchiChi invece mi ha affascinato è stato Nino Scacchi che con molta semplicità ha raccontato la sua storia di apicoltore partito da una colonia di api raccolta nell’aeroporto dove lavorava è arrivato ad avere oggi 4000 colonie e 13 dipendenti che lavorano nella sua azienda Apicoltura Apostolo. La cosa che mi ha colpito durante le domande di rito è che secondo Scacchi fino ad oggi non ha mai avuto la fortuna di incontrare un buon selezionatore di api regine di razza Ligustica.

Sono felice di aver costatato che il movimento apistico abruzzese non ha nulla da invidiare a quelle delle altre regioni italiane.

Scusatemi per il ritardo nella pubblicazione dell’articolo e continuate a seguirmi.

17.02.2014 Diario Apistico

Vassoio fondo in legnoCome spesso accade, il lunedì mattina sono stato impegnato nello scrivere l’articolo sul diario apistico della settimana precedente; e poi di corsa in officina a preparare i cassettini di legno per i fondi. Purtroppo il lavoro è rimasto incompleto perché abbiamo deciso di riconsegnare il banco sega che ci avevano prestato e rimettere a posto il nostro. Non è proprio il caso di ricomprare un attrezzo usato quando ne abbiamo uno noi che possiamo tranquillamente usare.

Arnia con telaini di plastica

Martedì appuntamento con Diego per fargli vedere un po’ di api da vicino. Abbiamo aperto le tre casse su celle grandi con caduta di Varroa giornaliera prossima a 10, lo spettacolo non è stato bellissimo, le api non erano tantissime, poca covata e poche scorte e alla fine abbiamo stretto, aggiunto un po di scorte e incrociato le dita. Dario è stato molto bravo, all’inizio ha confuso le celle con polline con quelle di covata però ha trovato subito le regine non marcate, la prossima volta voglio vedere se riconosce i fuchi. Alla fine per non fare brutte figure ho aperto una colonia bella forte su 4,9 prossima a diventare uno starter per la pappa reale.

Nel pomeriggio ho completato l’articolo un banco sega economico per costruire arnie, che vi avevo promesso già per la settimana precedente, e sul finire della giornata sono tornato in officina per tagliare le tavole da portare a piallare e farci quindi i nidi.

Arnia 39

Mercoledì prima visita approfondita di tutte le colonie del secondo apiario. Sinceramente pensavo peggio, ho trovato una colonia su celle grandi con pochissime api a cui ho tolto subito tutti i telaini, per evitare che venissero attaccati dalla tarma, e una colonia orfana su celle piccole; tutte le altre stanno più o meno bene, hanno in media tre rose di covata, scorte non troppo abbondanti e spero riescano a vedere la primavera.

Nel pomeriggio ho fatto qualche lavoretto in officine e sul tardi ho caricato il carrellino con le tavole da portare a piallare l’indomani.

Bottega di Lucio

Il Giovedì la mattinata inizia presto con la prenotazione della stanza all’Eurohotel di Piacenza per Apimell 2014 (ho risparmiato più del 25% prenotando tramite Booking.com) e poi di corsa da Lucio per piallare le tavole. Mentre piallavamo mi ha svelato qualche piccolo segreto del mestiere e dopo un buon caffè sono ripartito per portare qualche tavola ad un amico apicoltore che su mio consiglio ha iniziato anche lui a costruirsi le arnie.

Nel pomeriggio ho fatto il conteggio della Varroa caduta negli ultimi 15 giorni che restano pressoché stabili sotto le 5 cadute giornaliere tranne che per quelle su celle grandi già segnalate in precedenza e altre due colonie su celle piccole che hanno una caduta intorno alle 10 giornaliere.

 Venerdì ho voluto sperimentare un altro tipo di comunicazione realizzando un filmato sulla prima visita di una colonia su celle piccole, la colonia che al momento presenta il livello di infestazione più basso pur avendo cambiato regina. Con questo filmato ho voluto aprire una nuova sezione del blog dedicato alle celle piccole o 4,9 dove parlerò delle tecniche e dei risultati che sto ottenendo nella lotta alla Varroa.

