Archivio mensile:gennaio 2014

I materiali per costruire un’arnia

Per costruire un’arnia per api non bastano una sega circolare e un progetto, servono anche tavole di Abete e fogli di lamiera zincata. Chi si avvicina per la prima volta al fai da te, cerca di arrangiarsi come può usando spezzoni di tavole e lamiere rimediati in giro, tavole di altra essenza come quercia o castagno, o addirittura cercando di smontare bancali dismessi.

Questo è possibile, ma alla fine il gioco non vale sempre la candela. Se pensate di fare dell’apicoltura una fonte di guadagno, non bastano le quattro arnie che riuscite a costruire con gli spezzoni o smontando bancali, e quelle costruite con altre essenze sono troppo pesanti e alla fine la vostra schiena ne risentirà. A questo punto è meglio comprarle, risparmiate tempo e fatica e la qualità è sicuramente superiore.

Quindi per partire con il piede giusto, e costruirsi delle ottime arnie, occorre avere un buon progetto, un’attrezzatura minima e riuscire a procurarsi i materiali appropriati. Inizio questa serie di articoli sull’officina dell’apicoltore, con i materiali perché è la domanda che mi viene posta più di frequente e non è difficile trovare su internet i progetti per la sua costruzione.

Coperchio

Lamiera tagliataPartendo dal coperchio la prima cosa da procurarsi sono i fogli di lamiera zincata dello spessore di 3/10 (tre decimi, pari a 0,3 mm). Normalmente si trovano nelle ferramenta più fornite o rivenditori di profilati in metallo e vengono venduti in fogli 1×2 mt al prezzo di 7-8€. Non entrano nel bagagliaio di una utilitaria e con un foglio riuscite a farci due coperchi sani e uno rappezzato o se volete potete farci un coperchio per portasciami.

PalancheLa scatola in legno, da rivestire con la lamiera, la realizzo con listelli di abete dello spessore 17 mm. Listelli dello stesso spessore vengono utilizzati per realizzare i coprifavi e la cornice del fondo dove viene inchiodata la rete anti Varroa. A tale scopo ho deciso di utilizzare per comodità tavole di abete 40x250x4000 mm o palanche, che si trovano tranquillamente nei rivenditori di materiale edile al prezzo di circa 13,5€ . Faccio prima dei tagli longitudinali dell’ampiezza di 88mm, poi dei tagli trasversali della lunghezza appropriata, ed in fine divido lo spessore della tavola in due ( 38 ‘effettivi’ – 4 ‘lama circolare’) / 2 = 17mm. Normalmente con una palanca riesco a farci 10 coperchi e mi avanza legname per 10 coprifavi. Poiché le tavole sono lunghe 4 mt sono costretto a tagliarle per poterle portare con il carrellino.

Scatola coperchioUna volta realizzato il telaio del coperchio, chiudo la parte superiore con un foglio rettangolare 478×544 mm ritagliato da un foglio MDF da 4x2200x3050 mm che compro normalmente da un rivenditore di legnami a 15€ e divido in due per trasportarlo con il carrellino. Dal foglio ricavo 24 coperchi e fate attenzione perché ci sono anche fogli 4x2170x3050 dove ce ne farete di meno e lo scarto sarà superiore.

Coprifavo

CoprifavoIl coprifavo è molto simile al coperchio tranne che per la lamiera zincata e il coperchio realizzato con un foglio 500×433 mm ritagliato da un foglio più grande di multistrato di abete 9x1220x2440 mm che compro sempre dal rivenditore di legnami a circa 18€ e lo trasporto tranquillamente con il carrellino. Dal foglio ne ricavo dieci con un po’ di scarto. Per la scatola uso sempre la stessa tecnica del coperchio solo che in questo caso l’altezza è di 62mm.

Nido e Melario

Tavole nidoIl nido è la parte dell’arnia più importante e per la maggior parte degli apicoltori deve avere uno spessore di 25mm e ogni lato costituito da una tavola unica di abete. Non è facile trovare una tavola di questo tipo e per fortuna il rivenditore di legnami vicino casa vende una tavola di abete 30x360x4000 mm a 16€ con cui riesco a realizzare 4 nidi ogni 2 tavole e mi avanza un pezzo laterale del nido. Per trasportarle con il carrellino le devo tagliare in due e per realizzare i melari si può usare la stessa tavola divisa in due. Un gran vantaggio per gli standard di produzione.