Banco sega 3Nel pomeriggio ho completato qualche coperchio mentre mio fratello ha iniziato a sistemare il vecchio banco sega. Prima di tutto abbiamo tagliato un foglio di multistrato da 22 mm di spessore, che stava li pronto da più di un anno, poi abbiamo preso le misure per tagliare con il seghetto alternativo la fessura dove far passare il disco. Per evitare che il multistrato si pieghi abbiamo deciso di saldare delle staffe alla struttura del banco e ampliare la superficie di appoggio. Speriamo di averla pronta per la prossima settimana perché c’è ancora molto da fare in officina.

 Sabato mattina sono finalmente riuscito a fare visita all’apiario di un carissimo amico apicoltore, Luigi quello delle tavole; le colonie per il momento sono pochine ma si lavora e si pianifica in sinergia per far crescere l’azienda e vivere di sola apicoltura. Approfittando di uno spiraglio di sole, abbiamo visitato una ad una tutte le colonie e  a parte una un po’ debole e a corto di scorte e un’altra purtroppo orfana, tutte le altre sono delle colonie ben popolate e già con tre telaini di covata.

Nel pomeriggio un lungo e meritato riposino in attesa della moglie e la piccola.

Domenica riposo.

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Un banco sega economico per costruire arnie

Un apicoltore che decide di costruirsi da se l’attrezzatura apistica deve organizzare la propria officina in modo da essere in grado di realizzare normalmente una 20ina di arnie per api, una 60ina di melari e almeno 800 telaini, e a seconda dei programmi di espansione questo numero dovrà ripetersi per 4/5 anni.

Facendo due conti ogni anno un apicoltore dovrà spendere almeno 2000€ + 22% di Iva per acquistare queste attrezzature apistiche, mentre costruendole da se riesce a risparmiare la metà circa, con cui può pagarsi il lavoro o acquistare altro materiale e macchinari per la propria officina. Quindi per far si che l’auto costruzione delle arnie sia conveniente sin dal primo anno abbiamo a disposizione meno di 1200€ per acquistare i macchinari per la nostra officina.

Banco sega portatile

Bosch PTS 10La macchina principale per costruire i materiale apistico è naturalmente la sega che serve per tagliare le tavole di abete e con cui si riesce a fare la maggior parte delle lavorazioni compreso gli incastri.

Scartati i seghetti alternativi o le seghe circolari a mano con cui si può fare veramente poco e male, all’inizio mi sono orientato verso un banco sega portatile tipo quello della BOSCH PTS 10, perché lo avevo provato e nella mia inesperienza mi sembrava che potesse andare. Mi ero deciso a comprarlo ma poi grazie all’insistenza di mio fratello ne ho ritardato l’acquisto.

Ero alle prime armi e completamente inesperto per poter scegliere obiettivamente la migliore sega per la mia officina e come spesso accade ho cercato di parlare con i migliori esperti del settore e farmi consigliare. Cercando sulla rete ho incontrato Kelly Melher autore del libro The Table Saw Book da cui ho imparato tutto quello che mi serviva.

The Table Saw Book

Ho imparato che i banchi sega portatili sono utile per le officine anguste o garage, e possono essere riposti facilmente. Possono tagliare tavole di abete con spessore di 2-3 cm e lunghe poco più di un metro o fogli di multistrato non troppo grandi. E’ possibile tagliare spessori più grandi ma sforziamo il motore compromettendolo.

Hanno la lama montata su un mandrino che lo collega direttamente all’albero del motore e sono molto rumorosi fino al punto di richiedere delle protezioni, inoltre il motore non è fatto per lavorare molto legname.

Non hanno in dotazione una base per poter lavorare comodamente e in sicurezza ma sono relativamente economici e vanno dalle 400€ alle 700€.

Banco sega da cantiere

Preso coscienza del fatto che una banco sega portatile non poteva andare bene, ho cominciato a cercare qualcosa di simile che avesse delle gambe su cui poggiare un piano di lavoro più ampio, un motore più potente e con trazione a cinghie che mi permettesse di lavorare silenziosamente anche spessori più grandi e che naturalmente costasse all’incirca lo stesso prezzo.

Banco segaLa scelta è caduta su un banco sega da cantiere che mio fratello aveva ormai dato per spacciato e su cui abbiamo appoggiato un foglio di multistrato preso da un vecchio bancale e cambiato il disco con uno da 72 denti comprato in una ferramenta.

Le prime volte non è stato un piacere tagliare, l’albero e i cuscinetti erano rovinati e ogni volta che si tagliava cera un rumore infernale e una nuvola di polvere di segatura. Dopo qualche settimana l’abbiamo portato da un tornitore per farlo rettificare e sostituire i cuscinetti. Tutta un’altra storia, non faceva più tutto questo rumore e non cera più di tanta polvere in giro.

Banco sega 2Dopo un bel po’ di tagli un condensatore è saltato e parlando con il tecnico ci ha detto che era meglio sostituirlo. Effettivamente anche se il motore andava ancora, aveva subito un allagamento ed era in corto, infatti lavoravamo senza messa a terra ma era pericolosissimo. Ne abbiamo comprato uno nuovo uguale da 2,8 CV che però dobbiamo ancora montare.

Banco sega 1In sostituzione abbiamo attrezzato un altro banco sega, simile a quello nella foto, prestatoci da un amico muratore che lo teneva buttato all’aperto. Cercando su internet ho visto che un banco simile, con motore da 3 CV, nuovo costa circa 550€.

Il pregio di questi banchi è che sono potenti e costano relativamente poco, hanno il minimo indispensabile ed il piano può essere ampliato con del multistrato da 22 mm e relativa struttura portante. Sono inoltre silenziosi, possono lavorare per ore e sono abbastanza pesanti per rendere preciso il taglio.

Il mio consiglio è di cercarne uno usato in buono stato , non esteticamente ma nel motore, nell’albero e nei cuscinetti; si riesce a risparmiare e si fa tranquillamente il lavoro.

Combinata

Taglio incastroMolti credono che acquistando una combinata si riesca a fare bene il lavoro, soprattutto per gli incastri e la piallatura delle tavole, ma secondo me non è sempre così. Prima di tutto si spendono molti più soldi per delle attrezzature che non verranno usate, inoltre non credo sia facile ampliare il piano di lavoro per tagliare comodamente delle tavole da 2 mt o fogli di multistrato, la pialla non è mai da 41 cm e quindi non risolve il problema della piallatura delle tavole per i nidi, gli incastri si possono fare anche solo con la sega circolare, e si può fare una sola lavorazione per volta.

Ovviamente se uno ha una combinata o riesce a procurarsela ad un buon prezzo è sempre una macchina di qualità superiore rispetto al banco sega da cantiere.

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10.02.2014 Diario Apistico

Foratura nidi

La settimana è iniziata lunedì mattina presto, approfittando di un po’ di calma ho iniziato a buttare giù il diario settimanale e dopo aver accompagnato la piccola all’asilo sono partito per Vallevò. Nel pomeriggio ho ripreso il lavoro sui nidi che avevo lasciato in sospeso la settimana prima, ero un po stanco e alla fine non ho fatto molto.

L’indomani mattina ho continuato a lavorare sui nidi in officina e poco prima di pranzo son andato dal fornitore di legnami per valutare e acquistare i materiali che avevo ordinato da diversi mesi, in particolare le tavole di abete per i nidi e il multistrato di pino per i cassettini del fondo.

Tavole legnoComprare i materiali non è come andare al supermercato e comprare la nutella, spesso non ci sono in magazzino e se quello che c’è non ti piace, devi aspettare che finisce prima che fanno un nuovo ordine, poi quando arriva qualcuno che lo acquista prima di te o è di qualità inferiore al precedente e siamo di nuovo al punto di partenza. Dopo un’estenuante attesa mi sono deciso ad ordinare direttamente un bancale di 120 tavole sincerandomi che arrivasse da una buona segheria. Le tavole mi sono state portate direttamente a casa è ho avuto uno sconto accettabile sul prezzo finale.