Prima di poterla usare però, la tavola va piallata con una pialla a spessore per portarla a 25mm e un’ampiezza di 36 cm richiede un tipo di pialla professionale alimentata a 380V che scoraggia qualsiasi hobbista.

Per superare questo ostacolo ci sono due possibilità:

  • Trovare un falegname disposto a piallarle ad un prezzo accettabile che si aggira intorno ai 25€ l’ora incrementando di circa 2€ il costo di ogni tavola.
  • Usare una pialla da 21 e fare solo melari; una pialla da 21 è facile da trovare e si alimenta con 220V e per realizzare il nido si possono sovrapporre 2 melari. Se si cambia idea il lavoro ed il materiale non viene sprecato perché possono essere riusati ancora come melari.

PiallaPersonalmente adotto entrambe le soluzioni, per realizzare i nidi mi faccio aiutare da un falegname mentre per i melari uso la mia DeWalt 1150. In primavera ho intenzione di testare il doppio melario e in caso positivo eliminare i nidi e telaini da nido e passare definitivamente ai doppi melari con telaini da melario.

Fondo

FondoIl fondo viene realizzato con due muraletti 40x50x495 mm con sopra inchiodata una cornice di listelli dello spessore 17mm e ampiezza 42mm fatta eccezione per il predellino che è larga 62mm come i listelli del coprifavo (fatto appositamente per ridurre i tipi di taglio). I due muraletti della base sono spezzoni di un muraletto di abete 40x50x4000 mm che compro a blocchi di nove dal fornitore di legnami e li pago meno di 3€ l’uno e con ognuno di essi ci realizzo le basi per 4 fondi. I listelli per la cornice vengono sempre ricavati tagliando longitudinalmente le palanche e con una tavola ce ne realizzo circa 12.

Un discorso a parte va fatta per la rete da applicare al fondo anti Varroa. Dopo un’estenuante ricerca sono riuscito a capire che viene usata una rete zincata e stirata del tipo Q6 dello spessore di 0,8 mm ma non sono riuscito a trovare un rivenditore che vendesse la rete ad un prezzo conveniente rispetto a quello fatto pagare dai rivenditori di materiale apistico. Se ne trovate uno fatemelo sapere.

Conclusioni

Come potete immaginare non è stato facile reperire questo tipo di informazioni, ed in particolare riuscire ad utilizzare al meglio le misure standard disponibili sul mercato senza spreco eccessivo dei materiali. Spero, con questo post di aver risposto alla maggior parte delle vostre domande e di avervi suggerito le giuste parole chiavi per chiedere ai vostri fornitori. Ho cercato di darvi anche un riferimento economico in modo da valutare correttamente i vostri acquisti, anche se i prezzi che vi ho segnalato hanno uno sconto falegname che mi applica il mio fornitore.

Mi piacerebbe avere anche uno sconto lattoniere ma per il momento non sono ancora riuscito a trovare il giusto fornitore e se qualcuno di voi vuole aiutarmi ben venga.

Continuate a seguirmi e ricordatevi di seguire la nostra pagina Facebook per l’aggiornamento quotidiano delle nostre attività.

27.01.2014 Diario Apistico

La settimana apistica inizia martedì, per il trasloco completato il giorno prima, con lavoretti leggeri perché ancora stressato dal weekend movimentato. In mattinata ho continuato a lavorare sui fondi e appena uscito un po’ di sole ne ho approfittato per rilassarmi e aprire una delle arnie con più Varroa.

Telaino di plasticaL’idea era quella di iniziare subito la conversione a celle piccole per evitare di perderla ed utilizzare uno degli ultimi cinque telaini di plastica ancora in magazzino . Appena aperto però una brutta sorpresa, la covata era irregolare e le larve erano morte probabilmente per un colpo di freddo. I telaini presentavano i classici sintomi della covata calcificata con covata irregolare, api morte e ammuffite nelle cellette e larve morte con la parte bassa color marrone. Dopo aver consultato il Contessi, ho capito che l’unica cosa che potevo fare era inserire un cassettino di compensato per aiutare la colonia a tenere alta la temperatura, una copertina isolante nel coprifavo e aspettare la primavera per sostituire la regina.

Mercoledì visita di routine negli apiari, dopo aver lavorato in mattinata sui fondi e sui coprifavi. Approfittando della bellissima giornata ho controllato esternamente tutte le colonie e sostituito il candito a nove colonie che lo avevano finito.

Primo decesso del 2014Nell’ultimo apiario, dove ho confinato gli sciami frutto dell’asportazione della covata ad inizio settembre, la spiacevole sorpresa: il primo decesso per Varroa della stagione 2014. Inizialmente me ne sono accorto perché ho trovato una quantità spropositata di residui d’opercolo sul cassettino e la conferma l’ho avuta aprendo l’arnia. Pochissime api morte, niente regina e scorte saccheggiate. Non nutrivo molte speranze sulla colonia anche perché era su celle classiche.

Nel pomeriggio di nuovo in officina per tagliare i coprifavi.

Giovedì e Venerdì sono stati due giorni passati in casa a sistemare il sito internet ed acquistare gli accessori ormai diventati indispensabili per il completamento delle arnie. In particolare ho usato questi due giorni per farmi fare offerte dai fornitori, intavolare una trattativa e cercare di inviare un ordine prima della fine della settimana e avere il materiale nella prossima . Ma niente da fare, ordini rinviati all’inizio della prossima settimana, e se considerate i tempi del bonifico e della spedizione se ne vanno altri 15 giorni.

Sabato e arrivato il freddo e dopo tanto tempo ho risentito il rumore del mare in burrasca. Appena dopo aver fatto il filmato mi sono chiusa nella mia officina, che per fortuna oltre a essere spaziosa è anche riscaldata, e mi sono messo a fare i tagli per le scatole dei coperchi.

La cosa che veramente mi affascina di questo nuovo lavoro è che qualsia difficoltà incontro prima o poi parlo con qualcuno che mi aiuta a risolverlo. Ricordate il fabbro della scorsa settimana o l’apicoltore di Teramo? Tutti avevano da darmi un consiglio o una soluzione alle mie difficoltà e per questo ogni volta che incontro qualcuno cerco di capire quale informazione mi sta portando.

E per restare in tema sabato pomeriggio suono a casa di mio fratello e mi apre un signore che non conoscevo; era l’installatore dell’impianto di sicurezza. Forse sapete che voglio informatizzare l’apiario ed inserire un sistema di sicurezza e molto probabilmente non sapete che voglio realizzare uno stereoscopio usando una webcam e delle lenti con attacco M12 che usano nei sistemi di videosorveglianza. Mi fermo qui e non vado oltre.

Lavorazione lamieraDomenica è stata una giornata interamente dedicata alla realizzazione dei coperchi in lamiera. Sono riuscito a farne 50 e sulla nostra pagina Facebook trovate le alte foto sull’intero ciclo di lavorazione.

Non dimenticatevi di cliccare su “Mi piace”.

 

Continuate a seguirci come avete fatto fino ad ora.

L’officina dell’apicoltore

Da quando ho iniziato a condividere le mie esperienze da apicoltore, l’officina e la costruzione delle arnie per api hanno suscitato sempre un grande interesse. Ogni volta che un apicoltore entra nell’officina fa un respiro profondo di liberazione e mi dice:

“E’ sempre un gran piacere entrare qui …”

Alla vista non è un granché, c’è un gran disordine ma gli odori sono unici. Segatura di abete, lino cotto, propoli e estratti di bucce d’arancio (limonene) danno al locale un odore inconfondibile. A parte questo però, credo che la cosa che li rende particolarmente felici è vedere realizzate arnie, melari, telaini e supporti per arnie e avere la possibilità di conoscere i segreti per auto costruirseli.