Mercoledì è stata una giornata in cui non ho trovato la forza per fare molte cose. Ho passato la mattinata realizzando una attrezzo per fare le scanalature ai nidi in maniera più precisa e in sicurezza e prima di pranzo mi sono divertito a filmare la mia

  migliore colonia su celle 4,9 con distanza interfavo 32 mm.

Creata a giugno 2013 da una sciame artificiale proveniente sempre da una colonia 4,9 e con carico di Varroa praticamente nullo, è riuscita sempre a tenere bassa la popolazione di acari anche introducendo una nuova regina a settembre e non trattandola mai. Durante l’inverno ho registrato una caduta media giornaliera di 0,4 Varroe.

 

Taglio porticinaGiovedì altra giornata di duro lavoro in officina per completare le lavorazioni dei nidi e dei fondi. In mattinata abbiamo completato le scanalature per i poggia telaini, gli incastri laterali e gli incastri con il fondo; nel pomeriggio abbiamo ritagliato le porticine e iniziato a tagliare i fogli di multistrato per i cassettini dei fondi. Sulla nostra pagina Facebook potete trovare le altre immagine sulle lavorazioni delle arnie.

Sempre in mattinata mi sono preso un’oretta per controllare gli apiari e sostituire il candito alle arnie che lo avevano finito, ho comunque avuto la sensazione che in questa settimana le api hanno mangiato poco forse per le belle giornate di sole.

Venerdì mattina mi sono rinchiuso in casa cercando di mettere a posto una volta per tutte la mia postazione multimediale, e dopo un bel po di fatica sono finalmente riuscito a connettermi ad internet dalla mia cucina. Nel pomeriggio una gran sfacchinata per potare qualche albero con edera che faceva troppa ombra sul’apiario.

Sabato, visto che ormai non avevo più scuse, ho cercato di buttare giù l’articolo sulla scelta della sega circolare ma alla fine non ho resistito e prima di riuscire a completarlo sono corso a vedere come stavano le api con la bella giornata di sole e l’edera tagliata che gli faceva ombra. Devo dire che il gran lavoro fatto si è visto subito perché l’apiario era un viavai di api.

Nel pomeriggio ho deciso di aprire due arnie, quella con covata calcificata, per verificare se la regina aveva deposto sul telaino di plastica e un’altra colonia molto forte, per vedere lo stato della covata. Ho iniziato da quella più forte e con grande stupore ho trovato tre bei telaini di covata, non piene ma uno era addirittura al secondo ciclo, la classica faccina che ride. Anche se quello che avevo visto non mi rallegrava molto perché voleva dire che non cera stato blocco di covata e che avrò seri problemi di Varroa, fa comunque sempre piacere vedere una colonia fortissima.

All’apertura della colonia con covata calcificata lo stupore: una regina con al massimo un centinaio di api. Con calma e sangue freddo ho riaperto la colonia fortissima, ho cercato la regina non marcata e non vista in precedenza, e ho trasferito due telaini di covata con api nella colonia debole e rimesso quelli di plastica in quella forte. Ho naturalmente stretto la colonia debole e ho notato che in pochi minuti le nuove api sono accorse a pulire i telaini con api morte. Nei prossimi giorni starò molto attento nel verificare lo stato di salute della colonia perché a forte rischio malattie.

Dopo il tramonto di nuovo in officina a tagliare i fogli MDF per i coperchi e fare un po di spazio in officina. La sera una bella pizza fatta in casa e via a dormire presto perché l’indomani ci sarebbe stato il corso AIAAR.

 Domenica partenza alle 7 da Lanciano destinazione Teramo per il corso sull’allevamento delle api regine insieme a mio fratello Dante e altri due amici apicoltori Valerio e Davide. Mi aspetta una giornata di informazioni da dare e da ricevere.

E infatti la giornata non si smentisce: al momento della registrazione al corso, il presidente dello AIAAR Gabriele Milli si mette a parlare con me e mi fa i complimenti per il sito e il tipo di comunicazione che sto facendo e mi invita ad Apimel 2014. Vi lascio immaginare il mio stupore e la soddisfazione per un lavoro che porto avanti da diversi mesi e che poco centra con l’apicoltura.