Anche sulla rete vedo che molti apicoltori sono interessati a questo tipo di informazioni e fanno fatica a reperirle. Con questo post voglio quindi dare inizio ad una serie di articoli per far entrare virtualmente anche voi nella mia officina e darvi la possibilità di scoprire i segreti per l’autocostruzione delle attrezzature apistiche.

Scarta di legnamePer prima cosa vi parlerò dei materiali che utilizzo normalmente nella costruzione delle attrezzature apistiche, quali sono le loro caratteristiche tecniche, le misure che uso normalmente, dove li acquisto e quanto costano.

imagePoi vi svelerò i segreti per scegliere un banco sega economico, indispensabile per tagliare le tavole di abete e realizzare il materiale apistico. Vi dirò quali sono le caratteristiche a cui dare la massima importanza e come realizzare un banco economico e funzionale come il mio.

imageA seguire vi intratterrò con la cesoia e la piegatrice, altri due strumento indispensabile per il taglio e la piegatura a scatola delle lamiere e la realizzazione dei coperchi delle arnie. Vi farò vedere come è possibile tagliare la lamiera come fosse cartoncino e come realizzarne una piegatrice con pochi euro per piegare facilmente la lamiera dei coperchi.

imageIn fine vi parlerò dell’assemblaggio delle varie parti. Come scegliere la chiodatrice, indispensabile per velocizzare le operazioni di unione delle varie parti, o l’avvitatore per avvitare le viti usare per accoppiare le parti delle arnie.

Questo è solo l’inizio, il minimo indispensabile per auto costruirsi un’arnia, e se pensate che debba aggiungere qualcosa fatemelo sapere.

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19.01.2014 Diario Apistico

 Lunedì è stata una giornata interamente dedicata alla burocrazia, una giornata persa per  richiedere l’ASPI e meno male che me lo sono fatto da solo via internet perché altrimenti avrei dovuto fare una decina di viaggi Vallevò – Roma, mi è subito venuto in mente Asterix e Obelix quando dovevano ottenere il lascia passare A 38. Ora mi resta solo da capire se riesco a riscattarla tutta diventando imprenditore agricolo.

Foratura dei fondi

Martedì è stata una giornata passata a fare conversazione. Ho iniziato cercando di convincere l’amministratore del gruppo Facebook Apicoltura che le mie condivisioni non erano spot al sito, ma link a contenuti attinenti e frutto della mia esperienza, e che avrebbero comunque creato interesse e dibattito come accaduto in precedenza; ma evidentemente una visione arcaica dei social network gli ha portato a rifiutare questo tipo di condivisione  perché fatto dal diretto interessato. Quindi se pensate che un mio post sia interessante e fate parte del gruppo Facebook Apicoltura condividetelo perché a me è stato vietato. Il resto della mattinata è passata facendo una dima per fare i buchi ai fondi.

 Mentre dall’officina tornavo a casa per pranzare, mi sono fermato a filmare il nocciolo fiorito con le api intente a raccogliere polline.

Nel pomeriggio ho ricevuto la visita di un altro apicoltore che vuole auto costruirsi le arnie. Ho iniziato facendogli vedere come costruivo i fondi, i coprifavi e i coperchi; poi gli ho fatto vedere i nuclei di fecondazione e le trappole da polline su nido, e infine i supporti autolivellanti.  Tra una chiacchiera e l’altra è arrivata l’ora di cena senza aver concluso molto.

 Mercoledì mattina mi sono alzato presto e ho iniziato a tagliare il legname per assemblare i coprifavi e appena dopo pranzo ho approfittato della comparsa del sole per visitare gli apiari e reintegrare il candito. Le colonie sono tutte vive  e guardando i cassettini sono cadute in media 5 Varroe al giorno, tranne un paio che sono oltre le 10. Niente male considerando che non ho fatto nessun trattamento. Nel ritorno ho filmato le api sull’acitosella.

CoprifaviGiovedì è stato l’ultimo giorno della settimana dedicato alle api pima di rientrare a Roma per il trasloco. In mattinata ho continuato a tagliare le tavole per i coprifavi mentre nel pomeriggio, poco prima di partire, altri apicoltori sono venuti a vedere la nostra officina. Mi sa che qui si chiacchiera e non si lavora.

Il giovedì è anche il giorno dedicato all’approfondimento tecnico e questa volta volevo parlare dell’officina dell’apicoltore: tutti gli attrezzi indispensabili per auto costruirsi le arnie. Purtroppo il trasloco e le condizioni precarie della postazione multimediale mi hanno costretto a rinviare l’uscita di una settimana.

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12.01.2014 Diario Apistico

La settimana apistica è iniziata di mercoledì con un piacevole incontro con un apicoltore di Teramo, tappa intermedia del viaggio di ritorno da Macerata a Vallevò. Inizialmente abbiamo parlato della mia scelta e dell’impulso che stavo dando a tutti coloro che vorrebbero diventare apicoltori professionisti, dei nostri inizi, delle motivazione che ci hanno portato a questa scelta e dei testi che più ci hanno aiutato nell’apicoltura finendo per parlare anche di Alessandro Pistoia e come contattarlo in rete. Poi abbiamo parlato delle varie tecniche di allevamento e della standardizzazione del materiale, ricevendo dall’esperienza di Carlo un monito sull’utilizzo dei doppi telaini da melario al posto del nido, da lui chiamata la divisibile, e il fantastico consiglio di coprire con tettoia le arnie per l’allevamento delle api regine e della pappa reale in modo da poter operare anche con la pioggia. Alla fine ci siamo lasciati con la promessa di rivederci il 9 febbraio in occasione del corso AIAAR.

Nel pomeriggio sono andato ad acquistare, da un rivenditore di materiale edile, i tavoloni in abete 4x25x400 per la realizzazione dei fondi, coperchi e coprifavi. Ne ho acquistati 34, praticamente tutti quelli che avevano in magazzino e ci sono dovuto tornare l’indomani per riuscire a portarli tutti a casa.

Tavole piallateGiovedì ho approfittato della disponibilità di Lucio per piallare 25 tavole 3x36x400 che uso per la realizzazione dei nidi. Questo è stato il primo giorno di lavoro senza G.R.A. e mi sentivo benissimo. Tutti i signori del paese incuriositi dal carrello entravano in falegnameria e mi sono ritrovato a parlare con persone che non vedevo da vent’anni; lo stress lo avevo lasciato a Roma. Sempre in mattinata, quando sono tornato a prendere l’altro carico di tavole dal rivenditore di materiale edile, sono stato avvicinato da un loro dipendente che mi ha chiesto se lo aiutavo a diventare apicoltore. Naturalmente gli ho dato il mio numero di cellulare e la massima disponibilità ad aiutarlo in questa avventura.

Verniciatura fondiNel pomeriggio ho continuato la verniciatura dei fondi in modo da dare il tempo all’olio di lino di asciugarsi e completare la verniciatura il prima possibile. Il metodo che ho deciso di adottare in azienda è improponibile: stendo prima due manini di propoli alcolica, poi una mano di lino e limonene al 50% e poi un’ultima mano di limonene con cera sciolta. In questo modo, per verniciare gli 80 fondi già assemblati con il pennello ci sarebbe voluto un mese di lavoro, abbiamo quindi pensato di riempire un coperchio con le vernici ed immergervi il fondo in modo da velocizzare le operazioni. Il blocco di cemento centrale serve a ridurre la vernice necessaria per mantenere il giusto livello.

Vecchio pascqualeVenerdì ho ripreso il mio vecchio pasquale, che non portavo più da vent’anni, e sono andato a fare un carico di fogli di multistrato per assemblare i coprifavi. Prima di partire ho tentennato un pochino perché cera un nebbione e un freddo bestiale ma alla fine mi sono fatto coraggio e sono partito. Ho caricato il materiale e mentre stavo pagando ecco che vedo entrare il magazziniere che dice “… perché qui c’è un altro apicoltore” e vedo entrare due signori e uno aveva il frontale di un nido in mano. Era successo che un signore del posto, che lavora l’inox e conosce gli apicoltori della zona, aveva accompagnato questo apicoltore di Frosinone per scegliere il legname per realizzare le proprie arnie. Dall’apicoltore non sono riuscito a ricevere informazioni interessanti mentre il signore che lavora l’inox mi ha promesso che mi farà visitare i vari laboratori di smielatura che ha realizzato e poi mi tornerà utilissimo per realizzare il disopercolatore manuale.