Nella pausa caffè ho parlato con un valutatore della Zardi Deanna, azienda convenzionata con il CRA-API per la valutazione delle api regine inviate dagli allevatori iscritti all’albo nazionale. Una grande opportunità in vista delle valutazioni che dovrò fare sulle mie api per individuare le madri migliori.

Durante la pausa pranzo altri contatti. Inizialmente ho chiacchierato con due giovani apicoltori che avevano frequentato il corso di pappa reale con me ad Ercolano e mi hanno detto che sono riusciti a fare circa 4kg di pappa con una dozzina di arnie, regine da miele e stecche fai da te. Poi mi hanno parlato dei problemi che hanno avuto con la peste americana introdotta nei loro apiari dall’acquisto di sciami addirittura con certificati sanitari, cosa che mi ha fatto meditare molto.

Poi ho parlato con un appassionato Biologo interessato alla mia sperimentazione sulle celle piccole ed infine, mentre tornavamo nella sala per il corso, l’informazione pronta all’uso stecche da pappa a 0,80 € grazie alla dritta che mi ha dato Angelo.

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03.02.2014 Diario Apistico

Disco a 72 dentiLa mattinata di lunedì è passata scrivendo l’articolo sul diario apistico. Non avendo ancora sistemato la postazione multimediale mi ritrovo sempre a scrivere gli articoli all’ultimo momento. Nel pomeriggio sono andato in giro con mio fratello in cerca di un nuovo disco per la nostra sega circolare, quello che abbiamo comprato in tutta fretta lo scorso anno non si è rivelata all’altezza della situazione e in previsione dei tagli più precisi per il nido abbiamo deciso di acquistarne uno nuovo. Per i nostri lavori usiamo un disco a 72 denti perché dobbiamo tagliare sia tavole in abete che fogli di multistrato; l’ideale sarebbe averne anche uno da 48 denti per i tagli grossi e risparmiare quello da 72 ma per ora abbiamo deciso di aspettare.

Costruzione arnieMartedi mattina, dopo una settimana dal trasloco, mi sono accorto che per l’ennesima volta mi trovavo sommerso dagli scatoloni di cartone, mi sono quindi deciso a rimontare almeno l’armadio Ikea per fare spazio.

Nel pomeriggio abbiamo montato il nuovo disco da 72 denti e sotto a tagliare i nidi.

 

 

Mercoledì, sempre approfittando della bella giornata, ho fatto visita agli apiari. Ho rimesso il candito a quattro colonie che lo avevano finito e ho fatto il conteggio delle Varroe cadute negli ultimi 14 giorni. Ci sono 4 colonie, tutte a celle tradizionali, dove la caduta si aggira intorno ad una 10ina al giorno e la situazione è preoccupante, mentre nelle altre la caduta si mantiene sotto le 4 unità e addirittura in alcune è inferiore a 1.IMG_0657

Dopo un anno di sperimentazione con celle piccole e senza trattamenti per la Varroa, comincio a notare delle differenze sostanziali rispetto alle colonie con celle normali. E’ ancora presto per dirlo ma credo che la strada intrapresa possa portare a buoni risultati.

Osservando i cassettini ho notato che, dopo la settimana di freddo, le colonie hanno iniziato a toccare le scorte e in una ho trovato dei residui strani che non saprei decifrare, sembrano escrementi della tarma della cera ma sono rossi. Secondo voi cos’è?

La giornata di giovedì è passata cercando di sistemare la postazione multi mediale e scrivendo l’articolo su i materiali per costruire le arnie. Non pesavo che fosse così faticoso gestire un blog ma alla fine le visite e i commenti lo hanno ripagano ampiamente.

CuccioliVisto che ho deciso di cambiare lavoro per uno stile di vita migliore, venerdì sono partito per Macerata per incontrare il resto della famiglia e passare con loro il weekend. Prima di partire sono passato dal fioraio e in profumeria per prendere qualche regalino e via di corsa verso un weekend di giochi e coccole.

 

Continuate a seguirci come avete fatto fino ad ora, e se volete un aggiornamento quotidiano visitate la nostra pagina Facebook.