Banco sega in cortoNel pomeriggio insieme a mio fratello ci siamo concentrati sui tagli del materiale acquistato e proprio sugli ultimi tagli il banco sega è andato in corto. Ci siamo presi un gran spavento perché lo abbiamo preso in prestito da un carissimo amico e comprare un motore nuovo non bastano 200 €. Per fortuna che è andato in corto solo la scatola degli interruttori perché era stata rimontata male.

Lamiera zincataSabato, con la sega fuori uso, non mi restava che andare a comprare altro materiale per la costruzione delle arnie; 50 fogli di lamiera zincata da 3/10 alla modica cifra di 7,5€ l’uno. E’ evidente che la prima cosa da fare è trovare un nuovo fornitore di lamiere zincate.

Nel pomeriggio il tanto desiderato debutto presso la comunità di apicoltori in occasione dell’incontro “La nuova legge regionale: Apicoltori e Istituzioni a confronto” organizzato dal FAI Pescara. Mi sono iscritto all’associazione, ho sottoscritto l’abbonamento ad Apimondia Italia e Lapis e acquistato il libro Il ronzio delle api. Dopo il congresso aperitivo e cena con gli amici apicoltori.

Taglio fondiDomenica, grazie al supporto di mio fratello, la sega ha ripreso a funzionare. Ci siamo affrettati a tagliare il materiale per realizzare i fondi e nel pomeriggio ho fatto vedere a Luigi come si realizzano i coperchi in lamiera.

Settimana breve ma intensa dedicata principalmente all’acquisto dei materiali e alla costruzione dei fondi, e che mi ha riservato non poche piacevoli sorprese.

Restate sintonizzati e continuate a seguirmi!

 

Gli obiettivi da Apicoltore per il 2014

Visto che vi ho promesso nel post iniziale di aggiornare settimanalmente il diario apistico, e sono ancora nella capitale con Milena e Sofia, ho pensato di condividere con voi gli obiettivi che mi piacerebbe raggiungere al termine di quest’anno apistico.

Ampliamento dell’allevamento di api

In questa stagione ho prima di tutto intenzione di ampliare l’allevamento di api in modo da avere una rendita accettabile per il 2015, e visto che nello scorso anno ho imparato che l’apicoltore raccoglie con le api invernate l’anno precedente, devo pianificare ed agire con un anno di anticipo.

Apiario pappa realePoiché la fonte principale di guadagno sarà la produzione di pappa reale fresca, pensavo di preparare almeno una 75ina di arnie in modo da averne per l’anno prossimo una 50ina per la produzione di pappa reale, una 15ina di riserva  (il 25% di quelle in produzione) per la sostituzione delle famiglie stressate e sperando di non perdere più di una 10ina di arnie dall’invernamento del 2014 (stimando una mortalità del 10% ).

Altro aspetto importante è la selezione delle api regine tolleranti alla Varroa e per farlo nel migliore dei modi dovrei avere almeno un 100aio di colonie da invernare e non è naturalmente possibile per questa stagione. Pensavo quindi di preparare un’altra 40ina di arnie per l’allevamento di api regine, allevamento fuchi e selezione api regine e di invernare una 50ina di arnie per nuclei di fecondazione che mi permetterebbero di avere un 100aio di mini colonie su 11 mezzi telaini da melario. L’invernamento dei mini nuclei mi darà anche la possibilità di avere qualche sciame di api su celle piccole da poter vendere ad aprile 2015.

Scarta di legnameNon volendo ripetere lo stesso errore della passata stagione, quando mi sono trovato a fare coperchi per arnie a settembre, ho deciso di farmi una bella scorta di legname per realizzare, prima dell’inizio della stagione, un 100aio di arnie complete e una 50ina di arnie con nuclei di fecondazione. A questo devo aggiungere qualche melario e le trappole da polline per le 10 arnie con regine da pappa reale.

Considerando che la stagione passata ho invernato 34 colonie e che ho ordinato sei sciami di api per aprile, l’impresa non sarà semplice e molto probabilmente dovrò acquistare altri sciami.

Burocrazia e certificazioni per l’Azienda apistica

Il prima possibile dovrò sbrigare le pratiche per diventare imprenditore agricolo e poter vendere tranquillamente i prodotti apistici. Al momento il vero problema da risolvere e’ il laboratorio di smielatura che non so ancora dove realizzarlo.

Altri aspetti altrettanto importante, su cui voglio concentrarmi, sono la certificazione biologica, l’iscrizione all’albo allevatori api regine e un riconoscimento nazionale sulla qualità del miele.

logo-prodotti-biologici-certificatiQuanto a certificazione biologica per la produzione di pappa reale fresca e miele non penso ci siano particolari problemi, dovrò solo convertire le colonie non ancora convertite su cera biologica e per l’inizio del 2015 conto di riuscire ad averla. In ogni modo, la prossima settimana, in occasione dell’evento organizzato dal FAI di Pescara sul tema  La nuova legge regionale: Apicoltori e Istituzioni a confronto, incontrerò anche un tecnico valutatore dell’ICEA.

Albo nazionale allevatori api italianeL’iscrizione all’albo nazionale allevatori api italiane è cosa molto più difficile e occorre aspettare tre anni, almeno così ho letto sul loro sito. In ogni modo proverò a contattarli per capire meglio le procedure di iscrizione all’albo.

TREGOCCEDORO2013E dopo tutta questa fatica mi piacerebbe ricevere una goccia doro per il miele che produrrò questa stagione, ma credo che sarà la certificazione più difficile da ottenere perché fare del buon miele non è semplice.

Previsioni per la produzione 2014

Grazie alla copertura finanziaria raggiunta con un accordo con il precedente datore di lavoro, non devo preoccuparmi più di tanto di fare produzione e quello che guadagno lo posso reinvestire tranquillamente per ampliare l’attività.

Con le 10 colonie con api regine selezionate per la pappa reale spero di riuscire a produrre una 20ina di chilogrammi di pappa reale fresca e con le restanti colonie allevare circa 500 api regine e produrre un 5 quintali di miele fra acacia e melata di Metcalfa.

Comunicazione e marketing

Un altro aspetto sicuramente determinante per la buona riuscita dell’azienda è la comunicazione e il marketing. A tal fine ho intenzione di ampliare i contenuti del sito web e di utilizzare i social media per pubblicizzare l’azienda. Già riuscire a scrivere due articoli alla settimana sarebbe una bella impresa.

Al fine di facilitare le operazioni di prenotazione e vendita della pappa reale fresca, delle api regine e del miele, sto realizzando il modulo di commercio elettronico con la piattaforma WooCommerce e spero di metterlo online prima dell’inizio della stagione apistica.

Non ho intenzione di fare campagne pubblicitarie su web e media tradizionali, anche se non si può dire mai l’ultima parola.

Innovazioni tecnologiche ed informatizzazione

Questa parte, anche se di vitale importanza rischia di rimanere in dietro visto l’approssimarsi della stagione. Ad ogni modo, la prima cosa che mi preme realizzare e’ uno strumento per l’inseminazione strumentale delle api regine. Ho in mente una soluzione economica e semplice, il vero problema è riuscire a realizzare uno stereoscopio usando una vecchia webcam.

Il discorso informatizzazione è un vero problema, chissà  perché ma finisco sempre a lavorare con i fogli Excel. Come si dice il calzolaio gira sempre con le scarpe rotte. Ad ogni modo devo assolutamente realizzare un software per la registrazione dei dati per la selezione delle api regine, configurare un gestionale integrato con il sito di e-commerce e realizzare un modulo per la tracciabilità delle api regine.  Una mole di lavoro impressionante e non sarà semplice trovare la voglia e il tempo per farlo.

Dimenticavo l’apiario informatizzato …

Conclusioni

Naturalmente gli obiettivi sono molti e non sarà facile raggiungerli e mi riterrò soddisfatto se alla fine dell’anno riuscirò a raggiungerne anche solo la metà.

Continuate a seguirmi, e ditemi cosa ne pensate.